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Macchine da costruzione italiane: crescono le esportazioni

I dati dell'Osservatorio Samoter sono confortanti: nei primi 11 mesi del 2014 le esportazioni sono cresciute del 7,6% rispetto allo stesso periodo del 2014

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Crescono le esportazioni di macchine da costruzione italiane: da gennaio a novembre 2015 il comparto ha raggiunto 2 miliardi e 275 milioni di controvalore, in aumento del 7,6% sullo stesso periodo del 2014. Aumentano anche le importazioni, pari a 587,9 milioni di euro (+16,7%), così come il saldo commerciale, in attivo di 1 miliardo e 687 milioni di euro (+4,7%).

Ad affermarlo sono i dati diffusi dall’Osservatorio SaMoTer, sul mercato del “construction equipment”, realizzato in collaborazione con Prometeia e con il contributo informativo di Unacea, l’Unione Nazionale Aziende Construction Equipment & Attachments.

Samoter è il salone triennale dedicato alle macchine movimento terra, da cantiere e per l’edilizia. La 30a edizione è in programma a Veronafiere dal 22 al 25 febbraio 2017, insieme ad Asphaltica, rassegna su pavimentazioni e infrastrutture stradali, e Transpotec, manifestazione sul mondo di autotrasporto e logistica.
Scendendo nel dettaglio del report, il settore macchine movimento terra contribuisce alla quota dell’export totale con 905 milioni di euro (+6,8%): calano le esportazioni di bulldozer cingolati (da 29,7 a 8 milioni di euro), bilanciate dall’aumento di quelle di bulldozer su ruote (da 4,9 a 17,8 milioni di euro); benne, pale e pinze meccaniche guadagnano 10,4 milioni di euro (da 80,4 al 90,8 milioni); in salita anche le macchine per lavori pubblici (da 141 a 158,9 milioni di euro).
Balzano in avanti le esportazioni di macchine stradali con 102 milioni di euro di ordinativi (+29,1%): in testa le macchine per mescolare il bitume (da 66,2 a 81,6 milioni di euro) e i rulli compressori (da 2,4 a 10,8 milioni di euro).

Sostanzialmente stabili (-0,7%) le vendite all’estero di macchine per il calcestruzzo con 295,2 milioni di euro, mentre le gru a torre passano da 170,1 a 202,3 milioni di euro (+18,9%). Leggera flessione (-2,6%) per le macchine di preparazione degli inerti, che totalizzano negli undici mesi 407,9 milioni di euro. Risultato positivo, infine, per le macchine da perforazione con 362,8 milioni di euro di export (+19,9%).

Guardando ai mercati di riferimento, il principale sbocco per le macchine da costruzione italiane si conferma l’Europa occidentale con 825 milioni di euro (+7,7%); forte crescita per Nord America (+23,1%), Medio Oriente (+26,3%), Asia (+28,7%) e Australia (+23,5%). Aumenti più modesti si registrano in Europa centro-orientale e Turchia (+3,7%), America centro-meridionale (+6,3%) e Africa (+2,5%). In Russia, a causa delle sanzioni legate alla crisi ucraina, continua invece il crollo dell’export, calato del 62,8 per cento.
Per quanto riguarda l’import, si registra un aumento nei segmenti di macchine movimento terra (+27,5%), macchine stradali (+15,5%), gru a torre (+150,8%), e macchinari per la preparazione di inerti (+21,6%). Numeri in calo, invece, per macchine da perforazione (-42,9%) e macchine per calcestruzzo (-39,3%).

 

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