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Bologna: una Torre tecnologica a Palazzo Pepoli

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La costruzione della “Torre tecnologica” per il Museo della Città di Bologna Srl ha ricevuto lo scorso 23 gennaio 2007 l’approvazione del Consiglio Comunale di Bologna.

Il progetto architettonico prevede il restauro e il risanamento conservativo dell’antico Palazzo Pepoli di via Castiglione (parti del piano terra, ammezzato e primo piano) e l’edificazione della “torre tecnologica” nella corte dell’edificio, al posto del preesistente Centro Elaborazione Dati (CED) demolito. Mario Bellini, architetto e designer milanese, è il progettista del Museo della Città a Palazzo Pepoli Vecchio, in quanto vincitore nel 2004 del relativo concorso.

La Torre, al centro della corte, metterà in comunicazione tutti gli ambienti dell’edificio storico, svolgendo al contempo la funzione di copertura della corte del palazzo. Strutturata come una sorta di prisma a base quadrata (m 8,50 di lato) rivestito di rete in acciaio inox, la sua sommità arriva a quota 15,70m ed è coperta da una struttura metallica che, portando l’altezza complessiva della torre a circa 22m da terra, ha una duplice funzione: supportare una copertura “gonfiabile” realizzata con una triplice pellicola di ETFE trasparente – appositamente studiato per questo impiego – e reggere una cascata di lastre di vetro temperato, appese a cavi di acciaio inox.
Sulla superficie è inoltre prevista la possibilità di proiettare immagini che rendono la Torre simile ad una grande lanterna magica.

Immediatamente al di sotto della quota d’imposta del ballatoio anulare – sul perimetro della corte a chiudere lo spazio tra torre di vetro e corte stessa – è stata pensata una copertura opaca orizzontale, rivestita verso l’interno con lastre di “ferro nero”. Su questa copertura opaca è stata impostata una “seconda pelle” – realizzata con lastre di vetro opalino – che arriva sino alla sommità della struttura che regge la copertura trasparente, isolando verso l’esterno la Torre di Vetro.

La corte di Palazzo Pepoli si presenta sostanzialmente divisa in due comparti sovrapposti, appartenenti a proprietà distinte, separati orizzontalmente da un ballatoio di servizio posto ad una altezza di circa 15m da terra.

All’interno, la Torre accoglie, su cinque livelli, le sale destinate ad ospitare le esposizioni temporanee e le altre iniziative previste dal progetto scientifico. Al suo esterno sono state poste le scale e l’ascensore che distribuiscono al percorso museale di Palazzo Pepoli, che verrà restaurato e ripulito. Al piano terra dell’edificio sono disponibili gli spazi dedicati all’accoglienza dei visitatori che, tramite lo snodo della corte potranno immettersi nel circuito espositivo delle isole tematiche che si articolano fino al primo piano, mentre al piano mezzanino sono presenti gli spazi amministrativi ed i laboratori didattici. Il percorso museale previsto è tale da permettere un’estrema libertà di fruizione del museo, in quanto consente al visitatore la scelta tra molteplici opzioni di percorso, personalizzandolo a piacere.

La struttura della Torre Tecnologica, sarà una struttura smontabile in qualsiasi momento; è questa la caratteristica presentata dal progetto al momento in cui ha ottenuto il progetto ha ottenuto il nulla osta del comitato dei Beni architettonici.

Per tali aspetti, il progetto ha visto l’opposizione dell’associazione Italia Nostra, che nei mesi scorsi ha criticato il progetto di una torre «tecnologica» di vetro e acciaio all’interno della corte di Palazzo Pepoli, innalzato nel 1334 dal signore di Bologna Taddeo Pepoli.

Nonostante le obiezioni mosse da Italia Nostra, il 23 gennaio, dopo il sopralluogo della commissione Ambiente e Territorio a Palazzo Pepoli, è giunta l’approvazione definitiva del progetto in consiglio comunale. Maggioranza e opposizione sono state concordi nell’approvare la nuova struttura che andrà a completare il Museo della città. Un progetto con un costo di circa 15milioni di euro, e che ripercorrerà la storia di Bologna attraverso sette «isole» tematiche: economia, religione, politica, architettura, urbanistica, sociale, feste.

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