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La normativa tecnica per le costruzioni in legno

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Le nuove norme tecniche (DM 14/01/2008 “Norme Tecniche per le Costruzioni” ) entrate in vigore definitivamente il 01 luglio 2009 contengono – per la prima volta in Italia – tre capitoli relativi alla progettazione di strutture di legno (si noti però che tale normativa dedica solo 26 pagine e non è sufficiente per la progettazione):

 il capitolo 4.4 definisce i valori dei coefficienti parziali di sicurezza sui materiali γM e i valori del coefficiente di modificazione delle resistenze kmod, ossia il coefficiente ≤ 1 che modifica il valore della resistenza di progetto in funzione dell’umidità del legno (definita in funzione della classe di servizio nella quale la struttura si trova ad operare) e della classe di durata del carico.

Riguardo ai valori di questi coefficienti che devono essere obbligatoriamente utilizzati dal progettista italiano (ossia non si possono utilizzare i valori di questi coefficienti definiti nelle CNR/DT 206 o nell’Eurocodice 5), occorre ricordare che sono sensibilmente diversi e sostanzialmente più cautelativi rispetto a quelli indicati dall’Eurocodice 5 – Progettazione delle strutture di legno – Parte 1-1: 2009 ed utilizzabili negli altri paesi europei.

il capitolo 7.7 “Costruzioni di legno” all’interno del Capitolo 7 “Progettazione per azioni sismiche”;

definisce le regole aggiuntive[1] per la progettazione delle strutture di legno nei confronti delle azioni sismiche.

• il capitolo 11.7 “Materiali e prodotti a base di legno” all’interno del Capitolo 11 “Materiali e prodotti per uso strutturale”

fornisce tutte le informazioni necessarie affinché i materiali e i prodotti strutturali a base di legno possano essere:

  • prescritti dal Progettista, secondo le esigenze del progetto e in base a caratteristiche meccaniche e fisiche definite all’interno di specifiche norme di prodotto;
  • accettati dal Direttore dei Lavori mediante acquisizione della documentazione di qualificazione conforme alle caratteristiche definite in fase progettuale, nonché mediante eventuali prove sperimentali di accettazione;
  • identificati univocamente a cura del fornitore, secondo le procedure applicabili;
  • qualificati sotto la responsabilità del fornitore, secondo le procedure applicabili.

Inoltre hanno già superato la fase di inchiesta pubblica le CNR DT 206/2007 “Istruzioni per la Progettazione, l’Esecuzione ed il Controllo delle Strutture di Legno” (che contengono tutte le formule di calcolo e di verifica non presenti nelle Norme Tecniche DM08). Le Istruzioni sono state redatte sulla falsariga dell’Eurocodice 5[2] e costituiscono uno di quei documenti applicativi di corredo alle Norme Tecniche citati nel Capitolo 12 “Riferimenti Tecnici “.

  • QUALIFICAZIONE E CERTIFICAZIONE

Le NTC2008  e la sua circolare esplicativa n.617/09 – al capitolo 11.7[3]  – stabiliscono i criteri di qualificazione ed identificazione dei prodotti a base di legno: i prodotti coperti da norma europea armonizzata devono essere coperti da marcatura CE secondo le norme europee pertinenti[4]:

In particolare per prodotti innovativi non citati dal DM08 (ad esempio i pannelli di legno massiccio a strati incrociati) e non coperti da specifica norma europea armonizzata il prodotto deve comunque avere la marcatura CE in base ad una procedura ETA (European Technical Approvation) oppure essere coperto da un certificato di idoneità tecnica all’impiego rilasciato dal Servizio Tecnico Centrale o da certificato di idoneità tecnica all’impiego rilasciato da organismi europei e riconosciuto dal Servizio Tecnico Centrale (ad esempio i certificati tedeschi Zulassung oppure gli Avis Technique francesi).

Qualificazione con marcatura CE

I produttori[5] devono rispettare la pertinente norma europea armonizzata che prescrive una serie di adempimenti e controlli da parte di organismi di controllo, nonché avere un sistema di qualità riconosciuto.

Sia i produttori che i centri di lavorazione devono apporre in maniera indelebile il proprio marchio anche mediante etichettatura (precedentemente depositato presso il Servizio Tecnico Centrale) su ogni elemento prodotto o lavorato . In certi casi è possibile apporre il marchio solo sulla confezione del gruppo omogeneo di prodotti. Insieme al marchio deve essere riportato anche il tipo di legno, il lotto e la data di produzione o classificazione.

Ogni fornitura deve essere accompagnata dal Certificato di conformità CE rilasciato dall’organismo di controllo o Dichiarazione di conformità CE rilasciata dallo stesso produttore.

Deve essere accompagnata anche dai documenti di trasporto di tutti i trasportatori dallo stabilimento di produzione o lavorazione al cantiere.

Nel caso in cui il materiale sia qualificato secondo norma europea armonizzata e sia lavorato da un centro di lavorazione, il DM08 e la relativa circolare non stabiliscono gli obblighi del centro di lavorazione, tuttavia si ritiene che in questo caso si rientri nelle procedure di qualificazione ministeriali e del centro di lavorazione anche se il materiale è originariamente qualificato con marcatura CE.

