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Osservatorio ambientale Istat: come si vive nelle nostre città

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I 103 Comuni capoluogo di provincia italiani sono diventati più attenti all’ambiente e ai problemi legati allo smog e al traffico: in crescita il numero delle persone che viaggiano sui mezzi pubblici (+3,1%), la densità del verde urbano (+31,4%), il servizio di raccolta differenziata dei rifiuti incrementato di oltre il 50% rispetto al 2000, in contemporanea, tuttavia, con l’aumento della quantità di rifiuti urbani raccolti (+7,0%). In diminuzione dell’1,5% il tasso di motorizzazione.

Lo rivela l’Istat, da cui proviene l’indagine presentata il 21 novembre u.s. sulla costruzione dell’Osservatorio ambientale dei 103 comuni capoluogo di provincia, aggiornati al 2004 e 2005. I dati registrati riguardano il 29,2% della popolazione totale del paese (circa 17 milioni di persone) e il 6,1% del territorio italiano. Nelle aree territoriali dei 103 comuni italiani, in definitiva, sarebbe costante la presenza di fattori di pressione ambientale con problemi spesso irrisolti, ma anche un crescente impegno degli amministratori comunali verso i problemi dell’ambiente.

La rilevazione dell’Istat ‘dati ambientali sulle città‘, che dal 2000 viene realizzata annualmente nei 103 comuni capoluogo di provincia, fornisce gli indicatori ambientali urbani delle tematiche più rappresentative: acqua, aria, energia, rifiuti, rumore, trasporti e verde urbano. Da tale complesso di informazioni nasce l’Osservatorio ambientale sulle città dell’Istat.

Nel comparto dei trasporti, il maggior numero di vetture per mille abitanti si rileva al Centro con 686,1 (+0,8% rispetto al 2004); seguono il Mezzogiorno con 591,5 (+2,5%) e il Nord con 587,4 (-0,3%). Viterbo (742,9), Roma (733,7), Latina (720,2) e Frosinone (702,9) sono i comuni che presentano i maggiori tassi di motorizzazione. Al Nord spiccano Pordenone (687,5), Biella (687,0), Vercelli (685,4) e Cuneo (664,0); al Sud L’Aquila (684,6), Teramo (678,4), Potenza (677,0) e Lecce (676,8).

Il rapporto contiene anche un capitolo dedicato all’energia, in cui si rileva per il 2005, un aumento del consumo pro-capite di gas metano per uso domestico e per riscaldamento del 2,3% rispetto all’anno precedente, raggiungendo il valore di 429,1 m3 per abitante.
Il consumo pro-capite di energia elettrica per uso domestico è invece aumentato dello 0,2%, attestandosi sui 1.228,7 KWh per abitante. In definitiva, c’è un rallentamento del ritmo di crescita dei consumi domestici di energia elettrica a favore dell’impiego di gas metano.

Per il testo completo del rapporto Istat, scarica il pdf:
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