Patente a punti in edilizia: verso il decreto | Edilone.it

Patente a punti in edilizia: verso il decreto

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Verrà esaminata in uno dei prossimi Consigli dei ministri la bozza del Regolamento che stabilisce i requisiti di qualificazione in materia di sicurezza previsti dal Testo unico sicurezza, Dlgs 81/2008 (articolo 6, comma 8, lettera g). Il Regolamento prevede l’istituzione di un documento denominato patente a punti quale requisito essenziale per operare in vari settori economici tra cui quello edile.

Per ottenere il documento l’impresa dovrà presentare domanda presso la sezione speciale dell’edilizia, istituita presso la Camera di Commercio competente. La Sezione ha 10 giorni di tempo per rilasciare il documento o rifiutare, motivando, l’iscrizione. In caso di ritardo l’impresa può cominciare a operare in via provvisoria fino all’ottenimento – o al diniego motivato – del documento.

La patente viene rilasciata “in automatico” a imprese e lavoratori autonomi in possesso di qualificazione Soa e già iscritti alle Camere di commercio con Durc regolare. Il punteggio della patente verrà segnato in un apposito riquadro del Durc, il quale assumerà anche la funzione di attestato per la patente professionale.

Per l’iscrizione, le aziende dovranno possedere i seguenti requisiti inderogabili:

requisito di onorabilità: nessun procedimento in corso per l’applicazione delle misure di prevenzione (ad es. sorveglianza speciale, divieto di soggiorno), assenza di sentenza definitive di condanna, condanne o richiesta di applicazione della pena per i delitti di riciclaggio, insolvenza fraudolenta e usura. Per la dimostrazione di tali requisiti è possibile presentare un’autocertificazione;

Aver designato il responsabile tecnico in possesso di adeguate competenze in materia di salute e sicurezza individuate con accordo in Conferenza permanente Stato Regioni; medesimo requisito lo deve possedere anche il lavoratore autonomo;

possesso di un’attrezzatura tecnica necessaria allo svolgimento delle attività di cantiere, sia da parte delle imprese che dei lavoratori autonomi;

valore minimo dell’attrezzatura tecnica di euro 30.000 per le imprese ed euro 15.000 per lavoratori autonomi.

Per sostenere le spese di funzionamento della Sezione speciale per l’edilizia è previsto il versamento di un “diritto di prima iscrizione” che verrà determinato con decreto del ministero del Lavoro. In via di prima applicazione, entro 30 giorni dall’entrata in vigore del regolamento, tutte le imprese e i lavoratori autonomi operanti nel settore edile dovranno versare una tantum una somma pari ad 10 euro che verrà utilizzata per coprire le attività di carattere promozionale a favore delle imprese e dei lavoratori in regola quali sconti sulle tariffe Inail o crediti di imposta per le attività di formazione.

Le modalità attuative della patente a punti verranno ulteriormente specificate da un decreto del ministero del Lavoro che dovrà stabilire sia il punteggio iniziale della patente in base al numero dell’organico medio annuo delle imprese sia il meccanismo di decurtazione dei punti in funzione delle violazioni delle disposizioni sulla sicurezza.

L’azzeramento del punteggio sulla patente oltre a impedire la partecipazione agli appalti pubblici e l’ottenimento di incentivi e contributi da parte dello Stato è considerata “causa ostativa” al rilascio dello stesso Durc.

Per quanto riguarda le imprese e i lavoratori autonomi che operano nell’attività di installazione e manutenzione di impianti è prevista la definizione di procedure di qualificazione specifiche, individuate da sindacati e imprese entro 120 giorni dall’emanazione del regolamento. I contenuti dell’accordo dovranno poi essere recepiti in un decreto del ministero del Lavoro da pubblicare entro i successivi 30 giorni.

In caso di mancata adozione del decreto da parte del ministero del Lavoro, le disposizioni del regolamento si applicheranno anche al settore impiantistico. “Da una preliminare disamina della bozza del regolamento – commenta l’Aniem – sembra che l’introduzione dell’istituto della patente a punti rappresenti un ulteriore appesantimento e onere burocratico sia per le imprese che per la Pa non solo a livello di documentazione cartacea da produrre a comprova del possesso del requisito ma anche e soprattutto perché al momento della presentazione della domanda alla Sezione Speciale per l’Edilizia, è necessario effettuare il pagamento di una somma di denaro; pertanto viene inserita, all’interno del sistema di qualificazione, una tassa ulteriore gravante sull’impresa”.

“Si rileva inoltre che nella disciplina sul funzionamento della Sezione Speciale per l’Edilizia si fa riferimento alla “Cassa Edile” del territorio, trascurando il fatto che esistono, ad oggi, diversi sistemi di casse edili riconducibili alle diverse contrattazioni di settore; Aniem, ad esempio, insieme ai Sindacati di Categoria ha un sistema denominato Edilcasse”.

“Pur ribadendo quindi la non condivisione del carattere “burocratico” del provvedimento, riterremmo necessario affidare un ruolo di verifica ai sistemi di rappresentanza datoriali e sindacali, tutti quelli firmatari di contratti collettivi nazionali di lavoro. In relazione quindi al forte impatto che l’introduzione del nuovo istituto potrebbe avere per le imprese di settore, si invitano le organizzazioni territoriali interessate ad esprimere, quanto prima, le proprie valutazioni ed osservazioni sulla bozza del provvedimento in commento”.

 

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