Caduta dall'alto: quali parapetti prefabbricati per la protezione dei lavori? | Edilone.it

Caduta dall’alto: quali parapetti prefabbricati per la protezione dei lavori?

Le indicazioni pratiche degli operatori del settore per l’individuazione e l’uso dei sistemi di protezione dei bordi, nel caso particolare di lavori sulle coperture

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a cura del Geom Parisi Giuseppe – Namirial S.p.A.

Questo articolo ha lo scopo di fornire alcune indicazioni pratiche per l’individuazione e l’uso dei sistemi di protezione dei bordi, nella fattispecie dei parapetti di protezione in particolar modo quando il loro impiego riguarda i lavori sulle coperture.

Parapetti di trattenuta e indicazione nei piani di sicurezza (PSC e POS)
Nel lavori edili in cui è prevista la redazione del PSC, la scelta degli apprestamenti più idonei da utilizzarsi per la riduzione e protezione del rischio di caduta dall’alto, deve essere effettuata dal CSP tenendo conto delle specifiche condizioni di cantiere.

Tra i possibili apprestamenti per la protezione dalla caduta di persone dall’alto sono permesse come opere i parapetti prefabbricati la cui adozione deve tener conto delle specifiche situazioni di cantiere.
Nei lavori per i quali non è prevista la nomina del coordinatore, la scelta degli apprestamenti da utilizzarsi di cui sopra spetta totalmente al datore di lavoro dell’impresa esecutrice.

Nel piano operativo di sicurezza (POS), i cui contenuti minimi sono indicati nell’allegato XV, è previsto di riportare da una parte “l’elenco dei ponteggi, dei ponti su ruote e di altre opere provvisionali di notevole importanza […]” e dall’altro “la descrizione dell’attività di cantiere, delle modalità organizzative […]”, quindi considerando anche l’installazione delle opere provvisionali; inoltre, qualora sia previsto nel PSC, nel POS devono essere indicate le procedure complementari e di dettaglio per l’installazione, il controllo e la rimozione dei parapetti.

Analisi e valutazione dei rischi
La scelta dell’apprestamento più idoneo a proteggere i lavoratori dalla caduta dall’alto dipende dalle caratteristiche intrinseche e dal tipo di attività che si andrà a svolgere. L’analisi della situazione lavorativa, dovrà essere affrontare nel rispetto delle indicazioni previsti dall’articolo 111 del D.Lgs. n. 81/2008:
• priorità delle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale;
• dimensioni delle attrezzature di lavoro confacenti alla natura e alla durata dei lavori da eseguire, alle sollecitazioni prevedibili e a una circolazione priva di rischi.

Nella valutazione dei rischi andranno necessariamente presi in esame almeno i seguenti punti:
– Tipologia e durata del lavoro da svolgere
– Inclinazione della copertura
– Tipo di copertura (piana, a falda, a shed, a volta…)
– Altezza di caduta massima
– Carichi massimi di impatto di un corpo in fase di scivolamento/caduta (carichi dinamici)
– Traiettoria di caduta di un corpo morto che rotola dalla copertura e probabile punto di impatto sul parapetto prefabbricato

Indicazioni per la scelta del tipo di parapetto e caratteristiche
La scelta del tipo di parapetto e del relativo sistema di ancoraggio da adottare in una specifica realizzazione dipende dai rischi da eliminare e/o ridurre, preventivamente individuati nell’attività di valutazione dei rischi.

La norma tecnica UNI EN 13374:2004 costituisce il riferimento per i sistemi temporanei di protezione dei bordi destinati all’uso durante la costruzione o la manutenzione di edifici e di altre strutture.
L’uso di parapetti realizzati con elementi prefabbricati offre garanzie di adeguata resistenza se prodotti nel rispetto della norma tecnica UNI EN 13374:2004 “Sistemi temporanei di protezione dei bordi”. I componenti, costruiti allo scopo, di questi parapetti devono essere provvisti di marcatura e di istruzioni d’uso. Pertanto, in cantiere deve essere sempre disponibile il manuale d’uso dei parapetti prefabbricati utilizzati.

