Firenze: campane a festa in tutta sicurezza a Santa Croce | Edilone.it

Firenze: campane a festa in tutta sicurezza a Santa Croce

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Non poteva esserci giornata inaugurale migliore della Santa Pasqua per far “risuonare” l’ultimazione del secondo lotto degli interventi di restauro del campanile della Basilica di Santa Croce.

Il restauro del campanile era stato avviato nel 2003 con un finanziamento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali su progetto della Soprintendenza per i Beni Architettonici di Firenze, registrando i primi urgenti interventi per la messa in sicurezza della struttura soprattutto per la parte sommatale, e la realizzazione del ponteggio perimetrale complessivo.

Nel prosieguo dei lavori di cantiere, il progetto di restauro dell’Opera di Santa Croce era stato suddiviso in tre lotti conseguenziali di lavori, secondo le disposizioni decise in collaborazione con il Soprintendente Paola Grifoni e con il Funzionario responsabile del complesso Lia Pescatori.

Il secondo lotto, appena concluso, ha compreso – oltre al restauro della struttura muraria – anche l’impianto campanario, gran parte degli impianti elettrici e l’installazione di un complesso sistema di allontanamento dei volatili, comportando una spesa di circa 670 mila euro.

Il terzo e conclusivo lotto, ancora da realizzare, riguarderà invece la parte della struttura che va dalle cappelle minori fino al suolo.

Tra i lavori del primo e del secondo lotto, sulla costruzione sono state anche compiute una serie di prove dinamiche, a seguito delle quali si è reso necessario progettare un sistema di assorbimento delle vibrazioni del complesso campanario, che risultano ora fortemente confinate.

All’origine dell’intervento di restauro risiede proprio lo stato conservativo del campanile, in merito al quale, a suo tempo, fu riconosciuta la necessità del restauro e l’opportunità di non continuare ad utilizzare le campane a causa di possibili problemi che queste avrebbero potuto causare alla struttura.

Dagli studi effettuati nella fase immediatamente precedente all’intervento, i risultati emersi in materia di vibrazioni forzate indotte dall’azione delle campane hanno sottolineato la necessità d’intervenire: le frequenze indotte dalle campane, così come erano sistemate sulle esili strutture d’angolo, risultavano pericolosamente vicine ad un ”picco di frequenza propria”. Il movimento oscillatorio delle campane avrebbe dunque significato, in certe condizioni, la produzione di danni ciclici alla costruzione.

Per eliminare le possibili ripercussioni negative alla struttura portante del campanile e consentire nuovamente l’uso della cella campanaria si è reso necessario eseguire una modesta variazione nella disposizione delle campane (inferiore di circa tre metri, rispetto a quella originaria) ed eliminare una recente struttura di sostegno in ferro, che occultava in parte la visibilità della cella campanaria.

A partire da domenica prossima, in occasione della Santa Pasqua, le campane torneranno a suonare mantenendo il tradizionale metodo ‘a distesa’.

Per altre informazioni, consultare il sito web:

http://www.santacroce.firenze.it/

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