Il Dopolavoro Marzotto pronto per il restauro | Edilone.it

Il Dopolavoro Marzotto pronto per il restauro

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L’ex dopolavoro della storica manifattura Marzotto, arrivata nella cittadina bresciana nel 1928 e divenuta fulcro della vita culturale ed economica di Manerbio, subirà interventi di manutenzione e recupero.

Insieme all’espansione degli stabilimenti, la famiglia Marzotto realizzò nel corso dei decenni infrastrutture a scopi sociali: il dopo lavoro, un cinema, il villaggio residenziale, e ancora campi da tennis, piscina, un albergo, un asilo e una scuola di avviamento professionale. Ragioni per cui la “emme” stilizzata della Marzotto era diventato il simbolo di Manerbio.

Pronti quindi gli interventi di restauro del dopolavoro, che miglioreranno anche l’aspetto di piazza Aldo Moro, attualmente in stato di degrado, sulla quale s’affacciano la Casa di Riposo, l’edificio della scuola elementare statale intitolata a Gaetano Marzotto, e l’ex cinema-teatro già da tempo trasformato in uffici.

Il progetto, realizzato dall’architetto Michelangelo Tiefenthaler e su licenza del Comune alla proprietà (Laura Bignetti e fratelli Zuccherofino), non prevede il ripristino delle funzioni di locale pubblico, com’è da sempre stato; vi sarà invece una zona commerciale all’intero piano terra, uffici e appartamenti al primo piano, appartamenti al secondo. Rimarrà lo scalone centrale, caratteristico del progetto degli anni Trenta dell’architetto Francesco Bonfanti, collaboratore di Giò Ponti negli anni Quaranta-Cinquanta. Non sarà toccata la struttura esterna, che al piano terra prevede la chiusura del porticato con una vetrata sul lato sud, lasciando all’uso pubblico la parte verso la piazza. All’interno saranno salvaguardati i pavimenti con mosaici simbolo dell’arte tessile, opere progettate nel momento storico nel quale fu realizzata quella «Città sociale» voluta dall’industria laniera dei Marzotto, in quegli anni fiorente e fondamentale nello sviluppo dell’economia locale. Lo mostra la pubblicazione ponderosa curata dall’Islo, l’istituto di storia locale, autori gli architetti, padre e figlio, Angelo e Michelangelo Tiefenthaler, con la collaborazione di Giovan Battista Bisetti e Agostino Galuppini. L’opera fu stampata dalla Compagnia della stampa Massetti-Rodella Editori ed è entrata a far parte della bibliografia dei testi universitari.

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