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Certificazione energetica edifici: pubblicato il regolamento

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Entrerà in vigore il 25 giugno p.v.  il DPR 2 aprile 2009, n. 59 recante Regolamento di attuazione dell’articolo 4, comma 1, lettere a) e b), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, concernente attuazione della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia, pubblicato sulla G.U. n. 132 del 10 giugno 2009.  Un provvedimento che vale per tutto il territorio nazionale, ma che dovrà essere applicato solo dalle regioni sprovviste di disposizioni regionali in materia (Veneto, Abruzzo, Calabria, Lazio, Molise, Sardegna e Sicilia).

Si tratta di una pubblicazione molto attesa (3 anni) dato che il testo rappresenta il primo dei tre decreti attuativi del dlgs 192/2005 (di attuazione della direttiva comunitaria che prevedeva entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore i la formulazione ed emanazione dei decreti medesimi). 

Qui di seguito gli articoli con le principali novità:
art. 3 – comma 1: adozione norme UNI TS 11300
art. 3 – comma 2: linee guida per la certificazione energetica da emanare
art. 4 – comma 3: obbligo di verifica della prestazione energetica estiva (Epe, invol)
art. 4 – comma 4: chiarimenti per porte e vetrine per il rispetto della trasmittanza limite
art. 4 – comma 5: valore limite del rendimento termico utile degli impianti più restrittivo
art. 4 – comma 18: definizione di valori limite di trasmittanza termica periodica Yie
art. 6 – comma 1-2: chiarimento sui provvedimenti regionali già adottati
art. 7 – comma 1: validazione dei software di calcolo con strumento nazionale di riferimento

Nel decreto in argomento trovano definizione i criteri generali, le metodologie di calcolo e i requisiti minimi per la prestazione energetica degli edifici e degli impianti termici per la climatizzazione invernale e per la preparazione dell’acqua calda per usi igienici sanitari, di cui all’articolo 4, comma 1, lettere a) e b), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192.

I criteri generali si applicano alla prestazione energetica per l’edilizia pubblica e privata anche riguardo alle ristrutturazioni di edifici esistenti.

Come metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche degli edifici,  vengono adottate le norme tecniche nazionali, definite nel contesto delle norme EN a supporto della direttiva 2002/91/CE, della serie UNI/TS 11300 e loro successive modificazioni, ovvero:
    * le UNI/TS 11300 – 1 Prestazioni energetiche degli edifici – Parte 1: Determinazione del fabbisogno di energia termica dell’edificio per la climatizzazione estiva ed invernale;
    * le UNI/TS 11300 – 2 Prestazioni energetiche degli edifici – Parte 2: Determinazione del fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti per la climatizzazione invernale e per la produzione di acqua calda sanitaria.

Il DPR prevede che il progettista deve inserire i calcoli e le verifiche previste in una relazione attestante la rispondenza alle prescrizioni per il contenimento del consumo di energia degli edifici e relativi impianti termici, che, il proprietario dell’edificio, o chi ne ha titolo, deve depositare presso le amministrazioni competenti, in doppia copia, insieme alla denuncia dell’inizio dei lavori relativi alle opere di cui agli articoli 25 e 26 della legge 10/1991. Per quanto concerne schemi e modalità per la compilazione delle relazioni tecniche si può fare riferimento all’Allegato E al dlgs 192/2005.

I calcoli e le verifiche devono eseguiti utilizzando metodi che garantiscano risultati conformi alle migliori regole tecniche, considerando tali le norme tecniche predisposte dagli organismi deputati a livello nazionale o comunitario, quali ad esempio l’UNI e il CEN, o altri metodi di calcolo (motivandone l’uso nella relazione tecnica di progetto) recepiti con decreto del Ministro dello sviluppo economico e sviluppati da organismi istituzionali nazionali, quali l’ENEA, le università o gli istituti del CNR, purché i risultati conseguiti risultino equivalenti o conservativi rispetto a quelli ottenibili con i metodi di calcolo UNI e CEN.

Per quanto riguarda i criteri generali e requisiti per l’esercizio, la manutenzione e l’ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale, l’art. 5 del DPR fissa le seguenti scadenze temporali (previste dall’Allegato L al Dlgs 192/2005):
    * ogni anno per gli impianti alimentati a combustibile liquido o solido indipendentemente dalla potenza, ovvero alimentati a gas di potenza nominale del focolare maggiore o uguale a 35 kW;
    * ogni 2 anni per gli impianti di potenza nominale del focolare inferiore a 35 kW dotati di generatore di calore con una anzianità di installazione superiore a otto anni e per gli impianti dotati di generatore di calore ad acqua calda a focolare aperto installati all’interno di locali abitati, in considerazione del maggior sporcamento delle superfici di scambio dovute ad un’aria comburente che risente delle normali attività che sono svolte all’interno delle abitazioni;
    * ogni 4 anni per tutti gli altri impianti di potenza nominale del focolare inferiore a 35 kW.

Il regolamento prevede inoltre i requisiti professionali e i criteri di accreditamento per assicurare la qualificazione e l’indipendenza degli esperti o degli organismi a cui affidare la certificazione e l’ispezione (che comunque ogni cinque anni devono essere rivisti e “aggiornati in funzione dei progressi della tecnologia).

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