La UNI EN 13374 suggerisce la classe di parapetto da utilizzare per diversi angoli di inclinazione della superficie di lavoro e per diverse altezze di caduta Hf. Conoscere le tre classi permette di scegliere il modello giusto per la tipologia di lavori da svolgere in cantiere:

Tipologia di parapetto Requisiti di sicurezza
Classe A Resiste solo a carichi statici, pertanto può essere utilizzata fino ad inclinazioni di 10°. Deve resistere a sostenere una persona che si appoggia alla protezione o fornire una presa quando vi si cammina a fianco. Deve resistere a trattenere una persona che cammina o cade in direzione della protezione.
Classe B Resiste a forze dinamiche di debole intensità, può essere utilizzato fino ad inclinazioni di 30°, senza limitazione dell’altezza di caduta, fino ad inclinazioni di 60° se l’altezza di caduta non supera i due metri. Deve resistere a trattenere la caduta di una persona che scivola da una superficie inclinata.
Classe C Resiste a forze dinamiche di notevole intensità, può essere utilizzata fino ad inclinazioni di 45°, senza limitazione dell’altezza di caduta; – fino ad inclinazioni di 60° se l’altezza di caduta non supera i cinque metri. Deve resistere a trattenere la caduta di una persona che scivola da una superficie FORTEMENTE inclinata.

La scelta del tipo di parapetto deve avvenire in relazione alle istruzioni contenute nel manuale fornito dal fabbricante e comunque tenendo conto di:
– tipo di intervento da eseguire (costruzione, demolizione, manutenzione);
– inclinazione della superficie di lavorazione da proteggere (piana, a debole inclinazione, a forte inclinazione); – tipo di struttura a cui si potrà ancorare il parapetto provvisorio (cemento armato, muratura, acciaio, legno); – altezza di caduta del lavoratore.

Tabella riassuntiva

Pendenza e altezza di caduta Classe parapetto provvisorio
α < 10° A
10° < α < 30° B
10° < α < 60° e altezza di caduta < 2 m B
30° < α < 45° C
45° < α < 60° e altezza di caduta < 5 m C

La tipologia di parapetto deve essere compatibile con il tipo di struttura di supporto su cui deve essere fissato, sia come materiale (es. c.a., legno, metallo) sia come sistema di fissaggio (es. in verticale, in orizzontale).

L’altezza minima del parapetto, misurata perpendicolarmente alla superficie di lavoro, deve essere 1 metro; a questo proposito va ricordato che l’altezza minima di 1 metro deve essere mantenuta per tutta la durata dell’intervento per il quale il parapetto costituisce l’apprestamento utilizzato.

Il parapetto è formato, al minimo e oltre ai montanti, da un corrente principale1 (superiore), da un corrente intermedio2 e da un fermapiede3; al fine di limitare le aperture tra gli elementi orizzontali dei parapetti è possibile l’uso di reti di sicurezza di tipo “U”, in conformità alla norma tecnica UNI EN 1263-1, come protezione intermedia4 in sostituzione del corrente intermedio.

L’altezza del fermapiede prevista dalla norma tecnica citata UNI EN 13374 è pari a 15 cm; tuttavia altri precetti normativi prevedono un’altezza del fermapiede di 20 cm a cui molti fabbricanti di parapetti si sono adeguati.
figura 1

Formazione e addestramento dei montatori e del preposto
Gli addetti al montaggio, allo smontaggio e al controllo dei parapetti devono essere in possesso della formazione teorico/pratica e dell’addestramento sulle corrette modalità di installazione e manutenzione contenute nelle istruzioni d’uso del fabbricante e nelle eventuali disposizioni aziendali. L’attestazione dell’avvenuta formazione e addestramento deve essere indicata nel POS è trasmessa al CSE.

Montaggio e smontaggio
L’attività di montaggio e di smontaggio dei parapetti espone al rischio di caduta dall’alto i lavoratori addetti, pertanto devono essere utilizzate attrezzature e procedure adeguate a limitare tale rischio.
L’attrezzatura che meglio si presta al montaggio e smontaggio dei parapetti lungo i bordi delle coperture, in termini sicurezza, è la piattaforma di lavoro mobile elevabile (PLE), conosciuta come piattaforma aerea o cestello, pertanto essa rappresenta l’attrezzatura da privilegiare.

Pertanto nel PSC il CSP dovrà indicare il costo del noleggio della piattaforma mobile di lavoro come costo della sicurezza.