Si segnala inoltre che a livello comunitario si stia procedendo a formulare specifica norma armonizzata per i sistemi costruttivi a telaio (prEN14732 “Timber structures – Prefabricated wall, floor and roof elements – Requirements” ).

PROGETTARE LA DURABILITÀ

Il DM 08, per la prima volta , é molto chiaro nei riguardi della progettazione della durabilità. Si riportano alcuni passi :

“2.4.1 Vita nominale è intesa come il numero di anni nel quale la struttura, purché soggetta alla manutenzione ordinaria, deve potere essere usata per lo scopo al quale è destinata”

Cioè bisogna assicurare che con la sola manutenzione ordinaria l’opera duri per la vita nominale di progetto. Durante la vita nominale l’opera non dovrebbe avere bisogno di manutenzione straordinaria.

“2.5.4 Degrado” La protezione contro l’eccessivo degrado deve essere ottenuta attraverso una opportuna scelta dei dettagli, dei materiali e delle dimensioni strutturali, con l’eventuale applicazione di sostanze o ricoprimenti protettivi, nonché l’adozione di altre misure di protezione attiva o passiva”

ESAME DEL PROGETTO

Si dovranno eseguire controlli su:

·         requisiti e condizioni introdotte in progetto;

·         impostazione generale della progettazione strutturale, degli schemi di calcolo e delle azioni considerate;

·         piano di manutenzione in relazione alle ipotesi progettuali, alle modalità di produzione ed assemblaggio e ai requisiti di durabilità previsti.

In fase di controllo di progetto bisognerà stare attenti, ad esempio, a tutti i particolari costruttivi dove si possano avere interazioni tra legno e altri materiali (calcestruzzo, acciaio, etc..) in modo tale da evitare formazioni di marcescenze.

CONTROLLO SULLA PRODUZIONE E SULLA ESECUZIONE

Si dovranno eseguire controlli su:

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  • sulla documentazione di conformità degli elementi di legno alle qualità prescritte;
  • dei risultati delle eventuali prove preliminari sui materiali;
  • sugli elementi con identificazione degli stessi;
  • sulla configurazione geometrica e sulla lavorazione degli elementi;
  • sulle unioni;
  • finale sulle strutture completate in opera.

La qualità della fabbricazione, preparazione e messa in opera dei materiali deve conformarsi in tutto e per tutto alle regole dell’arte.

Il legno, i componenti derivati dal legno e gli elementi strutturali non dovranno di regola essere esposti a condizioni atmosferiche più severe di quelle previste per la struttura finita. Prima della costruzione il legno dovrà essere portato ad un contenuto di umidità il più vicino possibile a quello appropriato alle condizioni ambientali in cui si troverà nella struttura finita.

Sarà compito del progettista predisporre un piano di assemblaggio, trasporto e posa in opera che dovrà fornire specifiche istruzioni sulle modalità operative. Durante tutte le fasi esecutive ci si dovrà attenere strettamente alle

prescrizioni del progettista.

La fabbricazione di componenti incollati per uso strutturale dovrà avvenire in condizioni ambientali controllate.

I risultati dei controlli andranno certificati nei documenti di accettazione e citati nei documenti di collaudo.

 

 




[1]Aggiuntive in quanto si integrano le regole già contenute nel paragrafo 4.4 e nelle norme collegate, con alcune regole e criteri specifici per la progettazione nei confronti delle azioni sismiche. Il capitolo riprende quasi interamente il contenuto del corrispondente Capitolo 8 dell’Eurocodice 8 con alcune integrazioni specifiche riferite al caso italiano.

[2] L’Eurocodice 5 è tra l’altro attualmente il documento normativo esistente più completo per la progettazione delle strutture di legno e il suo utilizzo e applicazione (salvo per i valori dei coefficienti di sicurezza che vanno comunque presi dal DM08) non va in contrasto con le succitate Norme Tecniche.

[3] I Produttori di sistemi strutturali con struttura in legno, per i quali siano già disponibili Linee Guida ETAG, dovranno adeguarsi a quanto prescritto al punto C del § 11.1

[4] Prima del gennaio 2012 in Italia esisteva anche un sistema di qualificazione ministeriale alternativo alla marcatura CE.

[5] Una prima distinzione é fra centri di produzione e centri di lavorazione. Produttori sono gli stabilimenti che producono elementi di legno massiccio o lamellare partendo dal tronco o da semilavorati , essi devono essere in possesso dell’Attestato di Qualificazione rilasciato dal Servizio Tecnico Centrale. Centri di lavorazione sono gli stabilimenti in cui viene effettuata la lavorazione degli elementi base provenienti dai produttori per dare loro la configurazione finale in opera (tagli, intagli , forature , applicazione di ferramenta, ecc.) che però non modificano le proprietà meccaniche dell’elemento; essi devono possedere l’Attestato di Denuncia di Attività rilasciato dal Servizio Tecnico Centrale.

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