Ddl Stabilità 2016, le prime proposte Ance per il sostegno all'edilizia italiana | Edilone.it

Ddl Stabilità 2016, le prime proposte Ance per il sostegno all’edilizia italiana

Un documento elaborato da Ance e Confindustria presenta una serie di proposte in vista dell'inizio della discussione sul Ddl Stabilità 2016

costruzioni
image_pdf

Meno spreco di energia, più innovazione, meno tasse: sono questi gli assi portanti del pacchetto di proposte presentate da Ance e Confindustria nel corso di una conferenza stampa congiunta che si è tenuta in viale dell’Astronomia alla presenza dei Presidenti Claudio De Albertis e Giorgio Squinzi.
“Abbiamo elaborato una serie di proposte da consegnare al Governo in vista della legge di stabilità insieme all’Ance perché riteniamo che la filiera delle costruzioni sia fondamentale per la ripartenza”, ha sottolineato Squinzi in apertura, lasciando a De Albertis il compito di illustrare nel dettaglio i contenuti di un documento congiunto elaborato dalle Associazioni.

“Abbiamo deciso di fare questo percorso insieme perché mai come ora il sistema industriale è unito e deciso a fare la sua parte per delineare una nuova politica industriale che guardi verso l’innovazione, la ricerca e la sostenibilità”: Secondo De Albertis, “dobbiamo incentivare un processo di sostituzione di tutti quegli edifici che, costruiti prima degli anni ’70, sono obsoleti ed energivori”. Di qui la proposta di detassare l’acquisto di case ad alta efficienza energetica, di estendere al 2016 il bonus del 65% per la riqualificazione energetica e introdurre un’imposta di registro fissa per chi rottama un vecchio edificio”.

“La ripresa è dietro l’angolo e noi vediamo con ottimismo alle prossime sfide del mercato perché le imprese che ce l’hanno fatta sono ben attrezzate e sono consapevoli della necessità di promuovere un processo di industrializzazione dei propri prodotti che, allo stesso modo di quanto avviene in altri settori industriali, hanno una data di produzione e una di scadenza, con costi di esercizio e di gestione ben precisi”, aggiunge De Albertis. “Ma perché il settore riparta ci vuole una scintilla che queste proposte, che ci auguriamo il Governo inserisca nella legge di stabilità, potrebbero innescare”.

 

Le proposte in dettaglio

Al di là delle misure strutturali di politica industriale per l’edilizia, sulla quale Confindustria e Ance si aspettano di avviare quanto prima un ampio confronto col Governo, nel breve periodo le due realtà chiedono che alcune misure già in essere vengano confermate e, se possibile, riorientate in modo più efficace.
Nell’imminenza della presentazione del DDL Stabilità 2016, Confindustria e Ance segnalano l’esigenza di porre la massima attenzione ad alcune misure:
• gli attuali incentivi alle ristrutturazioni e all’efficienza energetica nell’edilizia vanno soprattutto stabilizzati; in prospettiva, gli incentivi all’efficienza energetica potrebbero essere riorientati e rimodulati anche in modo più efficace, sfruttandone appieno le potenzialità in termini di sostenibilità;
• nell’ambito degli interventi sulla fiscalità immobiliare vanno sfruttati tutti i margini per non penalizzare le costruzioni nuove o ristrutturate che abbiano standard di efficienza energetica elevata rispetto al patrimonio esistente ed a bassa o bassissima qualificazione energetica;
• infine, alleggerire e razionalizzare la pressione fiscale sugli immobili utilizzati nell’attività di impresa.

Si propongono le seguenti misure:
a) Incentivi al mercato residenziale e alla riqualificazione urbana. Si propone di introdurre forme di parziale detassazione degli acquisti di abitazioni nuove in classe energetica elevata effettuati fino al 2018, anche in un’ottica di equiparazione fiscale dell’acquisto del «nuovo» (soggetto ad IVA applicata sull’effettivo prezzo di vendita) all’acquisto dell’«usato» (che, invece, sconta l’imposta registro, ad aliquote inferiori applicate sul valore catastale). A tal fine, si potrebbe riconoscere all’acquirente un credito d’imposta pari al 50% dell’IVA pagata sull’acquisto. Contestualmente, sempre per gli acquisti effettuati sino al 2018, dovrebbe prevedersi l’esenzione triennale dall’Imu, dalla Tasi o dalla futura “Local tax”.
Nell’ottica, poi, di incentivare la “rottamazione dei vecchi fabbricati” e la loro sostituzione con edifici di “nuova generazione”, si propone l’applicazione, a carico delle imprese acquirenti, delle imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura fissa (pari a 200 euro ciascuna, per un totale di 600 euro, anziché la misura ordinaria del registro pari al 9% del valore dichiarato nel rogito più 100 euro di ipotecaria e catastale), a condizione che le imprese acquirenti si impegnino alla riqualificazione energetica degli stessi e alla conseguente reimmisione sul mercato entro 5 anni.
b) Bonus ristrutturazioni ed efficienza energetica: Il settore dell’edilizia, negli anni di crisi, ha tratto un sostegno indispensabile dalle misure volte alla riqualificazione del patrimonio abitativo; misure che hanno, altresì, favorito l’emersione del sommerso. Le stime relative all’andamento delle ristrutturazioni indicano una crescita del 2% nel 2015 rispetto al 2014. Alla luce di tale trend e degli obiettivi sui cambiamenti climatici, è essenziale estendere anche per il 2016 il bonus del 65% per la riqualificazione energetica degli edifici e stabilizzare il potenziamento del bonus per le ristrutturazioni edilizie.

