Crisi dell'edilizia, per l'Ance il 2016 sarà l'anno della svolta | Edilone.it

Crisi dell’edilizia, per l’Ance il 2016 sarà l’anno della svolta

Anche se il 2015 ha registrato ancora cali nella produzione, il sistema edile italiano dovrebbe vedere una ripresa degli investimenti reali nell'anno in corso, secondo la previsione dell'Ance

edilizia_3
image_pdf

L’Associazione nazionale costruttori edili è fiduciosa che il 2016 sarà l’anno della svolta per il settore, afflitto da troppi anni da una crisi perdurante, che ne ha profondamente mutato i connotati. Questo nonostante i livelli produttivi nel 2015 siano apparsi ancora in calo. La previsione è di un aumento dell’1% in termini reali degli investimenti in costruzioni, un dato che interromperebbe il trend negativo in atto dal 2008 e che sarà motivato soprattutto con la spinta del comparto della riqualificazione del patrimonio abitativo, con il cambio di segno nelle opere pubbliche, dopo un decennio di forti cali, e con un’attenuazione della caduta dei livelli produttivi nella nuova edilizia abitativa e nel non residenziale privato. Questa, in estrema sintesi, è la fotografia dell’indagine Ance Congiuntura relativa a febbraio 2016.

ance_congiuntura-1

In questo quadro un ruolo importante lo assumono le misure fiscali contenute nella Legge di Stabilità 2016: la conferma della proroga del potenziamento delle agevolazioni fiscali per ristrutturazioni edilizie e interventi di efficientamento energetico degli edifici; il supporto al leasing immobiliare per la prima casa; l’eliminazione dell’imposta patrimoniale sulla prima casa; la detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di abitazioni in classe energetica A o B.

Sul fronte dei lavori pubblici, inoltre, la Legge di Stabilità 2016 prevede la cancellazione del Patto di stabilità interno e, grazie all’utilizzo della clausola europea per gli investimenti, un’accelerazione della spesa da realizzare nel 2016 per programmi già approvati, nonché un incremento delle nuove risorse stanziate (+8% in termini reali rispetto al 2015).

La ripresa delle costruzioni è determinante per un effettivo rilancio dell’economia italiana, grazie agli importanti effetti moltiplicativi che una spesa aggiuntiva in costruzioni genera sull’intero sistema economico1. La produzione e l’occupazione di un significativo numero di settori produttivi dipendono, infatti, in misura consistente ed in alcuni casi pressochè totale dall’attività del settore delle costruzioni. Esso infatti, effettua acquisti di beni e servizi dall’88% dei settori economici. Inoltre, una domanda aggiuntiva di 1.000 milioni di euro nelle costruzioni genera effetti diretti e indiretti per 2.292 milioni di euro. Tenendo conto anche dell’effetto indotto la ricaduta sul sistema economico è di 3.513 milioni di euro. In termini di occupazione, la produzione aggiuntiva di 1.000 milioni di euro in costruzioni attiva 15.555 unità di lavoro di cui 9.942 direttamente nel settore delle costruzioni e 5.613 nei comparti collegati.

A proposito di occupazione, nel corso del 2015 si è già intravisto un segnale positivo: i dati Istat mostrano, nel secondo trimestre 2015, un aumento del numero di occupati (+2,3% su base annua), dopo 19 trimestri consecutivi di cali tendenziali. Nel terzo trimestre 2015 la crescita continua a coinvolgere solo i lavoratori alle dipendenze (+1,3%); di contro i lavoratori indipendenti registrano una diminuzione del-7,3%. Nonostante questi primi segnali positivi, dall’inizio della crisi il settore delle costruzioni ha perso 502.000 posti di lavoro (-25,3%). Considerando anche i settori collegati, la perdita complessiva raggiunge circa le 780.000 unità.

Va in ogni caso rilevato, infine, che tra il 2008 ed il 2013, le imprese di costruzioni hanno sperimentato una notevole contrazione del tessuto produttivo, con una fuoriuscita dal sistema di 79.972 imprese che corrisponde ad un calo, in termini percentuali, del -12,7%.

Copyright © - Riproduzione riservata
Crisi dell’edilizia, per l’Ance il 2016 sarà l’anno della svolta Edilone.it