Appalti pubblici: l’applicazione dei Ccnl è condizione per l’ammissione ai benefici | Edilone.it

Appalti pubblici: l’applicazione dei Ccnl è condizione per l’ammissione ai benefici

Una nota del Ministero del Lavoro sui Ccnl come parametri per la determinazione del costo del lavoro in fase progettuale e nell’aggiudicazione dei lavori

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La Direzione Generale per l’Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nella nota n. 14775 del 26 luglio 2016 rivolta ai propri organi di vigilanza, chiarisce che, nell’ambito degli appalti pubblici, il mancato rispetto dei Ccnl esclude i datori di lavoro dai benefici normativi e contributivi (art. 1, comma 1175, Legge n. 296/2006), compreso l’esonero previsto dalle Leggi di Stabilità 2015 e 2016. I benefici sono subordinati all’applicazione della sola parte economica e normativa degli accordi e contratti collettivi, e non anche della parte obbligatoria di questi ultimi.
La verifica del rispetto dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, anche in relazione al personale impiegato nell’ambito di appalti pubblici, rileva anche per il calcolo della contribuzione obbligatoria (art. 1, comma 1, del D.L. n. 338/1989 e dell’art. 2, comma 25, della Legge n. 549/1995), che va effettuato applicando, qualora superiore, l’importo delle retribuzioni previste dai contratti collettivi nazionali della categoria in cui opera l’impresa.

Ccnl e costo del lavoro
La rilevanza che assume il contratto siglato dalle organizzazioni più rappresentative nell’ambito delle procedure di appalto pubblico è confermato dal fatto che lo stesso viene individuato dal D.P.R. n. 207/2010 quale parametro di riferimento per la determinazione del costo del lavoro sia nella fase progettuale dell’appalto ai fini della determinazione dei relativi costi, sia nella successiva fase di aggiudicazione dell’appalto ai fini della individuazione delle c.d. offerte anomale, cioè quelle offerte che considerano un costo del personale inferiore ai minimi salariali retributivi indicati in apposite tabelle predisposte annualmente dal Ministero sulla base dei valori economici definiti dai Ccnl.

I benefici e il Durc
L’articolo 1, comma 1175, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, (Finanziaria 2007) ha integrato le previsioni contenute nella legislazione vigente in materia di Documento Unico di Regolarità Contributiva (Durc) disponendo che a decorrere dal 1° luglio 2007 la fruizione, da parte dei datori di lavoro, dei “benefici normativi e contributivi previsti dalla normativa in materia di lavoro e di legislazione sociale” è subordinata al possesso del documento stesso. In relazione a tale requisito, i datori di lavoro sono tenuti ad inoltrare annualmente all’Istituto una apposita dichiarazione di responsabilità.

Applicazione del contratto “leader”
L’art. 30, comma 4 del D.Lgs. n. 50/2016 stabilisce l’applicazione del “contratto leader” in relazione al settore e alla zona in cui si eseguono le prestazioni. In particolare si prevede che “al personale impiegato nei lavori oggetto di appalti pubblici e concessioni è applicato il contratto collettivo nazionale e territoriale in vigore per il settore e per la zona nella quale si eseguono le prestazioni di lavoro stipulato dalle associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e quelli il cui ambito di applicazione sia strettamente connesso con l’attività oggetto dell’appalto o della concessione svolta dall’impresa anche in maniera prevalente”.
Con specifico riferimento al settore edile, “le imprese partecipanti all’appalto, a fronte di una stessa attività, qualificabile come edile, dedotta in misura prevalente nel disciplinare di gara, devono applicare il Ccnl edilizia“. L’Anac (parere n. 6 del 4 febbraio 2015) ha precisato che “al fine di chiarire circa l’obbligatorietà o meno dell’iscrizione presso la Cassa edile, è necessario tenere presente l’oggetto dell’affidamento (e non le tipologie di attività esercitate eventualmente dall’operatore economico).

Settore cooperativistico
Nell’ambito degli appalti che coinvolgono cooperative, va ricordata la specifica disposizione contenuta nell’art. 7, comma 4, del D.L. n. 248/2007 (convertito nella Legge n. 31/2008), secondo cui “fino alla completa attuazione della normativa in materia di socio lavoratore di società cooperative, in presenza di una pluralità di contratti collettivi della medesima categoria, le società cooperative che svolgono attività ricomprese nell’ambito di applicazione di quei contratti di categoria applicano ai propri soci lavoratori i trattamenti economici complessivi non inferiori a quelli dettati dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale nella categoria”.
Su tale disposizione va inoltre ricordato che la Corte Costituzionale, con sentenza n. 51/2015, ha ribadito la valenza dell’indirizzo giurisprudenziale che, da tempo, ritiene “conforme ai requisiti della proporzionalità e della sufficienza (art. 36 Cost.) la retribuzione concordata nei contratti collettivi di lavoro firmati da associazioni comparativamente più rappresentative”.

Responsabilità solidale
Nell’ambito delle procedure di appalto, ai fini della responsabilità solidale prevista con riferimento agli obblighi contributivi e retributivi non correttamente assolti da parte dell’appaltatore o del subappaltatore, l’art. 105, comma 8, del D.Lgs. n. 50/2016 stabilisce una responsabilità in via esclusiva del contraente principale nei confronti della stazione appaltante e una responsabilità in solido dell’aggiudicatario con il subappaltatore in relazione agli obblighi retributivi e contributivi.
E’ però obbligo dell’affidatario “osservare integralmente il trattamento economico e normativo stabilito dai contratti collettivi nazionali e territoriali in vigore per il settore e per la zona nella quale si eseguono le prestazioni” nonché di rispondere “in solido dell’osservanza delle norme anzidette da parte dei subappaltatori nei confronti dei loro dipendenti per le prestazioni rese nell’ambito del subappalto”.

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