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Professionisti: il sistema fiscale semplificato del forfettone

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E’ in vigore dal 1° gennaio 2008 il regime semplificato di tassazione per gli imprenditori minimi o marginali che prevede l’imposta secca del 20% per chi ha un giro d’affari inferiore a 30.000 euro lordi annui in sostituzione di Irpef, Irap e addizionali. Diventa dunque operativa la possibilità, per le persone fisiche titolari di partiva Iva che fatturano fino al suddetto importo annuo, di dire addio definitivamente agli obblighi fiscali ed ai pagamenti ripetuti durante l’anno, alle scadenze e ai libri contabili. Per i privati che scelgono i “piccoli” imprenditori, il forfettone comporterà di non dover pagare l’Iva sulle relative fatture. I clienti per i quali l’Iva è indetraibile risparmieranno quindi a loro volta il 20% sul costo della prestazione.

L’Agenzia delle Entrate chiarisce nella circolare 21 dicembre 2007 n. 73/E che i suddetti imprenditori non dovranno più tenere Iva e libri contabili e sono esentati dalla presentazione degli studi di settore, ma sono comunque sottoposti all’obbligo di numerare e conservare le fatture di acquisto e le bollette doganali, l’obbligo di certificazione dei corrispettivi, l’obbligo di integrare la fattura per gli acquisti intracomunitari e per le altre operazioni di cui risultano debitori d’imposta provvedendo al relativo versamento mensile e l’obbligo di conservare i documenti ricevuti ed emessi. Il nuovo regime prevede inoltre l’obbligo di tenere uno o più conti correnti bancari o postali nei quali far confluire le somme riscosse nell’esercizio dell’attività e dai quali prelevare le somme per pagare le spese. Fino al 30 giugno 2008 sarà possibile ricevere ancora pagamenti in contanti per importi fino a 1.000 euro che scenderanno a 500 euro dal primo luglio 2008 al 30 giugno 2009, mentre il nuovo tetto passerà a 100 euro a decorrere dal primo luglio 2009.

Per avere diritto al c.d. regime del “forfettone“, gli imprenditori minimi o marginali non devono, altresì, aver sostenuto nel 2007 spese per lavoro dipendente, aver erogato somme sotto forma di utili di partecipazione agli associati, aver effettuato cessioni all’esportazione e non devono aver acquistato nei tre anni precedenti beni strumentali di valore complessivo superiore a 15.000 euro.
I soggetti che iniziano l’attività possono immediatamente applicare il nuovo regime se prevedono di rispettare il limite dei 30.000.

In particolare, il regime non è estensibile ai contribuenti che operano in attività alle quali si applicano regimi Iva speciali quali l’agricoltura, i tabaccai, il commercio dei fiammiferi, l’editoria, la gestione di telefonia pubblica, la rivendita di documenti di trasporto pubblico, i giochi e gli intrattenimenti, le agenzie di viaggi, l’agriturismo, le vendite a domicilio, gli antiquari e le agenzie di vendita all’asta d’oggetti d’arte. Sono anche esclusi i contribuenti che effettuano, in via esclusiva o prevalente, operazione di cessione di fabbricati e di rivendita di auto.

Ai fini del pagamento delle tasse, il reddito di chi sceglie il forfettone è costituito dalla differenza tra l’ammontare dei ricavi o compensi e quello delle spese sostenute nell’esercizio dell’attività. Sono deducibili dal reddito i contributi previdenziali e assistenziali. Una volta determinato l’imponibile si applica un’imposta sostitutiva pari al 20%. Nel caso di imprese familiari l’imposta è dovuta dal titolare ed è calcolata sul reddito al lordo delle quote spettanti ai collaboratori. Il reddito così calcolato non andrà sommato ad eventuali altri redditi, ma dovrà essere considerato ai fini del riconoscimento delle detrazioni per carichi di famiglia e per la determinazione della base imponibile dei contributi previdenziali e assistenziali.

Ai contribuenti minimi si applica la disciplina delle sanzioni amministrative prevista dai DD.Lgs 18 dicembre 1997 n. 471 e n. 472, con riguardo ovviamente alle violazioni degli obblighi cui gli stessi sono tenuti. Così, ad esempio, per le violazioni consistenti nella mancata certificazione dei corrispettivi relativi alle “operazioni” compiute dai contribuenti minimi è applicabile la sanzione accessoria della sospensione della licenza o dell’attività.
In caso di violazione dell’obbligo di numerazione e conservazione delle fatture di acquisto e delle bollette doganali si applica la sanzione amministrativa prevista dall’articolo 9 del D.Lgs. n. 471 del 1997. Per le violazioni tributarie commesse dai contribuenti minimi è consentito il ricorso all’istituto del ravvedimento se naturalmente le violazioni non sono state già constatate e comunque non sono iniziati accessi, ispezioni e verifiche o altre attività di controllo di cui gli autori delle violazioni hanno avuto formale conoscenza.
Per la infedele indicazione dei requisiti e delle condizioni per accedere al regime, “se il maggior reddito accertato supera del 10% di quello dichiarato” le misure delle sanzioni minime e massime applicabili sono aumentate del 10%.
Il medesimo trattamento sanzionatorio aggravato si applica anche nelle ipotesi in cui sia stato accertato il venir meno dei requisiti per continuare ad utilizzare il regime sempre che il maggior reddito accertato superi del 10% quello dichiarato.

Il decreto di attuazione delle norme è stato firmato lo scorso 2 gennaio ed è in via di pubblicazione.

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