Conservazione Beni Culturali: confronto Italia-Giappone | Edilone.it

Conservazione Beni Culturali: confronto Italia-Giappone

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L’utilizzo di avanzati sistemi integrati, quali ad esempio Siinda (sistema integrato per il supporto alla diagnosi dello ‘stato di salute’ di un manufatto), fornisce un valido aiuto ai professionisti della manutenzione dei monumenti. L’applicazione Siinda ed altri sistemi analoghi, in numerosi casi di conservazione e valorizzazione di beni culturali, sarà illustrata nel seminario ‘Tecnologie dell’informazione e della comunicazione culturale‘, organizzato dal Dipartimento patrimonio culturale del Cnr a Tokyo, il 16 e il 17 aprile, nell’ambito della grande rassegna ‘Primavera italiana in Giappone‘, sostenuta dal Ministero degli affari esteri (Mae).

Il suddetto sistema integrato per il supporto alla diagnosi dello ‘stato di salute’ di un manufatto – Siinda – è nato da un consorzio ad hoc composto, tra gli altri, da ricercatori del CNR afferenti all’Istituto per le applicazioni del calcolo (Iac), Istituto per le tecnologie applicate ai beni culturali (Itabc), Istituto di elettronica e di ingegneria dell’informazione e delle telecomunicazioni (Ieiit), in collaborazione con la Regione Valle d’Aosta, Politecnico di Milano e le aziende Menci sw, Foart e CM sistemi. In grado di acquisire ed integrare tutte le informazioni possibili sul manufatto, Siinda è stato utilizzato con successo per le rilevazioni sul Teatro Romano di Aosta.

Ad Aosta, gli ‘architetti informatici’, hanno riprodotto il Teatro in 3D e hanno reso interrogabile ogni piccolo tassello della struttura virtuale. ‘Al modello 3D’, spiega Laura Moltedo dell’Iac-Cnr, ‘vengono associate le diverse tipologie di informazioni riferite sia al manufatto stesso, come immagini, dati colorimetrici e chimici ottenuti da campionamenti del materiale, sia alle condizioni dell’ambiente circostante, quali temperatura, umidità, direzione e velocità del vento. Attraverso dati colorimetrici, ad esempio, è possibile elaborare immagini che perimetrano le manifestazioni di degrado la cui tipologia viene definita grazie a una sorta di vocabolario fornito dall’esperto al sistema stesso’. ‘In questo modo’, continua Paolo Salonia dell’Itabc-Cnr, ‘si ottengono mappature complete di tutte le patologie presenti sul Teatro e la diretta loro associazione ai diversi fenomeni. Il sistema semplice e affidabile, è attualmente sperimentato anche sull’Arco di Augusto, sempre ad Aosta’.

Altro caso quello della Sardegna, dove, una ‘iniezione’ di information technology ‘rivitalizzerà’ le antiche torri costiere, grazie al progetto ‘Torri multimediali’, messo a punto dall’Istituto di storia dell’Europa mediterranea (Isem) del Cnr, in collaborazione con il regista Francesco Casu e l’architetto Olindo Merone di Antalya onlus.
La rete di avvistamento costiero sardo, nata in funzione delle politiche di difesa degli Stati mediterranei dal XV al XIX secolo, si trasformerà in un moderno sistema di presidi di informazione telematica, una sorta di network per la conoscenza del territorio.

L’applicazione delle tecnologie e metodologie made in Italy riguarderà non solo monumenti italiani noti in tutto il mondo, ma anche manufatti custoditi in centri esclusi dai grandi circuiti di massa che rappresentano elementi distintivi di identità e autenticità della cultura del nostro Paese.

Il seminario del 16 e 17 aprile 2007 presso l’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo – promosso dal Ministero affari esteri (Mae) e organizzato dal Dipartimento patrimonio culturale del Cnr, in collaborazione con il Media integration and communication center (Micc) dell’Università di Firenze, la Fondazione Italia Giappone, l’Enea, la Rai, l’Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze e la Regione Toscana – vedrà la partecipazione di rappresentanti di istituzioni pubbliche e private italiane e giapponesi per un confronto e uno scambio di conoscenze sulla conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale.

‘Il seminario’, spiega Maria Mautone, Direttore del Dipartimento patrimonio culturale del Cnr, ‘vuole proporre una molteplicità di approcci attraverso i quali, in forma integrata, devono essere affrontati lo studio e la salvaguardia dei Beni Culturali. I contributi sono, quindi, presentati secondo la filiera che raccorda conoscenza, diagnosi, conservazione, valorizzazione, gestione, fruizione e formazione. L’auspicio è che da questo incontro possano scaturire numerose occasioni di confronto e di scambio tra le culture dei due Paesi in una prospettiva progettuale e operativa’.

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