Il Castello Mediceo di Lari diventa polo culturale | Edilone.it

Il Castello Mediceo di Lari diventa polo culturale

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Con il recente restauro del Castello mediceo di Lari in Provincia di Pisa, concluso dopo due anni di interventi, il maniero viene aperto al pubblico per divenire un polo dedicato alla cultura, al turismo e al sociale per tutta l’area della Valdera. I lavori hanno riguardato, tra l’altro, il restauro di alcuni tra gli ambienti più caratteristici del castello, come il salone di Pietro Leopoldo, il ripristino dei camminamenti perimetrali e la copertura di alcune parti dell’edificio. Il complesso intervento di restauro e riqualificazione ha interessato l’antica fortezza dal settembre del 2006 fino ad oggi e ha richiesto un investimento di circa 500.000 euro, finanziati per 250mila euro dalla Regione Toscana, 160mila euro la Fondazione Caripisa e per la restante parte dal Comune di Lari.

L’intero intervento, progettato dall’Architetto Paolo Ceccanti con l’approvazione della Soprintendenza, ha permesso numerose opere di restauro dell’intera struttura, con conseguente ripristino di parte del complesso allo stato precedente l’ultimo intervento del 1773 (il salone Pietro Leopoldo, già salone di Tormenti, ha riacquistato le sue dimensioni originali attraverso l’eliminazione di pareti divisorie oltre al recupero dei grandi affreschi cinquecenteschi). Sono stati creati, inoltre, nuovi servizi igienici, la pavimentazione in mezzane di cotto, nuovi intonaci esterni perimetrali lungo il camminamento e parte della copertura dell’edificio. Realizzati anche nuovi infissi e restaurati gli esistenti. Prevista l’illuminazione della scala di accesso e del camminamento perimetrale. A ciò si aggiunga l’esecuzione di numerose opere impiantistiche (revisione ed adeguamento impianto elettrico, idraulico, di riscaldamento, di smaltimento dei liquami) e di adeguamento delle utenze (metano e linea telefonica); realizzato anche un vano ascensore che permette di accedere alle stanze superiori del Palazzo dei Vicari utilizzate come spazi espositivi. L’accesso al piano primo è garantito anche dal piccolo ampliamento sul lato sud che contiene la scala. Di particolare effetto l’ingranaggio dell’orologio che sovrasta la Piazza Matteotti visibile dalla cabina trasparente dell’ascensore.

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