Acaya, raro esempio di rinascimento in Puglia, restituito all'antico splendore | Edilone.it

Acaya, raro esempio di rinascimento in Puglia, restituito all'antico splendore

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Un fazzoletto di terra grande all’incirca tre ettari, tanto piccolo quanto prezioso, accanto alla riserva delle Cesine: è Acaya, frazione del Comune di Vernole, dieci chilometri di distanza da Lecce, unica città fortezza di epoca rinascimentale del centro sud e fra le prime dell’Italia settentrionale e d’Europa. Fu edificata nel 1536 dal regio ingegnere di Carlo V, Gian Giacomo dell’Acaya: le possenti mura, l’ampio fossato, i camminamenti, la piazza d’armi, la chiesa parrocchiale dedicata alla Madonna della neve, il castello raccontano la storia antica di un modello di città ideale che svela sin dal suo concepimento la volontà di unire alla sicurezza delle architetture l’operosità del suo popolo. Eppure un simile, unico patrimonio ha rischiato di andar perso.

Dopo un lungo periodo di abbandono, quando sterpaglie ed erbacce avvolgevano il castello e riempivano il fossato, il villaggio di Acaya è stato finalmente sottoposto ad una serie di interventi di restauro. Negli anni si sono avvicendati architetti come Antonio Bramato, Fernando Russo, Giuseppe Radicchio, Angelo Ambrosi. Il restauro del castello ha portato ad importanti scoperte fra le quali un frantoio ipogeo, un affresco a soggetto religioso di epoca tardo bizantina, preziosi fregi ispirati all’arte classica realizzati in pietra leccese. Gran parte del maniero, in particolare le torri, il fossato e il salone, oggi sono stati restituiti all’antico splendore, così come all’esterno sono stati recuperati la cinta bastionata, le mura e la porta attraverso la quale si accede alla città.

Ma per completare il progetto di restauro c’è ancora recuperare la piazza d’armi e l’ex edificio scolastico: i lavori sono stati già appaltati e affidati all’architetto Antonio Monte, ricercatore dell’Iban-Cnr di Lecce. “Acaya – spiega Antonio Monte – è un bene culturale di notevole interesse per l’intero centro sud da fruire nei suoi più generali e riposti particolari architettonici, urbanistici e umani. È un borgo ancora oggi vivificato dalla presenza di numerose famiglie che vi abitano e, quindi, rappresenta un centro di architettura e conservazione integrata secondo le più aggiornate carte del restauro e le più severe raccomandazioni internazionali. Percorrere le strade della città-fortezza significa appropriarsi di un patrimonio che, attraverso le sue volumetrie, i suoi particolari architettonici, il suo impianto, le sue opere difensive, mostra una palpitante, seppur poco nota, immagine di piccola città rinascimentale”.

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