Per la crisi delle costruzioni persi 500 mila posti di lavoro | Edilone.it

Per la crisi delle costruzioni persi 500 mila posti di lavoro

wpid-11823_costruzioni.jpg
image_pdf

È stato presentato ieri l’Osservatorio Congiunturale sull’Industria delle Costruzioni, realizzato dalla Direzione Affari Economici e Centro Studi dell’Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili).

Si tratta, come previsto, di una fotografia drammatica della sofferenza del settore delle costruzioni, tra i più colpiti dalla crisi economica a partire dall’estate 2011, e aggravato dal peggioramento dell’economia globale.

Una crisi che riguarda tutti i comparti: la produzione di nuove abitazioni alla fine del quinquennio avrà perso il 44,4%, l’edilizia non residenziale privata registrerà -27,9% e i lavori pubblici -37,5%. In questo comparto, in particolare, la contrazione è iniziata nel 2005 e complessivamente la flessione raggiunge il -44,7%.

Dall’inizio della crisi l’Osservatorio stima che si siano persi 325.000 posti di lavoro nelle costruzioni, che salgono a 500.000 unità, considerando anche i settori collegati. Nel biennio 2009-2010 l’offerta produttiva si è fortemente ridotta con la fuoriuscita dal settore di 27.000 imprese di costruzioni. Le imprese con più di un addetto sono diminuite di quasi 40 mila unità, a fronte di un incremento di circa 12 mila imprese di costruzione con un solo addetto, giustificabile tramite il parziale riassorbimento di personale dipendente espulso dalle imprese a causa della crisi e rimasto nel settore con caratteristiche di offerta produttiva scarsamente strutturata. Dal punto di vista occupazionale, è consistente anche l’effetto delle procedure fallimentari per le aziende edili, 7.552 nel triennio 2009-2011, pari al 23% dei fallimenti totali. Una tendenza che, purtroppo, si conferma anche per il primo trimestre 2012, con un aumento delle procedure dell’8,4%.

Sul fronte degli investimenti si registrano 43 miliardi in meno. Dal 2008 al 2012 pertanto, il settore avrà perso più di un quarto (-25,8%) degli investimenti, riportandosi ai livelli della metà degli anni ’70. Secondo le stime Ance per il 2012, ci sarà un calo ulteriore (-6,0%) superiore al 2011 (-5,3%) e superiore alle stime previste (-3,8%) per quest’anno. Al contrario, nel 2013 gli investimenti in costruzioni dovrebbero arrestare la loro caduta (+0,1% in termini reali rispetto al 2012) per effetto dei provvedimenti previsti dal decreto sviluppo, in particolare quelli riconducibili alle detrazioni per interventi di ristrutturazione ed efficientamento energetico. In associazione con altre misure (come la proroga a giugno 2013 delle detrazioni d’imposta, il ripristino dell’Iva per cessioni e locazioni, il “Piano per le città”, l’Ance stima investimenti aggiuntivi per circa 1,5 miliardi di euro già nel 2013.

V.R.

 Scarica il rapporto completo

Copyright © - Riproduzione riservata
Per la crisi delle costruzioni persi 500 mila posti di lavoro Edilone.it