Edilizia in Veneto: quei piccoli segnali che fanno sperare | Edilone.it

Edilizia in Veneto: quei piccoli segnali che fanno sperare

Crescono, seppur moderatamente, occupazione e investimenti nel settore edile regionale, strategico per il bilancio nazionale

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L’edilizia in Veneto, territorio da sempre strategico per il comparto nazionale, sta mostrando qualche segno positivo sul fronte degli investimenti e dell’occupazione; timidi segni ‘più’ che, pur con la massima cautela, lasciano intravedere la possibilità di una reale ripresa, almeno nel 2016.

L’ultimo bollettino sulla regione elaborato dal Centro studi dell’Ance mostra variazioni tendenziali positive, riferite al primo semestre 2015, per quanto riguarda il credito e l’occupazione. L’indice della produzione in edilizia, tuttavia, non segnerà nemmeno nell’anno in corso un valore positivo. Si stima a fine anno un calo degli investimenti del 2%.

A livello occupazionale, il bollettino rileva al 30 giugno 2015 che il numero dei lavoratori delle costruzioni ha raggiunto le 149 mila unità, un +13% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e 11 mila unità in più rispetto alla rilevazione effettuata al 31 dicembre 2014. Ad eccezione del dato positivo del II trimestre 2010, il numero di lavoratori nelle costruzioni era in progressiva diminuzione dal 2008. Dall’inizio della crisi al secondo semestre 2015, il settore comunque ha perso circa 31 mila occupati.

Segnali positivi anche sul fronte del credito. I finanziamenti per investimenti registrati al primo semestre 2015 risultano cresciuti del 30,5% per l’edilizia residenziale e del 184,7% per quella non residenziale rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Anche in questo caso va sottolineato che il calo complessivo dall’inizio della crisi era stato consistente: il sistema creditizio nel 2007 erogava in Veneto 5 miliardi di euro di finanziamenti per investimenti in edilizia, nel 2014 il flusso di finanziamenti si era ridotto a 1,3 miliardi.

Si consolidano i segnali positivi nel mercato immobiliare residenziale (+9,4% di compravendite) e nei mutui erogati alle famiglie per l’acquisto di un’abitazione (+62%). La ripresa, invece, non coinvolge il settore dei lavori pubblici, ancora stazionari.

“Osservando i dati e basandoci sul sentiment degli operatori – commenta Giovanni Salmistrari, presidente di Ance Veneto – possiamo dire che si assiste a un rallentamento della crisi, ma non parlerei ancora di ripresa. Questi anni sono stati di profonda trasformazione. Il numero di permessi a costruire è sceso da 41 mila del 2004 ai 7 mila del 2013. Oggi il 60% degli investimenti nel settore residenziale riguardano interventi di recupero e riuso edilizio, ambito sul quale occorre puntare andando oltre lo strumento dei bonus fiscali. Deve esserci una spinta pubblica attraverso l’utilizzo dei fondi strutturali, che ammontano in Veneto a 1,3 miliardi per il periodo 2014-2020, e un programma più avanzato e organico di rigenerazione urbana e recupero delle periferie”.

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