Firenze: restauro per nuovo museo e Tesoro di San Lorenzo | Edilone.it

Firenze: restauro per nuovo museo e Tesoro di San Lorenzo

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Sabato 1° dicembre, nei locali brunelleschiani sotto la Sagrestia vecchia della Basilica di San Lorenzo a Firenze, è stato inaugurato il nuovo allestimento museale del “Tesoro di San Lorenzo”. Il tesoro del complesso di San Lorenzo a Firenze torna così rinnovato alla fruizione del pubblico. Si tratta di una quarantina di opere, tra arredi liturgici, crocifissi e reliquiari databili tra il XIV e il XIX secolo, da anni conservati in vari luoghi e nascosti al pubblico, restaurati e raccolti in un nuovo spazio sotterraneo un tempo adibito a magazzino e ora anch’esso restaurato.

Un magazzino abbandonato usato anche per fiere di beneficenza: a questo era ridotto il grande vano dove è stato allestito il Tesoro della Basilica di San Lorenzo. Il nuovo “museo del tesoro” si trova proprio sotto la sagrestia vecchia ed ha importanza fondamentale nella storia del complesso poiché – costituendo le fondamenta della Sagrestia Vecchia – fu una delle prime parti edificate da Brunelleschi dal 1422.

Il grande pilastro centrale che sostiene le volte a crociera ribassate, costituisce la struttura portante dell’intero ambiente, e assume anche una straordinaria valenza simbolica, poiché sorregge – nella soprastante Sagrestia – la tomba di Giovanni de’ Medici (primo mecenate della famiglia che la Sagrestia aveva fatto costruire) e di sua moglie Piccarda Bueri. Ai lati del sepolcro, nel pavimento, furono anche predisposte due sepolture, una per gli uomini, l’altra per le donne del casato. Tra le opere più importanti, un crocifisso in argento fuso di Michelozzo, una pisside in oro e argento, raro esempio di pisside originale del ‘400, un reliquiario di Cosimo III de’ Medici, un altro reliquiario di San Francesco di Paola in oro e argento sbalzati e cesellati e pietre dure. Col tempo il significato simbolico fu perso. Nel Cinquecento lo spazio venne concesso come sede per la Compagnia del santissimo sacramento, gruppo laicale legato alla parrocchia. In seguito l’ambiente è stato utilizzato principalmente come deposito.

Il progetto del nuovo museo è partito nel 1993. Il costo, sostenuto dall’Opera medicea laurenziana e dall’Ente Cassa di risparmio di Firenze, si aggira sui 300 mila euro. Il nuovo museo è nato da un’idea di Elisabetta Nardinocchi, che ci ha lavorato insieme a Ludovica Sebregondi e Antonio Fara, ed è stato sostenuto da monsignor Angiolo Livi e monsignor Fabrizio Porcinai, parroci di San Lorenzo.

L’idea del nuovo spazio espositivo è nata nel 2004 con la creazione di un gruppo di lavoro capace di integrare conoscenze e competenze storiche e progettuali. In questa fase progettuale ci si è concentrati sull’allestimento di un ambiente sottostante la Sagrestia Vecchia brunelleschiana, già utilizzato dalla Confraternita del SS.Sacramento.

L’illuminazione di fondo della sala è ottenuta attraverso gruppi di lampade alogene celate nei comparti superiori di alcune vetrine in modo da indirizzare i fasci di luce verso le volte con effetto di luce riflessa, non prevaricante sull’illuminazione interna delle vetrine.

L’ambiente oggi, dopo il nuovo allestimento, ha riacquisito la dignità a lungo perduta, recuperando anche il rapporto ideale con la soprastante Sagrestia Vecchia, permettendoci così di osservare da vicino le radici di San Lorenzo, l’antichissima basilica fondata nel 393 e che riallaccia la sua storia alle origini di Firenze.

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