Codice dei beni culturali e del paesaggio: nuove integrazioni e modifiche | Edilone.it

Codice dei beni culturali e del paesaggio: nuove integrazioni e modifiche

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Il Consiglio dei Ministri del 18 novembre scorso ha licenziato il decreto legislativo recante disposizioni correttive ed integrative del Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’art. 10, comma 4, della legge-delega 6 luglio 2002, n. 137.
Tali disposizioni, in vigore dal 12 maggio, apportano gli aggiustamenti suggeriti dall’esperienza dei primi diciotto mesi di applicazione del Codice. Si è proceduto, da un lato, alla riformulazione di alcune norme per rendere più intelligibile la volontà del legislatore e quindi favorirne l’attuazione; dall’altro, sono state eliminate dal testo le disposizioni nel frattempo abrogate, integrandolo con le norme sopravvenute. In particolare, Il Governo, sulla base della legge delega n. 137/2002, su menzionata, ha emanato il DLgs n. 156/2006 recante “Disposizioni correttive ed integrative al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, in relazione ai beni culturali” e il DLgs n. 157/2006 recante “Disposizioni correttive ed integrative al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, in relazione al paesaggio”.
Tra le novità di rilievo relative ai beni culturali si segnalano:
– la modifica dell’art. 12, comma 10 del Codice, che elimina la possibilità del silenzio-assenso della P.A. nella procedura di verifica dell’interesse culturale, stabilendo soltanto che “Il procedimento di verifica si conclude entro centoventi giorni dal ricevimento della richiesta”;
– le novità relative alla formazione professionale dei restauratori (art. 29), volte ad attribuire valore di esame di Stato all’esame conclusivo dei corsi di restauro svolti presso le “scuole di alta formazione e di studio” e ad equiparare il titolo rilasciato alla laurea di secondo livello;
– le modifiche all’art. 115 volte ad “assicurare un miglior livello di valorizzazione dei beni culturali” attraverso la gestione diretta o indiretta dei beni. fanno chiarezza per quanto riguarda il ricorso a strumenti di tipo privatistico;
– all’art. 182, sono stati precisati meglio taluni aspetti della disciplina transitoria per il conseguimento della qualifica di restauratore, in attesa della entrata a regime della disciplina dettata dall’art. 29.

Il Consiglio dei Ministri ha inoltre approvato in prima lettura la revisione della Parte Terza del Codice, riguardante il paesaggio.

Il testo contiene significative novità volte ad accelerare il superamento della fase transitoria prevista dal Codice e ad aumentare la efficacia concreta della tutela. Si incentiva l’opzione dell’elaborazione congiunta tra regioni e Stato dei piani paesaggistici, fino ad ora rimasta inattuata, prevedendo che in caso di elaborazione unilaterale da parte della regione la soprintendenza possa esprimere un parere vincolante sul rilascio dell’autorizzazione paesaggistica; la disciplina di quest’ultima, che mantiene in generale il divieto di sanatoria, viene raccordata con la disciplina delle sanzioni amministrative, che era rimasta quella della legge sulle bellezze naturali del 1939 e che viene adeguata, recependo la possibilità di sanatoria limitata agli abusi c.d. minori già introdotta dalla legge 308/2004 sul condono paesaggistico; inoltre vengono posti limiti temporali per la conclusione dei procedimenti vincolistici, a salvaguardia della posizione dei proprietari interessati.

L’obiettivo è quello di fare delle previsioni di tutela e valorizzazione del paesaggio uno strumento di indirizzo delle trasformazioni del territorio, aumentando la trasparenza, la comprensibilità e la condivisione sociale dei vincoli e dando certezza alla repressione degli abusi sostanziali.

Si ricorda che il nuovo codice per i Beni Culturali e Paesaggistici è stato varato dal Consiglio dei Ministri del 16 gennaio 2004.

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