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Distretto Veneto: dall’Italia alla Cina

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Impegnato nella promozione e nella realizzazione di rilevanti progetti, sia in ambito nazionale che internazionale, il Distretto Veneto dei Beni Culturali agisce su più fronti attraverso diverse tipologie di intervento. Interpellato dall’Accademia Cinese delle Scienze per la redazione della “Carta del restauro”, contenente le indicazioni per una corretta azione di restauro sui materiali lapidei, il Distretto Veneto dei Beni Culturali ha portato a termine nel comune di Mondovì, in provincia di Cuneo, un piano per il recupero delle facciate dei principali edifici storici che presentano un apparato decorativo di pregio. Ha inoltre studiato e progettato il restauro e la conservazione dell’esercito di terracotta risalente alla dinastia Han, ritrovato alle porte della città di Xian in Cina, e la contestuale valorizzazione dell’intera area archeologica interessata dalle tombe. Particolarmente attivo nel favorire le attività di ricerca nel campo delle nanotecnologie, per la messa a punto di nuovi materiali da utilizzare nel settore del restauro e della conservazione dei beni culturali, il Distretto partecipa ogni anno al Salone dei Beni e delle Attività Culturali di Venezia, promuovendo una serie di incontri all’interno di spazi appositamente riservati.

Importante istituzione riconosciuta a livello internazionale, il Distretto figura tra i partner di numerosi programmi di cooperazione europea, tra i quali si segnalano due progetti transfrontalieri tra l’Italia e la Slovenia, confluiti nella pubblicazione di due volumi dedicati rispettivamente alla riscoperta storico-artistica dei luoghi di culto, e ai musei artistici, d’arte sacra, specializzati e dedicati a personaggi celebri, presenti nella provincia di Venezia e lungo il litorale sloveno. Membro dell’Associazione per il Piano Strategico di Venezia per l’attuazione di programmi e iniziative riguardanti il capoluogo veneto, il Distretto svolge anche una rilevante attività formativa, con l’offerta di un master di secondo livello – in collaborazione con le università Ca’ Foscari e Sorbonne 3 – per il management dei beni culturali, e di vari corsi professionali, che hanno l’obiettivo di formare figure esperte nel campo del restauro e della conservazione dei beni culturali.

Nato nel 2004 a seguito dell’emanazione da parte della Regione Veneto della L.R. n. 8 del 4 aprile 2003 – promulgata con l’intento di indurre le piccole e medie imprese venete a fare sistema – il Distretto Veneto dei Beni Culturali rientra oggi nella categoria dei cosiddetti “metadistretti”, comprendendo oltre 250 aziende e 40 istituzioni tra università, centri di ricerca, soprintendenze, amministrazioni pubbliche, ordini professionali ed associazioni di categoria.

Dotato di una pervasiva dimensione economica e sociale, il Distretto Veneto dei Beni Culturali ha dato vita ad una struttura di servizio che opera all’interno di un comparto produttivo tutt’altro che marginale nell’economia provinciale e regionale. Risultano essere, infatti, 911 le aziende attive nella filiera del restauro, della conservazione e della valorizzazione dei beni culturali, con un numero di addetti pari a 4.153 e con un volume d’affari complessivo superiore al miliardo di euro, capaci di generare il 4% del valore aggiunto prodotto nell’intera regione.

Trait d’union tra i settori pubblico e privato, il Distretto finanzia le proprie attività attraverso la partecipazione a bandi di gara regionali, nazionali ed europei, anche sotto forma di associazione temporanea d’impresa per tutti quei progetti che prevedono un’aggregazione di filiera. Fondamentale ai fini della sua autonomia finanziaria il costante monitoraggio di tutti i bandi di gara, che consente non solo un aggiornamento continuo delle proposte da esaminare, ma anche una più ampia scelta tra le opportunità di investimento da sottoporre all’attenzione delle aziende. Nel corso della sua attività, il Distretto Veneto dei Beni Culturali ha intrapreso progetti per un valore complessivo di 2 milioni di euro. Tutti gli interventi attivati, o in fase di attivazione, generano un volume d’affari notevolmente superiore, dovuto alle rilevanti ricadute economiche, non sempre facilmente quantificabili in termini monetari.

Detto altrimenti, i risultati ottenuti dal Distretto non hanno ripercussioni esclusivamente sulle aziende che vi partecipano in maniera diretta, ma anche sulla totalità del sistema produttivo veneto, dimostrando così che la somma complessiva delle attività generate da un insieme di attori, risulta essere notevolmente superiore alla somma delle parti singolarmente considerate.

L’auspicio per il prossimo futuro è che il Distretto Veneto dei Beni Culturali possa continuare a stimolare il dibatto sul valore dell’innovazione e della cultura, contribuendo a definirne i termini.

Riferimenti
Patto per lo Sviluppo del Distretto Veneto dei Beni Culturali
http://www.distrettobbcc.it/distretto.aspx
http://www.distrettidelveneto.it
http://www.vegapark.ve.it/vega/acms/vega/
http://www.distretti.org

di Vittoria Azzarita
Tratto da http://undo.net/

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