Grande Pompei: "si parte col piede sbagliato", secondo Fillea-Cgil | Edilone.it

Grande Pompei: “si parte col piede sbagliato”, secondo Fillea-Cgil

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Avviato poco più di una settimana fa, il cantiere per la Grande Pompei, grande progetto di restauro e riqualificazione del sito archeologico, parte “col piede sbagliato”, secondo la denuncia delle segreterie nazionale e Campania della Fillea-Cgil, che organizza anche gli operatori del restauro e archeologia: “Se i nostri conti non sono sbagliati e se i nostri occhi non ci hanno tradito, le gare per l’assegnazione dei primi due lotti dei restauri rischiano di far partire con il piede sbagliato quel Cantiere Grande Pompei che nei giorni scorsi è stato inaugurato alla presenza di un imponente schieramento di autorità italiane ed europee”.

Secondo Fillea, le due gare, per il restauro della Casa del criptoportico e la Casa dei dioscuri, sarebbero state aggiudicate “la prima a 305 mila euro, a fronte di una base d’asta per i lavori di 456 mila euro, e la seconda a 685 mila euro, a fronte di una base d’asta per i lavori di 1.430 mila euro”. Ciò significa che i primi due lotti sarebbero stati affidati con dei ribassi che superano il 50%, cioè il 33% e del 52%.

Il timore maggiore è che, con ribasso tale rispetto alla base d’asta, che in genere corrisponde ad una stima realistica del costo dell’opera, la dimensione del “lavoro” possa essere l’oggetto principale di tagli e risparmi. “Per questo il sindacato”, prosegue Fillea, “chiede alle istituzioni impegni precisi per affermare un percorso di qualità degli appalti e dei lavori, soprattutto in un cantiere come quello di Pompei, dove siamo alle prese con una situazione a rischio, dove possono presentarsi contemporaneamente due pericolose distorsioni: da una parte la condizione generale di precariato degli operatori – dei 20 mila in Italia il 52% sono precari – abituati quindi loro malgrado a dover accettare le più diverse forme contrattuali, e dall’altra la condizione di un sito dove è in atto il tentativo di penetrazione da parte della criminalità organizzata, come confermano gli ultimi arresti per infiltrazioni camorristiche nella vigilanza del sito”.

Perciò, conclude Fillea, “occorre un impegno straordinario per garantire, con il coinvolgimento degli organi pubblici competenti e delle parti sociali, che in questo cantiere pubblico siano affermati e praticati immediatamente i principi di legalità e trasparenza degli appalti, la qualità delle imprese, la regolarità del lavoro, il rispetto dei diritti, dei contratti, delle condizioni di lavoro, della sicurezza.”

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