Testo unico edilizia, le modifiche dello Sblocca Italia: il permesso di costruire | Edilone.it

Testo unico edilizia, le modifiche dello Sblocca Italia: il permesso di costruire

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La legge 164/2014, dell’11 novembre e conversione in legge del decreto-legge 133/2014, “Sblocca-Italia, con l’articolo 17 introduce molte variazioni al Testo unico dell’edilizia (Tue), dlgs 380/2001. Dopo aver descritto e commentato le modifiche su manutenzione straordinaria, regolamento edilizio unico, riqualificazione e compensazione, entriamo nel dettaglio degli interventi liberi e del permesso di costruire.

Interventi liberi

È stato ampiamente modificato l’importante articolo 6 del Tue.L’articolo 6 è intitolato “interventi liberi”, ma in realtà parte degli interventi non sono del tutto liberi, perché sono assoggettati a comunicazione d’inizio lavori, Cil o Cila.

Comma 1a, manutenzione ordinaria: sono aggiunti gli interventi di installazione delle pompe di calore aria-aria di potenza termica utile nominale inferiore a 12 kW

– Comma 2a, manutenzione straordinaria: sono state cancellate le seguenti parole: non comportino aumento del numero delle unità immobiliari e non implichino incremento dei parametri urbanistici”. In sostanza, come già stabilito nella modifica all’articolo 3, costituisce manutenzione straordinaria anche il frazionamento e l’accorpamento di unità edilizie. Resta fermo che i lavori sono soggetti a Comunicazione d’inizio lavori, con asseverazione del progettista e presentazione di progetto, cioè a Cila.

– Comma 2e bis: è stato aggiunto che in caso di lavori di manutenzione straordinaria per edifici per esercizio d’impresa, può essere consentita la Cila sempre che i lavori non riguardino le parti strutturali.

Comma 4: il testo iniziale prevedeva che la Cila fosse consegnata priva di progetto. Durante l’iter parlamentare, grazie all’intervento del Cnappc, è stato ripristinato l’obbligo di consegna del progetto con la Cila. Questo è il testo del nuovo comma 4:

citazione:

Limitatamente agli interventi di cui al comma 2, lettere a) ed e-bis), l’interessato trasmette all’amministrazione comunale l’elaborato progettuale e la comunicazione di inizio dei lavori asseverata da un tecnico abilitato, il quale attesta, sotto la propria responsabilita’, che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti, nonche’ che sono compatibili con la normativa in materia sismica e con quella sul rendimento energetico nell’edilizia e che non vi e’interessamento delle parti strutturali dell’edificio; lacomunicazione contiene, altresi’, i dati identificativi dell’impresaalla quale si intende affidare la realizzazione dei lavori”

Commento:il nuovo testo aggiunge, nell’asseverazione del professionista, anche il rispetto delle normative sismica e sul contenimento dei consumi energetici.

Il comma 5 è stato sostituito con un nuovo testo che stabilisce che la Cil, integrata con la comunicazione di fine lavori, è inoltrata direttamente dal Comune all’Agenzia delle entrate.

Il comma 7 è stato modificato per stabilire che la mancata Cil o la mancata Cila comportano la sanzione pecuniaria pari a 1.000 euro (nel testo precedente era 258). Tale sanzione è ridotta di due terzi se la comunicazione è effettuata spontaneamente quando l’intervento è in corso di esecuzione.

Permesso di costruire

All’articolo 10 del Tue , comma 1, lettera c), le parole: “aumento di unità immobiliari, modifiche del volume, dei prospetti o delle superfici” sono sostituite dalle seguenti: “modifiche della volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti”.

Commento: la modifica consegue all’inclusione del frazionamento e accorpamento di unità nell’ambito della manutenzione straordinaria; resta confermato il permesso di costruire nel caso di aumento del volume complessivo e di modifiche dei prospetti.

Ristrutturazione (articolo 14 Tue)

Dopo il comma 1, è inserito il seguente:

citazione:

1-bis. Per gli interventi di ristrutturazione edilizia, attuati anche in aree industriali dismesse, è ammessa la richiesta di permesso di costruire anche in deroga alle destinazioni d’uso, previa deliberazione del Consiglio comunale che ne attesta l’interesse pubblico , a condizione che il mutamento di destinazione d’uso non comporti un aumento della superficie coperta prima dell’intervento di ristrutturazione, fermo restando, nel caso di insediamenti commerciali, quanto disposto dall’articolo 31, comma 2, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni”

Al comma 3, dopo la parola “ed esecutivi”, sono inserite le seguenti: «nonché, nei casi di cui al comma 1-bis, le destinazioni d’uso”

Inizio e ultimazione dei lavori (articolo 15 Tue)

Il comma 2 è sostituito dal seguente:

citazione:

Il termine per l’inizio dei lavori non può essere superiore ad un anno dal rilascio del titolo; quello di ultimazione, entro il quale l’opera deve essere completata, non può superare tre anni dall’inizio dei lavori. Decorsi tali termini il permesso decade di diritto per la parte non eseguita, tranne che, anteriormente alla scadenza, venga richiesta una proroga. La proroga può essere accordata, con provvedimento motivato, per fatti sopravvenuti, estranei alla volontà del titolare del permesso, oppure in considerazione della mole dell’opera da realizzare, delle sue particolari caratteristiche tecnico-costruttive, o di difficoltà tecnico-esecutive emerse successivamente all’inizio dei lavori, ovvero quando si tratti di opere pubbliche il cui finanziamento sia previsto in più esercizi finanziari”.

Dopo il comma 2, è inserito il seguente:

Citazione:

2-bis. La proroga dei termini per l’inizio e l’ultimazione dei lavori è comunque accordata qualora i lavori non possano essere iniziati o conclusi per iniziative dell’amministrazione o dell’autorità giudiziaria rivelatesi poi infondate”

L’autore


Enrico Milone

Architetto, laureato a Napoli nel 1958, inizia nel 1959 un’attività che, accanto a progetti edilizi e urbanistici (tra cui la sede degli uffici Inps a Terni e due torri del comprensorio di Tor Bella Monaca, di cui segue il coordinamento architettonico insieme a studio Passarelli e Alessandro Calza Bini), vede la partecipazione attiva alla vita culturale e professionale locale, nazionale e internazionale. Membro del Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Roma dal 1975, tra il 1980 e 1985 ne è presidente. Nel 1986 entra a fare parte del Cna e nel 1993 diventa tesoriere dell’Uia. Grande esperto di questioni legate alla professione e al suo esercizio, è docente in numerosi corsi di aggiornamento per tecnici e nel 2001 diventa professore a contratto alle facoltà Roma Tre e Valle Giulia. A partire dalla fine degli anni ottanta inizia l’attività di pubblicista: è autore, tra l’altro, di Architetto. Manuale per la professione (Dei, 1989), del Nuovo Manuale dei capitolati (Mancosu, 2004) e del Manuale per la professione architetto-ingegnere (Mancosu, 2008) e cura rubriche per L’architettura. Cronache e storia, L’architetto Italiano e L’ingegnere.

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