Certosa di Bagheria: meta dei secoli passati, riapre dopo 60 anni di degrado | Edilone.it

Certosa di Bagheria: meta dei secoli passati, riapre dopo 60 anni di degrado

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Non poteva cadere meglio che nelle Giornate europee del Patrimonio la riapertura della Certosa di Bagheria, museo delle cere creato nel 1797 dal principe di Butera Ercole Michele Branciforti, rimasto chiuso per 60 anni.

Bagheria (Pa), infatti, compare tra i tesori d’Italia della campagna che ha coinvolto tutto il territorio del Bel Paese lo scorso wek-end, con più di mille luoghi d’arte aperti gratuitamente di cui oltre 250 in prossimità della rete autostradale italiana.

L’accesso al settecentesco edificio è stato restituito al pubblico durante la manifestazione dello scorso 27 settembre, “La città che abbiamo dentro – stanotte Bagheria 2008”. Creata in fondo al viale centrale della villa Butera, la Certosa contava originariamente al suo interno decine di statue di monaci trappisti, di altezza naturale, con il volto realizzato in cera. Il principe, nella sua Certosa, volle infatti ritrarre con statue in cera alcuni celebri personaggi, quasi tutti suoi contemporanei, vestiti col saio monacale di colore bianco. Lungo le pareti si ammiravano quadri ed incisioni di inestimabile valore e di antichissima fattura. Nei vari interni, affreschi del Velasquez decoravano gli ambienti.

I lavori di restauro finora realizzati, guidati dall’architetto Laura Marcellino e dal responsabile del procedimento, l’architetto Paolo Mattina, rappresentano solo un primo intervento. Manca ancora il restauro di parte della facciata d’ingresso, ma sono già state effettuate la pulizia dell’intero edificio (per anni la Certosa è stata usata come stalla), la ricostruzione dei solai, il consolidamento della struttura, la creazione dei cordoli, il rifacimento dell’intonaco e ancora altri interventi. Iniziata anche una doviziosa opera di restauro degli affreschi mediante l’incollaggio della patina pittorica. I lavori eseguiti sono stati condotti grazie ai fondi Urban Italia.

La Certosa, dimenticata in questi ultimi 60 anni, costituì invece una meta culturale per molti viaggiatori dell’800 e inizi del ‘900, i quali si recavano a Bagheria per ammirarne da vicino la meraviglia.

Il declino della Certosa cominciò dagli anni ’50: le statue vennero distrutte o trafugate, e anche le antiche suppellettili che si trovavano dentro scomparvero nel tempo. Con il passare degli anni,l’edificio cadde nello stato di abbandono fino agli anni ’80, quando di fronte al rischio di crollo per l’edificio di decise di porre dei sostegni per evitare il crollo totale dei soffitti.

Una volta conclusi i lavori di restauro, la Certosa sarà adibita a spazio espositivo; accoglierà incontri e conferenze.

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