Terre e rocce da scavo, dallo Sblocca Italia semplificazioni in arrivo | Edilone.it

Terre e rocce da scavo, dallo Sblocca Italia semplificazioni in arrivo

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In arrivo modifiche per la disciplina delle terre e rocce da scavo: lo prevede il decreto “Sblocca Italia” – decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito in legge il 5 novembre 2014 – che ha introdotto molte novità in materia edilizia, in alcuni casi modificando il Testo Unico sull’edilizia (Dpr n. 380 del 6 giugno 2001) 

Per realizzare più agevolmente gli interventi per la gestione delle terre e rocce da scavo, è previsto un riordino e semplificazione della materia con decreto del Presidente della Repubblica da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi:

a) coordinamento formale e sostanziale delle disposizioni vigenti, apportando le modifiche necessarie per garantire la coerenza giuridica, logica e sistematica della normativa e per adeguare, aggiornare e semplificare il linguaggio normativo;

a-bis) previsione di specifici criteri e limiti qualitativi e quantitativi per il deposito temporaneo delle terre e rocce da scavo, integrando l’articolo 183, comma 1, lettera bb), del Dlgs n. 152 del 3 aprile 2006;

b) indicazione esplicita delle norme abrogate;

c) proporzionalità della disciplina all’entità degli interventi da realizzare;

d) divieto di introdurre livelli di regolazione superiori a quelli previsti dalla direttiva 2008/98/CE;

d-bis) razionalizzazione e semplificazione del riutilizzo nello stesso sito di terre e rocce da scavo provenienti da cantieri di piccole dimensioni (art. 266, comma 7 del Dgs n. 152/2006), finalizzati alla costruzione o alla manutenzione di reti e infrastrutture, escluse quelle provenienti da siti contaminati;

d-ter) garanzia di livelli di tutela ambientale e sanitaria almeno pari a quelli attualmente vigenti e comunque coerenti con la normativa europea.

La proposta di regolamentazione sarà sottoposta ad una consultazione pubblica della durata di trenta giorni. Il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare pubblicherà entro trenta giorni eventuali controdeduzioni alle osservazioni pervenute.

L’autore


Giorgio Tacconi

Nato a Milano nel 1956, laureato in giurisprudenza, svolge come libero professionista attività di comunicazione, informazione e consulenza tecnico-giuridica in tema di sicurezza negli ambienti di lavoro, tutela dell’ambiente e sostenibilità, responsabilità sociale d’impresa. Ha collaborato come autore di testi, siti e banche dati con Cedis, McGrawHill, Eco-comm, De Agostini, Rcs, Conde Nast, LifeGate, Sistemi Editoriali, Giappichelli.

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