c) Sostegno degli investimenti in efficienza energetica di imprese e pubbliche amministrazioni: gli obiettivi assunti dall’Italia in materia di cambiamenti climatici e di riduzione delle emissioni di CO2 possono essere favoriti da un meccanismo che promuova gli investimenti in nuove tecnologie da parte di imprese e pubbliche amministrazioni.
A tale fine Confindustria e ANCE propongono di potenziare il meccanismo già collaudato della nuova Sabatini, incentivando in termini addizionali anche il profilo dell’efficienza energetica del rinnovo di impianti, macchinari e attrezzature, attraverso l’opportuno adattamento delle norme che regolano l’incentivo, sia dal punto di vista dei beni agevolabili che del meccanismo di funzionamento.
Per quel che riguarda l’efficienza energetica del patrimonio pubblico, si dovrebbe puntare all’ampliamento dell’utilizzo delle Energy Service Company (ESCo), ovvero dei soggetti specializzati nella realizzazione di progetti complessi di efficientamento energetico degli edifici. Lo stesso strumento potrebbe favorire interventi complessi di efficienza energetica anche nel patrimonio privato.

d) Rent to buy: le misure di natura fiscale adottate per agevolare le formule contrattuali del rent to buy, quali valide modalità alternative all’acquisto immediato della proprietà, sono oggi limitate agli alloggi sociali (D.L. n. 47/2014, cd. “decreto casa”, convertito con modifiche nella legge n. 80/2014). Risulta quanto mai opportuno estenderne l’ambito applicativo a tutte le formule miste di locazione/vendita, quale la locazione con “patto di futura vendita vincolante per entrambe le parti”, che, al pari del rent to buy (che si differenzia da tale formula in virtù del fatto che, generalmente, l’utilizzatore ha solo la facoltà d’acquisto e non un vero e proprio vincolo), permettono al conduttore/futuro acquirente di entrare nel possesso dell’abitazione, pagando un canone che, al termine del periodo pattuito, si tramuta (in tutto o in parte) in conto prezzo d’acquisto dell’abitazione.
e) Deducibilità dell’Imu dalle imposte sui redditi e dall’Irap: la limitata deducibilità dell’Imu (per il 20%) dalle sole imposte sui redditi e la sua totale indeducibilità dall’Irap pone problemi di incostituzionalità per contrarietà al principio di capacità contributiva. Secondo tale principio, infatti, tutti i costi compresi quelli fiscali che gravano sull’impiego dei fattori produttivi e che sono necessari per la produzione del reddito o del valore aggiunto, devono essere considerati rilevanti in sede di determinazione dell’effettiva ricchezza o valore aggiunto prodotti dall’impresa.
f) Esenzione Imu e Tasi delle aree fabbricabili e degli immobili invenduti e non locati dalle imprese di costruzione (“immobili merce”).
Le imposte patrimoniali, Imu e Tasi, colpiscono anche le aree ed i fabbricati costruiti per la vendita e inutilizzati delle imprese di costruzione, colpite doppiamente sia dalla crisi del mercato, che dall’imposta su beni invenduti.
L’esclusione dell’Imu per i fabbricati costruiti per la vendita (in vigore da dicembre 2013) non si applica, infatti, alle aree destinate alla costruzione, facenti parte anch’esse del “magazzino” delle imprese edili. Si tratta di aree costituenti “beni merce” delle imprese di costruzione, per le quali, così come per i fabbricati destinati alla vendita, è illegittima la tassazione Imu.
g) Macchinari imbullonati: modificare la disciplina catastale (articolo 1- quinquies del DL n. 44/2005), per definire regole più chiare per la determinazione della rendita catastale degli immobili produttivi speciali appartenenti ai gruppi catastali D ed E, mediante stima diretta.
La misura sarebbe volta a specificare che sono esclusi dalla rendita catastale i macchinari, i congegni, le attrezzature e gli altri impianti funzionali allo specifico processo produttivo.
Le nuove regole dovrebbero applicarsi alle variazioni catastali successive alla data di entrata in vigore delle nuove disposizioni, ciò al fine di non impattare sui bilanci pubblici.
h) Incentivi fiscali per il recupero a fini produttivi di immobili dismessi: in seguito alla crisi è enormemente cresciuto il patrimonio immobiliare delle imprese inutilizzato stimabile in circa 100 mila capannoni non impiegati nell’attività produttiva. Al fine di favorire il riutilizzo del capitale immobiliare inutilizzato, anche in relazione agli obiettivi di riduzione del consumo del suolo, Confindustria propone un abbattimento totale dell’Imu sugli immobili industriali acquistati o affittati per uso produttivo perla fase di avviamento (ad esempio 3 anni dalla data di acquisto). In alternativa è riconosciuto al soggetto acquirente o locatario di un immobile dismesso un credito di imposta a valere sull’IRES e sull’Irap generate sul reddito prodotto dall’impresa acquirente.

Copyright © - Riproduzione riservata
Ddl Stabilità 2016, le prime proposte Ance per il sostegno all’edilizia italiana Edilone.it