Pagamento debiti della Pa: a che punto siamo? | Edilone.it

Pagamento debiti della Pa: a che punto siamo?

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Arriva dal Mef, ministero dell’Economia e delle Finanze il punto sul pagamento dei debiti della pubblica amministrazione. Nel biennio 2013–2014 i decreti legge 35/2013 e 102/2013 e infine la legge di Stabilità per il 2014 hanno stanziato complessivamente 47,5 miliardi di euro per smaltire i debiti arretrati delle pubbliche amministrazioni. Del totale delle risorse stanziate, il 91% è già stato ripartito tra le amministrazioni debitrici (43,2 miliardi), il 63% è stato materialmente erogato alle amministrazioni che ne hanno fatto richiesta (30,1 miliardi), e più della metà è stato effettivamente pagato ai creditori: 26,1 miliardi pari al 55% delle risorse stanziate e all’87% delle risorse erogate.

È inoltre cominciata la fase di attuazione del recente decreto legge 66/2014, che assegna 9,3 miliardi di risorse aggiuntive, portando il totale delle risorse disponibili per smaltire i debiti arretrati a circa 57 miliardi. Le risorse aggiuntive sono state così distribuite: 3,8 miliardi alle Regioni e alle Province Autonome, 5 miliardi agli enti locali, 0,55 miliardi ai ministeri. Dei relativi provvedimenti amministrativi di attuazione è stato già emanato il decreto per la concessione delle anticipazioni di liquidità agli enti locali per il pagamento dei debiti nei confronti delle proprie partecipate, per un importo di 2 miliardi. È invece in corso di emanazione il decreto per la ripartizione di ulteriori 6 miliardi.

Grazie alle misure del Governo attuate in queste settimane, dai prossimi giorni sarà disponibile la garanzia dello Stato sui crediti commerciali di parte corrente delle imprese maturati al 31 dicembre 2013, certificati dagli enti debitori, che siano oggetto di cessione alle banche e agli altri intermediari finanziari autorizzati. Grazie alla garanzia dello Stato, il costo massimo della cessione del credito è stabilito in base a una convenzione con l’Associazione bancaria italiana nella percentuale dell’1,9%, largamente inferiore al prezzo di mercato praticato secondo le prassi commerciali correnti. Tale quota si riduce all’1,6% per l’importo eccedente i 50.000 euro di ammontare della cessione.

Un ulteriore strumento aggiuntivo è rappresentato dalla compensazioni tra crediti commerciali e debiti tributari. I debiti di carattere tributario che possono essere compensati con crediti sono di due tipi: somme iscritte a ruolo; somme risultanti da accertamento tributario. I crediti oggetto della compensazione devono essere non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati nei confronti delle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n.165 del 2001 e certificati.

Il Governo si è impegnato a smaltire integralmente il debito accumulato negli anni passati entro la fine del 2014, a impedire che si formino nuovi stock di debito e, in generale, a fare in modo che le pubbliche amministrazioni paghino i creditori nei tempi stabiliti dalla direttiva europea. In questa ultima direzione vanno sia le nuove funzionalità implementate sulla Piattaforma per la certificazione elettronica dei crediti, che consentiranno di monitorare l’intero ciclo di vita dei debiti commerciali, sia l’obbligatorietà del registro delle fatture per quegli enti che ancora non erano tenuti a questo adempimento, sia le verifiche sul rispetto dei termini di pagamento imposti dalla direttiva europea.

A partire dall’esercizio 2015, poi, entrerà pienamente in vigore la riforma della contabilità degli enti territoriali, in attuazione del decreto legislativo 118/2011, che: consentirà  la chiara identificazione e registrazione contabile dei debiti e crediti esigibili; renderà possibile trarre direttamente dai bilanci degli enti informazioni significative anche sulla situazione debitoria, con particolare riferimento all’entità dei debiti commerciali; adotterà la contabilità economico–patrimoniale a decorrere dal 1° gennaio 2016.

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