Rapporto Federcostruzioni 2013: niente ripresa nel 2014 | Edilone.it

Rapporto Federcostruzioni 2013: niente ripresa nel 2014

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Il presidente di Federcostruzioni, Paolo Buzzetti, ha presentato ieri a Roma “Il sistema delle costruzioni in Italia”, rapporto che rispecchia il momento di estrema difficoltà che il mondo delle costruzioni sta affrontando. Dal 2008, anno in cui è iniziata la crisi, al 2012 il valore della produzione del settore si è ridotto di un quarto, causando una perdita di 80 miliardi di euro.

Nel 2012 il volume economico generato dal sistema italiano delle costruzioni, compresi i servizi, è stato pari a 440,3 miliardi di euro. Un risultato considerevole se si guarda al momento vissuto dal Paese, ma in grave perdita se si guarda al resoconto degli anni precedenti.

Da un raffronto con il passato emerge infatti che fra il 2008 e il 2013 l’intera filiera delle costruzioni che si riconosce in Federcostruzioni ha visto contrarre il proprio mercato del 25%. Il valore prodotto nel 2012 – al netto dei servizi – risulta pari a 359 miliardi di euro: in discesa rispetto al 2011, quando la produzione realizzata era stata di 382 miliardi, e in profondo rosso rispetto ai 439 miliardi del 2008. Una perdita di quasi 23 miliardi di euro in un anno e di 80 miliardi in 4 anni.

A formare il complessivo valore della produzione hanno concorso in diversa misura i numerosi segmenti produttivi che si riconoscono in Federcostruzioni. Innanzitutto il settore delle costruzioni in senso stretto, con quasi 206 miliardi di euro. E insieme ad esso i comparti industriali, commerciali e dei servizi che alimentano l’attività edilizia e di trasformazione del territorio: il settore industriale delle tecnologie, macchinari e impianti e il settore commerciale delle macchine movimento terra (53,9 miliardi); le industrie che realizzano materiali per edilizia e infrastrutture e i relativi servizi commerciali (76,5 miliardi); i servizi di progettazione e consulenza tecnica (22,7 miliardi).

Questo ammontare, pari a 359 miliardi di euro, con il recente l’allargamento della base associativa, va integrato con 81,3 miliardi di valore della produzione realizzato dalle società che forniscono servizi innovativi e tecnologici (servizi e tecnologie spaziali, facility management e servizi energia, attestazioni di conformità e factoring), connessi alle costruzioni e alla gestione e trasformazione del territorio. Il ruolo nell’economia nazionale dell’intero sistema, assume quindi contorni ancora più rilevanti. Il sistema è infatti in grado di attivare, attraverso l’acquisto di beni e servizi, circa l’80% dei settori economici e il cui investimento produce un effetto moltiplicatore pari a oltre tre volte, fra effetti diretti, indiretti e indotti, il proprio valore.

Secondo quanto emerge dal rapporto, la perdita del sistema delle costruzioni sarebbe stata sensibilmente più elevata in assenza della domanda estera. La filiera presenta infatti una virtuosa bilancia commerciale. A fronte di un livello di importazioni intorno al 4% (19,6 miliardi di euro) corrisponde una importante vocazione a esportare. Le imprese delle filiera italiana del settore edile hanno venduto oltre confine materiali, servizi tecnologie e impianti per un totale di 54,6 miliardi di euro, pari al 37% di tutta la produzione annua; il 12% del totale delle esportazioni nazionali. In definitiva, un attivo commerciale dei settori collegati alle costruzioni pari a 35 miliardi di euro.

Il sistema delle costruzioni, però, si esprime non soltanto in termini di fatturato, ma anche e soprattutto in termini di aziende, lavoratori e imprenditori. Progetti, idee e attività che nel 2012 hanno coinvolto 2,9 milioni di lavoratori (ce ne erano 125.000 in più nel 2011), in una realtà radicata e diffusa sul territorio nazionale e caratterizzata da strette relazioni di interdipendenza, economiche, organizzative, logistiche, indispensabili a permettere la realizzazione e la cura di un prodotto finito e funzionante quale deve essere il risultato dell’attività del costruire, del riqualificare e del gestire.

Se nel 2012 il calo produttivo è stato del 7,3% rispetto all’anno precedente, nel 2013, secondo quanto stimato dai diversi comparti della filiera, si prefigura un rallentamento del calo, inferiore al 4% rispetto al 2012, a cui dovrebbe fare seguito una ulteriore diminuzione pari al -2,9% nel 2014.

Si tratta di un ridimensionamento del mercato che, almeno a partire dal 2010, è esclusivamente determinato dalla domanda interna. Tutti i comparti del mercato paiono in una condizione di estrema debolezza. Lo è la domanda di nuova edilizia residenziale, che dopo la fase espansiva conclusa nel 2007 ha registrato un crollo negli ultimi sei anni pari al 52%.

È ancora in forte crisi l’edilizia non residenziale privata, che trattenuta dal pesante generale ridimensionamento economico ha perduto nello stesso periodo quasi il 40%, fra nuove costruzioni e manutenzione straordinaria. Le opere pubbliche, che fin dal 2005 hanno conseguito anno dopo anno perdite consistenti, hanno conosciuto un dimezzamento delle proprie risorse. L’unico segmento di mercato che ha tenuto, in misura piuttosto debole, è quello della manutenzione straordinaria residenziale: +0,6% nel 2011, +0,8% nel 2012 e +3,2% nel 2013, per effetto degli incentivi pubblici. Ma si tratta di una domanda che, nonostante le esigenze pressanti date dall’età del patrimonio immobiliare abitativo, fa i conti con una condizione economica delle famiglie in progressivo depauperamento.

A fronte di un calo del settore delle costruzioni relativo al solo mercato interno – del 7,6% nel 2012 a cui dovrebbe seguire un’ulteriore flessione del 5,6% nel 2013 gli altri settori della filiera dimostrano andamenti differenziati.  L’aggregato delle produzioni di tecnologie, impianti e macchinari ha registrato una leggera diminuzione (-2,2%), fortemente condizionata dal mercato interno (-5,9%) e contenuta da quello estero (+1,9%). La flessione ha interessato sia le aziende che realizzano tecnologie elettrotecniche ed elettroniche, sia quelle che producono macchinari e impianti, mentre è cresciuta debolmente la produzione di macchine per il movimento terra.

La filiera dei materiali per costruzioni ha mostrato, sempre nel 2012, una diminuzione della produzione, complessivamente pari all’11,5%, quale risultato di due dinamiche fortemente diverse: da una parte una sostanziale stazionarietà dell’attività di export (-0,8%), dall’altra una importante contrazione del mercato interno (-15,4%).

Dinamiche generalmente negative, anche se con differenti intensità hanno caratterizzato i diversi produttori di materiali: dal -27% dei prodotti in laterizio (fortemente condizionati dall’andamento del mercato residenziale di nuova costruzione), al -20,5% dal cemento e calcestruzzo; dal -16,4% del vetro e delle relative lane; al -8,3% delle aziende che realizzano piastrelle e sanitari in ceramica. Una discriminante dovuta sia all’intensità della presenza nei mercati esteri, sia anche alla potenzialità di offerta al comparto della manutenzione straordinaria.

I servizi di ingegneria, architettura, analisi e consulenza tecnica hanno perduto nell’anno scorso lo 0,7% del fatturato relativo alla propria attività. Anche in questo caso, la flessione è originata esclusivamente dalla domanda interna (-6,6%) a fronte di una crescita straordinaria ottenuta nel mercato estero (+20,5%).

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