Pagamenti Pa, un peso ancora insostenibile per le imprese edili | Edilone.it

Pagamenti Pa, un peso ancora insostenibile per le imprese edili

L'Osservatorio congiunturale sui Pagamenti della Pa dell'Ance inquadra come i ritardi nei pagamenti siano ancora uno dei fattori cruciali di mancato rilancio per le imprese edili italiane

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Continuano a pesare in modo ingente sulle imprese edili italiane i ritardati pagamenti della Pubblica amministrazione. Ragionando a livello complessivo, questo fattore rappresenta, insieme al rallentamento dell’attività derivante dall’introduzione del nuovo Codice degli Appalti e delle Concessioni, uno dei principali fattori di rischio nella strategia di rilancio degli investimenti pubblici indicata dal Governo.

Ad affermarlo è l’Ance, commentando il nuovo Osservatorio congiunturale sui Pagamenti della Pa. Dopo un biennio 2013-2014 caratterizzato da una forte attenzione al fenomeno dei ritardi di pagamento e dall’adozione di numerose misure relative allo smaltimento dei debiti pregressi della Pubblica Amministrazione e al miglioramento delle condizioni di pagamento alle imprese, infatti, gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da una performance nettamente inferiore alle attese dei mercati e agli impegni derivanti dalle regole fissate in sede comunitaria.

Le indagini realizzate periodicamente dall’Ance mettono in evidenza il perdurare di una situazione di difficoltà nel settore e sottolineano gli effetti negativi che la cattiva abitudine delle amministrazioni di pagare con ritardo determina sulla situazione finanziaria delle imprese di costruzioni e, più in generale, sull’occupazione e sul funzionamento dell’economia.

Secondo l’indagine Ance, nel primo semestre 2016, il 79% delle imprese di costruzioni registra ancora ritardi nei pagamenti della Pubblica Amministrazione. Inoltre, i ritardi nei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione hanno avuto gravi ripercussioni in termini di ridimensionamento dell’attività d’impresa: la metà delle imprese ha dovuto ricorrere ad una riduzione degli investimenti mentre circa un terzo delle imprese è stato obbligato a ridurre il numero dei dipendenti.

I tempi medi di pagamento della Pubblica Amministrazione alle imprese del settore continuano a superare i limiti fissati dalla direttiva europea sui ritardi di pagamento.
Secondo l’Ance, nel primo semestre 2016, le imprese che realizzano lavori pubblici sono pagate mediamente dopo 168 giorni, vale a dire 5 mesi e mezzo dopo l’emissione degli Stati di Avanzamento Lavori (SAL), contro i 60 giorni previsti dalla normativa.
L’analisi storica dei tempi medi di ritardo nei pagamenti della P.A alle imprese del settore evidenzia nel primo semestre 2016, un’interruzione nel trend di discesa dei tempi medi di pagamento, rispetto ai picchi osservati fino al 2014.

Allo stesso tempo, dall’analisi emerge l’entità della sfida che si presenta nei prossimi mesi e la necessità di aggredire la parte “strutturale” del fenomeno dei ritardi di pagamenti della Pubblica Amministrazione in Italia, quella legata alla “cultura dei ritardati pagamenti” che ancora resiste in molte Amministrazioni.
Sulla base dell’andamento degli investimenti nel settore dei lavori pubblici e delle precedenti rilevazioni dell’Ance, l’Ance stima ancora in circa 8 miliardi di euro l’importo dei ritardi di pagamento alle imprese che realizzano lavori pubblici.
Nei prossimi mesi, le misure contenute nella Legge di stabilità per il 2016 dovrebbero permettere di conseguire progressivamente un ulteriore miglioramento dei tempi di pagamento nel settore e di ridurre ulteriormente l’importo dei pagamenti arretrati. Fino ad oggi, però, l’indagine Ance, realizzata ad aprile 2016 non ha permesso di registrare ancora miglioramenti significativi legati al superamento Patto di stabilità interno per gli enti locali.

Dopo tre anni, il rispetto della direttiva europea sui ritardi di pagamento (direttiva 2011/07/UE) appare ancora molto lontano.
Inoltre, le Pubbliche Amministrazioni continuano a mettere in atto prassi gravemente inique nei confronti delle imprese che realizzano lavori pubblici: nel primo semestre 2016, l’85% delle imprese segnala di avere subito almeno una prassi gravemente iniqua da parte della P.A. (rinvio dell’emissione del SAL o della fattura, richiesta di accettazione di tempi superiori alla normativa e/o di rinuncia agli interessi di mora in caso di ritardo).

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