Al via i lavori per la Colombaia di Trapani | Edilone.it

Al via i lavori per la Colombaia di Trapani

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Da decenni in condizioni di degrado e di abbandono, l’antica Torre Peliade di Trapani del più ampio complesso della Colombaia, sarà a breve soggetto dei rimandati ma necessari restauri. La struttura sarà subito consolidata grazie ai 600 mila euro messi a disposizione dalla Regione, essendo stato l’immobile recentemente sdemanializzato, ovvero passato da proprietà statale a proprietà regionale.

Posto su un isolotto a difesa del porto di Trapani, questo castello è uno dei migliori esempi di architettura militare in Sicilia e la sua storia plurisecolare segue quella della città come è espresso dal detto popolare Cchiù vecchiu dà Culummara, riportato dal Pugnatore. Alta 32 metri, la Torre è composta da quattro piani sovrapposti di cui il primo era adibito a cisterna, mentre l’ingresso originario si trovava al secondo che si collegava al vano superiore con una scala a sbalzo. I due piani inferiori presentano dei pilastri, al contrario nei due superiori si trovano delle semicolonne angolari che sottendono i costoloni delle volte ad ombrello. La torre fu abbandonata e ridotta a nido di colombe (da ciò deriva il suo nome) che la utilizzavano come punto di partenza della loro migrazione verso l’Africa ed è perciò possibile che essa fosse sede dei riti pagani delle Anagogie e Catagogie, legati al culto della dea Venere ericina. Per diversi secoli non si hanno più altre notizie sulla sua sorte fino alla dominazione musulmana in cui svolse un ruolo di difesa e segnalazione. Venne poi impiegata come carcere dall’Ottocento fino al 1965 e da allora è stata completamente abbandonata fino al 1993 con il restauro conservativo a cura degli architetti Filippo Terranova e Giovanni Vultaggio.

Il governo regionale si prepara per ciò ad avviare entro un mese i lavori per la messa in sicurezza della fortezza, intervento già annunciato a Palazzo Fontana, sede della Soprintendenza, dall’assessore all’Economia Gaetano Armao e da quello ai Beni culturali Sebastiano Missineo.

L’intero sito della Colombaia da decenni si trova in condizioni di degrado ed abbandono, con l’antica Torre Peliade a rischio di crolli. L’associazione «Salviamo la Colombaia» ha raccolto più di sette mila firme per chiederne il recupero. Anche il Fai si è mobilitato per il monumento trapanese, organizzando diverse iniziative ed accendendo i riflettori nazionali in occasione del concorso «i luoghi del cuore». Un pressing che sta dando i suoi risultati, prima con il passaggio dallo Stato alla Regione con un apposito decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri. E adesso con l’avvio dei lavori.

Dopodiché, una volta superato il pericolo di crolli dell’antico castello di mare di Trapani, si potrà procedere al restauro utilizzando i fondi europei, con una spesa stimata attorno ai cinque milioni e ottocento mila euro, soldi che l’assessore regionale ai Beni culturali Missineo si è impegnato a reperire.

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