Demolire e poi ricostruire un edificio rientra nella nozione di nuova costruzione | Edilone.it

Demolire e poi ricostruire un edificio rientra nella nozione di nuova costruzione

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Ricostruire un edificio dopo averlo demolito non è un’opera di restauro ma equivale ad una nuova ricostruzione e come tale deve sottostare alla relativa normativa.

Questo è quanto ha affermato la Corte di Cassazione, III sezione penale, con la recente sentenza 13492/2010, depositata il 9 aprile scorso. La controversia giudiziale ha tratto origine dalla demolizione e successiva realizzazione di un edificio in assenza di permesso di costruire, sulla base del fatto che l’intervento edilizio andava inquadrato nella categoria edilizia del restauro e risanamento conservativo.

I giudici hanno ricordato che caratteristica di restauro e risanamento conservativo è la conservazione di un organismo edilizio preesistente assicurandone la funzionalità, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali preesistenti.

Nel caso specifico, la sagoma e l’area del manufatto realizzato apparivano differenti rispetto a quello preesistente, per forma e dimensioni, ciò verosimilmente in quanto si trattava di un fabbricato abbandonato da anni, probabilmente oggetto di crolli o diroccamenti.

La caratteristica essenziale del restauro conservativo è appunto quella della “conservazione” di un organismo edilizio esistente, attraverso un insieme sistematico di opere volto ad assicurarne la funzionalità, nel rispetto degli elementi dell’edificio originario. Secondo i giudici, quindi, in questo caso l’intervento deve essere inquadrato nell’ambito della ristrutturazione edilizia, o della nuova costruzione, se riguarda ruderi o edifici già da tempo demoliti e quindi non identificabili in un organismo edilizio dotato di mura perimetrali, strutture orizzontali ed elementi di copertura.

La pronuncia si pone in controtendenza con alcune leggi regionali sul Piano Casa, che tendono a semplificare le procedure per il rilancio delle costruzioni, ammettendo la Dia anche per la sostituzione edilizia con premio volumetrico, come accade ad esempio in Veneto. 

La demolizione e riedificazione degli edifici esistenti è incentivata anche dalle associazioni del settore costruzioni, che vedono in questa misura il cuore pulsante della ripresa dopo la crisi che ha colpito duramente il settore.

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