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CNR: Analyst, la sentinella dell’aria

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Le strutture museali, nate anche per proteggere i capolavori dall’usura del tempo, sono oggi messe a dura prova dalle minacce provenienti dai gas atmosferici corrosivi arrecati dall’inquinamento. Biossido di zolfo, ossidi di azoto, ozono, ammoniaca, acido nitrico e acido solfidrico penetrando dall’esterno alterano la qualità dell’aria delle sale generando gravi fenomeni di degrado. Tra gli effetti dell’aggressione di queste sostanze, l’opacizzazione, corrosione e scolorimento dei manufatti.

L’Istituto sull’inquinamento atmosferico (Iia) del Cnr, per contrastare l’insorgenza di questo pericolo, ha brevettato dei campionatori diffusivi, denominati ‘Analyst’. Lo comunica il CNR in un articolo del suo almanacco (www.almanacco.rm.cnr.it). La sperimentazione dell’ente di ricerca è già stata attuata con successo per monitorare l’ambiente di importanti ‘roccaforti’ dell’arte: la Galleria degli Uffizi a Firenze, il Museo della civiltà romana e il Museo Doria Pamphilj a Roma, il Museo Nazionale Danese, l’El Alcazar di Segovia, la British Library e la Cattedrale di San Paolo a Londra.

Analyst è costituito da un corpo cilindrico, aperto a una delle due estremità, da un tappo di polietilene e un mezzo assorbente adatto alla sostanza che si vuole campionare, adeguatamente fissato alla base con un piccolo anello di acciaio”, spiega Franco De Santis dell’Iia-Cnr. “Sistemati in diverse zone del museo, questi campionatori diffusivi sono in grado di determinare la distribuzione degli inquinanti nelle varie sale e valutare i livelli di concentrazione per lunghi periodi di tempo”.

Tra i vantaggi offerti dal brevetto Cnr, figurano la semplicità di funzionamento, l’economicità e l’efficienza. I campionatori ‘Analyst’, per le loro caratteristiche di ridotto dimensionamento, silenziosità ed autonomia dalla corrente elettrica, sono adatti a essere esposti in una sala museale senza alcuna incidenza visiva e sonora. La riduzione delle cause di degrado, secondo le affermazioni di De Santis, rendono meno necessario il ricorso agli interventi di restauro e, pertanto, le iniziative che favoriscono l’adozione di politiche per la riduzione dell’inquinamento atmosferico dovrebbero essere considerate anche una forma di conservazione preventiva dei beni culturali.

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