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Puglia: progetto territoriale per i rifiuti inerti

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Un’idea concreta e innovativa di Accordo Volontario Territoriale per il recupero e riutilizzo dei rifiuti inerti e macerie edilizie giunge dalla Regione Puglia, dove, la società capofila del Programma RECinert ha avviato una campagna informativa verso Comuni ed Ordini Professionali per la realizzazione dei Centri di Raccolta e Recupero di macerie edilizie con Partner Privati e Pubblici, in ottemperanza al Regolamento Regionale n° 6 del 12/6/2006 entrato in vigore e la pubblicazione della Legge Regionale 1/8/2006 n° 23.

Il sistema prevede l’accordo di partenariato di un operatore privato o la realizzazione da parte dei Comuni con la procedura del Project Financing. Il Centro di Raccolta e Recupero nel Comune (previsto dal progetto) si porrà in essere per consentire il conferimento in loco dei rifiuti edili prodotti nei cantieri (rifiuti ceramici, inerti e delle macerie edilizie) creando la possibilità di ottenere materiali riutilizzabili (il prodotto recuperato denominato Ri-inerte, ovvero inerte riciclato) idonei al rispetto degli obblighi imposti dal Decreto MinAmbiente 8/5/2003 e dalla Legge Regionale 1/8/2006 n° 23.

L’obiettivo del ‘Programma RECinert’ è quello di contribuire all’eliminazione e/o riduzione di dannosi e costosi smaltimenti in discarica, nonché garantire il ciclo completo del recupero: dalla raccolta al trasporto, stoccaggio e recupero per il riutilizzo, rendendo possibile, inoltre, una notevole riduzione del consumo di risorse naturali, della produzione di rifiuti.

L’idea dell’accordo ha ottenuto il riconoscimento dalla Direzione Generale di Legambiente “quale sistema concreto e innovativo per ridurre il degrado ambientale” e dall’Agenzia Europea dell’Ambiente quale iniziativa “rivolta contestualmente alla tutela ambientale e sviluppo sostenibile”.

L’Accordo Volontario (previsto con l’entrata in vigore del Testo Unico Ambientale) sul recupero dei rifiuti inerti, sottoscritto da Anci, Legambiente, Associazioni di Categoria e Professionali, è stato promosso e sensibilizzato dall’operatività della società capofila (promotrice tra l’altro di una serie di seminari tenuti sull’argomento tra magio e giugno scorso) e costituisce il primo accordo del genere in Italia.

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