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La produzione nelle costruzioni aumenta, e fa ben sperare per il 2016

Per la prima dopo quasi 5 anni il sistema produttivo torna in attivo. Per l'Ance è un segnale da prendere con ottimismo, nemmeno troppo cauto

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Per l’industria delle costruzioni il 2016 potrebbe essere l’anno della svolta. A lanciarsi in questa previsione è addirittura l’Ance, l’associazione nazionale dei costruttori edili, commentando i dati pubblicati dall’Istat sulla produzione delle costruzioni, che a settembre 2015 hanno segnato per la prima volta un +0,4% su base annua.

Al di là di ogni cautela, questi dati “vanno letti con entusiasmo e speranza” spiega Claudio De Albertis, presidente Ance, poiché trovano riscontro “in tutta una serie di dati abbastanza confortanti sia sul numero che sugli importi dei lavori pubblici e sui mutui.” Ora dunque, “ci dobbiamo credere tutti” invita il Presidente Ance, che confida in una “rapida approvazione” di provvedimenti molto positivi come la legge di stabilità e il codice degli appalti “magari dopo aver recepito alcune nostre istanze”.

Come detto, l’indice Istat della produzione nelle costruzioni (investimenti in costruzioni e manutenzione ordinaria), corretto per gli effetti di calendario, ha evidenziato a settembre 2015, un aumento dello 0,4% nel confronto con lo stesso mese del 2014. Si tratta del primo dato tendenziale positivo dopo quattro anni e mezzo di cali progressivi. Per trovare un altro valore in crescita bisogna, infatti, tornare a febbraio 2011.

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Complessivamente nei primi nove mesi dell’anno in corso l’indice della produzione registra una diminuzione del 2,1% nel confronto con lo stesso periodo del 2014.

Questo lieve aumento va letto, come precisava De Albertis, in relazione ai segnali di crescita emersi nel mercato immobiliare residenziale, sia in termini di compravendite che di mutui erogati alle famiglie per l’acquisto di un’abitazione, nonché nei bandi di gara per lavori pubblici; segnali positivi, tuttavia, che fino ad ora non si erano evidenziati nei livelli produttivi.

A margine dell’elaborazione dei dati, De Albertis torna a chiedere “piccoli interventi fondamentali per dare smalto alla ripresa a partire dalla detrazione del 50% dell’Iva pagata sull’acquisto di abitazioni in elevata classe energetica”.

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