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Patto antimafia anche nell’edilizia privata

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Alla presenza del Ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri è stato siglato lo scorso 5 marzo un nuovo protocollo d’intesa tra Regione e Prefetture dell’Emilia-Romagna, che permetterà così di estendere nuove pratiche di controllo e contrasto all’infiltrazione mafiosa anche nel campo dell’edilizia privata.

L’accordo – valido per due anni e rinnovabile – prevede che a richiedere la “certificazione di pulizia” potranno essere anche imprese affidatarie ed esecutrici private di lavori, per i quali i Comuni rilasciano il permesso di costruire. In caso di costruzioni di rilevante entità economica, il protocollo intensifica i controlli antimafia, coinvolgendo l’Anci Emilia-Romagna nella definizione di ambiti e modalità di svolgimento delle stesse verifiche.

Con il protocollo viene introdotta anche un’ulteriore qualificazione delle stazioni appaltanti e degli operatori economici, nonché un sistema di semplificazione e dematerializzazione dello scambio di informazioni tra le P.A, al fine di garantire una maggiore efficacia dei controlli, tramite l’impiego di appositi indicatori di anomalia degli appalti (certificazioni antimafia ma anche modelli Gap e G118 per i subappalti e subforniture).

“L’importanza di questo accordo – ha sottolineato il presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani – sta nella grande collaborazione tra le prefetture, il ministero degli Interni, la Regione e le istituzioni locali per affermare sempre di più la legalità, che è un valore fondamentale dell’economia e della nostra società”.

L’importo minimo dei lavori per poter configurare l’obbligo di acquisizione della documentazione antimafia è stato fissato a 70mila euro. Con l’accordo la Regione chiederà quindi al prefetto di turno le informative antimafia per le imprese che vogliono partecipare ai bandi dove sono previsti contributi pubblici. Nei casi in cui l’azienda non abbia sede legale in Emilia-Romagna, la richiesta sarà inoltrata alla Prefettura competente per territorio. Se a carico delle aziende richiedenti dovessero emergere elementi relativi a tentativi di infiltrazioni, la Regione provvederà a escluderle dai finanziamenti.

L’accordo è stato sottoscritto in presenza di tutti i prefetti, tutti i sindaci dei Comuni capoluogo, tutti i presidenti di Provincia e di Anci-Upi Emilia-Romagna. Esso completa l’attuazione della legge regionale n.11/2010, che introduceva disposizioni per la promozione della legalità e della semplificazione nel settore edile e delle costruzioni a committenza pubblica e privata.

“Di protocolli ne abbiamo fatti tanti – ha commentato il ministro Cancellieri – ma questo per la prima volta va a guardare nel privato. Credo che non sia mai successo”.

V.R.

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