Testo unico edilizia, le modifiche dello Sblocca Italia: manutenzione straordinaria e regolamento edilizio | Edilone.it

Testo unico edilizia, le modifiche dello Sblocca Italia: manutenzione straordinaria e regolamento edilizio

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La legge 164/2014, dell’11 novembre e conversione in legge del decreto-legge 133/2014, Sblocca-Italia, con l’articolo 17 introduce molte variazioni al Testo unico dell’edilizia (Tue), dlgs 380/2001. Le modifiche hanno in genere la finalità di semplificare le procedure di approvazione dei progetti, mantenendo però le garanzie sulla tutela dell’ambiente e sulla sicurezza delle costruzioni, nonché favorendo il risparmio energetico. Per completezza informativa, in fondo a questo scritto, illustro brevemente anche le modifiche che l’articolo 25 della stessa della legge 164 apporta alle procedure sui beni culturali, che però non modificano il Tue, ma bensì la legge 241/1990 e il DLgs 42/2004.

Procedo con ordine illustrando le principali modifiche inserite dall’articolo 17 negli articoli del Tue.

Frazionamento e accorpamento di unità incluso nella manutenzione straordinaria (articolo 3)

La legge 164/2014 modifica l’articolo 3 del Tue, comma 1b, “interventi di manutenzione straordinaria” cancellando “i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari” e sostituendo con “la volumetria complessiva degli edifici” e includendo nella manutenzione straordinaria anche il frazionamento o l’accorpamento delle unità immobiliari, ma conservando la destinazione d’uso.

Commento: in sostanza, nel caso di lavori di manutenzione straordinaria che comportino il frazionamento di unità immobiliari non è più necessario il permesso di costruire/Dia, ma basta una Cila.

Questo è il nuovo testo del comma 1b dell’articolo 3:

Citazione:

b) “interventi di manutenzione straordinaria”, le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche delle destinazioni di uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso;


Riqualificazione e compensazione

Riporto il testo dell’articolo 3 bis di nuova introduzione nel Tue:

Citazione:

Lo strumento urbanistico individua gli edifici esistenti non più compatibili con gli indirizzi della pianificazione. In tal caso l’amministrazione comunale può favorire, in alternativa all’espropriazione, la riqualificazione delle aree attraverso forme di compensazione incidenti sull’area interessata e senza aumento della superficie coperta, rispondenti al pubblico interesse e comunque rispettose dell’imparzialità e del buon andamento dell’azione amministrativa. Nelle more dell’attuazione del piano, resta salva la facoltà del proprietario di eseguire tutti gli interventi conservativi, ad eccezione della demolizione e successiva ricostruzione non giustificata da obiettive ed improrogabili ragioni di ordine statico od igienico sanitario.

Commento: la norma non è di immediata applicazione perché occorre una variante al Prg.

Regolamento edilizio-tipo e certezza delle norme

Viene introdotto nell’articolo 4 del Tue il comma 1 sexies, in base al quale il Governo e le Regioni in conferenza unificata devono adottare uno schema di regolamento edilizio-tipo, che deve essere adottato da tutti i comuni al fine di semplificare e uniformare le norme e gli adempimenti. Il regolamento deve indicare i requisiti prestazionali degli edifici, con particolare riguardo alla sicurezza e al risparmio energetico. Il regolamento-tipo è da lungo tempo invocato dagli architetti, che si trovano ad operare in aree governate da Comuni dotati di regolamenti tra loro molto differenti, contenenti a volte persino prescrizioni contrastanti con leggi regionali o nazionali. La certezza delle regole del costruire è vitale per gli architetti, in considerazione delle norme di legge sulla Scia, Cila e Dia che puniscono la falsa asseverazione del progettista in merito alla rispondenza del progetto alle norme urbanistiche ed edilizie. Nel testo iniziale del decreto-legge la norma sul regolamento edilizio unico non c’era. L’introduzione costituisce un successo della Rete delle professioni tecniche, nella quale il Consiglio nazionale architetti ppc svolge un ruolo propulsivo.

Commento: la norma è molto positiva, ma non è di immediata attuazione, perché richieda un’adozione da parte della conferenza Stato-Regioni e poi da parte dei singoli Comuni.

L’autore


Enrico Milone

Architetto, laureato a Napoli nel 1958, inizia nel 1959 un’attività che, accanto a progetti edilizi e urbanistici (tra cui la sede degli uffici Inps a Terni e due torri del comprensorio di Tor Bella Monaca, di cui segue il coordinamento architettonico insieme a studio Passarelli e Alessandro Calza Bini), vede la partecipazione attiva alla vita culturale e professionale locale, nazionale e internazionale. Membro del Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Roma dal 1975, tra il 1980 e 1985 ne è presidente. Nel 1986 entra a fare parte del Cna e nel 1993 diventa tesoriere dell’Uia. Grande esperto di questioni legate alla professione e al suo esercizio, è docente in numerosi corsi di aggiornamento per tecnici e nel 2001 diventa professore a contratto alle facoltà Roma Tre e Valle Giulia. A partire dalla fine degli anni ottanta inizia l’attività di pubblicista: è autore, tra l’altro, di Architetto. Manuale per la professione (Dei, 1989), del Nuovo Manuale dei capitolati (Mancosu, 2004) e del Manuale per la professione architetto-ingegnere (Mancosu, 2008) e cura rubriche per L’architettura. Cronache e storia, L’architetto Italiano e L’ingegnere.

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