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Il recupero della Manifattura Borgo Sacco

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La Manifattura Tabacchi di Borgo Sacco, vicino a Rovereto, Trento, rappresenta l‘icona della fabbrica tradizionale, può trasformarsi nel luogo di un modo nuovo di fare impresa, dove competenze autonome – dalla sperimentazione alla progettazione, dal design alla fabbricazione – si integrino per rispondere alla domanda che condizionerà lo sviluppo economico nei prossimi decenni: come si producono beni di qualità, accessibili ad un numero crescente di utilizzatori, consumando sempre meno risorse, in particolare quelle non rinnovabili?

Il Progetto Manifattura, esempio di archeologia industriale, situato in una bellissima area di circa nove ettari, delimitata da importanti corsi d’acqua (l’Adige ed il suo affluente Leno) e da immensi vigneti, dopo anni di splendore e forte operosità ha conosciuto il graduale declino del settore fino a giungere alla chiusura definitiva nel 2008, lasciando i cittadini in trepida attesa che qualcosa di nuovo e di altrettanto importante si realizzasse.

Il masterplan è stato affidato a Kengo Kuma and associates, Carlo Ratti Associati, Arup, Kanso: un team internazionale, con una straordinaria sintonia rispetto agli obiettivi del progetto, e con capacità che spaziano dall’analisi economica e aziendale e dalla progettazione di soluzioni tecnologiche e sistemi energetici, sino alla progettazione urbanistica ed architettonica ispirata a standard avanzati di sostenibilità. Un gruppo di progettisti al quale si è chiesto di dare corpo alla visione della nuova Manifattura e definire le linee-guida dei successivi interventi, che vedranno coinvolti una pluralità di soggetti e competenze, anche con l’obiettivo di promuovere la formazione di una comunità locale di specializzazioni. L’obiettivo è creare uno spazio nel quale sia naturale sperimentare, produrre e diffondere saperi e pratiche innovative.

Il tema della sostenibilità ambientale è sempre più al centro della scena sociale ed economica. Nuovi mestieri e nuove imprese nascono ogni giorno nel mondo per offrire tecnologie e servizi che riguardano l’uso delle risorse ambientali ed energetiche. Le grandi economie industriali, dagli Usa alla Cina, sono in gara per garantirsi un futuro in questo settore. Restarne fuori significa isolarsi rispetto ad uno dei principali motori di sviluppo dei prossimi decenni. Il Progetto Manifattura si pone in continuità con le scelte di specializzazione settoriale, già compiute dal Trentino con la nascita del distretto tecnologico, sui temi dell’energia, dell’edilizia sostenibile e della gestione dell’ambiente. Temi su cui il Trentino ha competenze, esperienze e reputazione.

Il luogo diventerà sede di industrie leggere, piccole imprese , centri di ricerca, organizzazioni no profit (tra cui il GBC Italia) ma anche di molti spazi espositivi e punti di ristoro. Questi ultimi renderanno le piazze e le vie interne di collegamento ai piani terra completamente pubbliche, aperte alla fruizione dei passanti come mai era stato prima, quando gli alti muri ed i cancelli vietavano addirittura la vista dell’interno.

La rinascita produttiva della vecchia fabbrica di Borgo Sacco non sarà il risultato dell’azione di un solo soggetto o di un unico intervento, ma dipenderà piuttosto dal lavoro comune di un insieme di imprese, laboratori, centri di servizio, luoghi per la formazione, ma anche spazi destinati a funzioni pubbliche. Si conserveranno, per quanto possibile e accettabile, gli elementi di valenza storica ed architettonica, mentre sul lato meridionale, l’edilizia industriale più recente lascerà il posto a nuove strutture seminterrate dai tetti verdi e ondulati le quali, con la loro quasi non presenza, finalmente permetteranno un dialogo attivo del sito con il paesaggio circostante, in particolar modo con la rivalutata passeggiata del lungo Leno, già vissuta dai roveretani grazie alla pista ciclabile. 

Lo storico “Edificio delle Zigherane”, simbolo dell’intero progetto non solo perché è stato il primo edificio ad essere realizzato in origine, ma perché si farà paladino delle metodologie da seguire per il resto del lotto, è già in fase di progettazione esecutiva. Non sarà certo facile conseguire la certificazione per questo singolo edificio, attanagliato com’è dai vincoli storici e architettonici: esso avrà una forte valenza sperimentale, giacché si cercherà di applicare un protocollo, quello di “Historical Building”, che il GBC Italia non ha ancora ufficialmente lanciato.

Aperto, come “open” è oggi il paradigma dell’innovazione al quale il progetto Manifattura si ispira; questo è stato il compito assegnato al gruppo di progettazione che ha lavorato al progetto di massima. 

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