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Attrezzature da lavoro: le principali carenze e la frequenza delle verifiche

La sicurezza delle attrezzature di lavoro è valutabile attraverso verifiche ben precise

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Per effettuare le verifiche sulle attrezzature di lavoro in merito ai requisiti di sicurezza ci si può avvalere della normativa vigente, principalmente contenuta al Capo I del Titolo III, negli Allegati V e VI nel D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. (cosiddetto “Testo unico sulla salute e sicurezza del lavoro” o semplicemente nel seguito anche “T.U.”), nonché nel D.Lgs. n. 17/2010 (la cosiddetta “Dir. Macchine”), già descritta nel Capitolo 1.
Per valutazioni più approfondite è utile, inoltre, disporre delle norme armonizzate di “tipo C”, che forniscono specifiche per una data categoria di macchine.

L’applicazione delle specifiche di una norma di tipo C sulla base della valutazione dei rischi del fabbricante conferisce una presunzione di conformità ai requisiti essenziali di sicurezza e di tutela della salute della Direttiva macchine coperti dalla norma. L’elenco delle norme armonizzate è pubblicato sulla G.U. dell’Unione europea, e periodicamente aggiornato.

Principali carenze e conseguenti verifiche da effettuare su tutte le macchine
Indipendentemente da quali attrezzature di lavoro si intenda utilizzare nei cantieri, occorre effettuare una serie di verifiche applicabili ad ognuna di esse.

Essendo le istruzioni per l’uso, la dichiarazione CE di conformità e la targhetta d’identificazione indicati dalla Direttiva macchine come R.E.S., la mancanza di anche uno solo di essi comporterebbe l’impossibilità all’uso dell’attrezzatura di lavoro e, pertanto, finché non fossero disponibili tali elementi ne sarebbe vietato l’uso, un po’ come accade a chi non dispone del libretto di circolazione per la guida di un’automobile. Poiché il manuale d’uso facilmente si deteriora nell’ambiente umido e polveroso di cantiere, può essere utile farne una copia conforme all’originale da tenere nella baracca di cantiere in un apposito raccoglitore che ne favorisca la fruibilità e l’integrità. In assenza del manuale occorre richiederne copia al costruttore.

Particolare attenzione dovrà essere posta, inoltre, alle attrezzature qualificate come a maggior rischio, individuate nell’Allegato VII del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i., soggette alle verifiche periodiche ai sensi del Decreto Interministeriale 11 aprile 2011 (cfr. Capitolo 3). Nel settore dell’edilizia, queste attrezzature sono in genere quelle relative al gruppo SC (apparecchi di sollevamento materiali non azionati a mano) ed al gruppo SP (apparecchi di sollevamento persone) indicate nella tabella di seguito.

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È necessario ancora notare che, poiché la Direttiva Macchine prevede una “autocertificazione” di conformità da parte del fabbricante (tranne in alcuni casi per le macchine contemplate nell’allegato IV del D.Lgs. n. 17/2010), non è pacifico che alcune macchine “marcare CE”, dotate di libretto d’uso e dichiarazione di conformità siano sempre “a norma”. Infatti, non è raro imbattersi in alcune macchine non rispondenti ad alcuni dei R.E.S. del D.Lgs. n. 17/2010.

Ai sensi della Circolare MLPS n. 1921 del 31 marzo 2014, le considerazioni contenute nel presente intervento sono frutto esclusivo del pensiero dell’Autore e non hanno carattere in alcun modo impegnativo per l’Amministrazione.

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