L’uso dei DPI anticaduta, per il montaggio e smontaggio di questa opera provvisionale è possibile se sono garantite le seguenti condizioni:
• accesso sicuro in quota; per quanto riguarda le coperture, l’accesso in quota dovrebbe essere possibile, ad esempio, da un ponteggio fisso dotato di scale o da un lucernario considerata anche la necessità di evacuare agevolmente i lavoratori in caso di emergenza;
• possibilità di applicare, i punti di ancoraggio rispondenti alla norma tecnica UNI EN 795 ai quali collegare il sistema di trattenuta/anticaduta, tenuto conto della necessaria resistenza del supporto su cui devono essere installati;
• possibilità di far giungere in sicurezza il materiale necessario alla costruzione e rimozione del parapetto;
• possibilità di soccorrere rapidamente l’eventuale lavoratore caduto;

Il montaggio deve avvenire nel rispetto delle istruzioni d’uso fornite dal fabbricante, che pertanto sono irrinunciabili; la struttura di supporto deve risultare idonea come caratteristiche e stato di conservazione.
Il CSE al termine del montaggio deve farsi rilasciare dall’impresa installatrice un’attestazione sul corretto montaggio.

Le tavole in legno costituenti i correnti del parapetto, devono essere scelti in conformità alle caratteristiche e alle dimensioni previste dal fabbricante.

Le Linee Guida ISPESL, escludono come materiali di supporto quali strutture in muratura o laterocemento.

Tuttavia alcuni produttori di montanti a piastra fissa tassellata al supporto, consentono l’utilizzo su solai in laterocemento.

Nei casi di strutture non contemplate nel manuale di istruzioni fornito dal produttore del parapetto si rende necessaria la verifica preliminare della struttura di ancoraggio.
Per conseguire una adeguata conoscenza delle caratteristiche dei materiali e del loro degrado, ci si baserà su documentazione tecnica disponibile, su una accurata ispezione visiva, su verifiche in sito (martellatura sui punti critici per individuare cedimenti, vuoti, distacchi di materiale oppure ancora prove di infissione ed estrazione del tassello su un campione del supporto, ecc..).

figura 2

Qualora persistano dubbi sulla resistenza della struttura di supporto, è necessario acquisire la dichiarazione da parte di un tecnico abilitato che ne attesti l’idoneità.

In tali casi, l’obbligo della verifica della struttura di supporto e della corretta posa del parapetto ricade principalmente sul CSP/CSE e sul datore di lavoro dell’impresa che utilizza tale protezione. Le modalità di esecuzione della verifica preliminare della struttura di supporto ed i relativi risultati (o in alternativa la dichiarazione del tecnico abilitato) devono essere documentati e tenuti a disposizione in cantiere, ad esempio allegandoli al PSC e al POS.

Nel caso siano utilizzati parapetti con elementi prefabbricati realizzati senza osservare la norma tecnica UNI EN 13374 (fabbricati prima del novembre 2004), questi dovranno essere appositamente progettati. Pertanto, l’obbligo di verifica della resistenza complessiva dell’opera provvisionale (parapetto e struttura di supporto) ricade sul coordinatore e sul datore di lavoro dell’impresa che utilizza tale protezione.
Il montaggio e smontaggio deve essere effettuato sotto la diretta sorveglianza di un preposto.

Controlli del parapetto
Nel rispetto delle istruzioni del fabbricante e fermo restando il controllo preliminare di tutti i componenti del parapetto per l’impiego del solo materiale ritenuto idoneo allo scopo, è necessario, durante il suo impiego, predisporre controlli periodici (es. serraggio delle ganasce, fissaggio dei correnti), e controlli eccezionali dopo violente perturbazioni atmosferiche o prolungata interruzione dei lavori.

Inoltre la norma UNI EN 13374 prescrive che nelle istruzioni deve essere specificato quanto segue: “dopo la caduta di una persona o di un oggetto verso o all’interno di un sistema di protezione dei bordi, e dei suoi accessori, il sistema deve essere utilizzato nuovamente solo dopo essere stato ispezionato da una persona competente”.
Il controllo e la verifica deve essere effettuata dopo il montaggio, durante l’uso e periodicamente come indicato nel tabella sotto riportata.

Tipo di ispezione Cosa verificare
Ispezione prima dell’uso e dopo lo smontaggio Tutti i componenti
Ispezione durante l’uso Ancoraggi, montanti ed elementi orizzontali
Ispezione periodica Ancoraggi
Ispezione dopo il montaggio e dopo la rimessa in esercizio Tutti i componenti

L’esecuzione di suddette verifiche deve essere documentata e conservata in cantiere a cura degli organi di vigilanza e del CSE.

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Fonte Articolo: Namirial

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