La rescissione del contratto di appalto di opere pubbliche servizi o forniture operata dall'Amministrazione, in base all'articolo 340 della L. 20 marzo 1865, n. 2248, all. F. rientra nell'ambito della giurisdizione del giudice ordinario, in quanto si rico | Edilone.it

La rescissione del contratto di appalto di opere pubbliche servizi o forniture operata dall’Amministrazione, in base all’articolo 340 della L. 20 marzo 1865, n. 2248, all. F. rientra nell’ambito della giurisdizione del giudice ordinario, in quanto si rico

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La rescissione del contratto di appalto di opere pubbliche servizi o forniture operata dall’Amministrazione, in base all’articolo 340 della L. 20 marzo 1865, n. 2248, all. F. rientra nell’ambito della giurisdizione del giudice ordinario, in quanto si riconosce normalmente che tutta la fase del rapporto che si svolge tra il committente e l’appaltatore del servizio, dopo la stipulazione del contratto, attenga a diritti soggettivi che il giudice amministrativo non può conoscere se non nei casi stabiliti dalla legge.

Sulla competenza del giudice ordinario a decidere le controversie relative alla rescissione del contratto d’appalto di opere pubbliche.

TAR Calabria, Catanzaro, sez. II, 17/11/2004 n. 2111

 

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO.
IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA CALABRIA,

SEZIONE SECONDA

alla presenza dei Signori:

LUIGI ANTONIO ESPOSITO Presidente

PIERINA BIANCOFIORE Primo referendario est.

EZIO FEDULLO Primo referendario

ha pronunciato la seguente:

 

SENTENZA

sul ricorso n. 2174/1992 proposto da Pluriservice s.a.s. in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dagli Avvocati Francesco TERZI e Francesca TERZI e domiciliata presso l’Ufficio di Segreteria del T.A.R.,

 

contro

il Comune di Castrovillari in persona del Commissario straordinario legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall’Avv. Vincenzo ROSA e domiciliato presso l’Ufficio di Segreteria del T.A.R.,

 

per l’annullamento

della delibera n. 371 notificata il 26 agosto1992 con la quale il Commissario straordinario ha disposto la rescissione in danno della ricorrente del contratto di appalto del servizio di diffusione a mezzo di stazione televisiva dei lavori degli organi consiliari comunali nonché degli atti connessi, precedenti, prodromici e successivi o comunque incidenti sulla posizione giuridica della ricorrente;

VISTO il ricorso con i relativi allegati;

VISTO l’atto di costituzione in giudizio dell’Amministrazione intimata;

VISTE le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese;

VISTI gli atti tutti della causa;

VISTA l’ordinanza n. 1110 del 4 dicembre 1992 con la quale sono stati disposti incombenti istruttori;

VISTA l’ordinanza n. 29 del 14 gennaio 1993 con la quale è stata accolta ad tempus la richiesta di sospensione del provvedimento impugnato;

VISTA l’ordinanza n. 479 del 6 maggio 1993 con la quale è stata respinta la richiesta di sospensione del provvedimento impugnato;

Relatore alla pubblica udienza dell’8 ottobre 2004 la dr.ssa Pierina BIANCOFIORE; uditi altresì i difensori delle parti come da verbale di udienza;

RITENUTO in fatto e considerato in diritto quanto segue:

 

FATTO E DIRITTO

La società ricorrente ha impugnato la deliberazione con la quale il Commissario straordinario del Comune di Castrovillari ha disposto la rescissione in danno del contratto di appalto del servizio di diffusione a mezzo televisione dell’attività politico amministrativa degli organi consiliari comunali, stipulata per la durata di tre anni. La rescissione è stata motivata dalla circostanza che le trasmissioni giungevano in alcune zone completamente oscurate, mentre in altre il segnale giungeva chiaro ma disturbato, in violazione della convenzione stipulata con la ditta interessata che si era invece impegnata a prestazioni ottimali.

La ditta ricorrente ha dedotto la violazione dell’art. 340 della L. 20 marzo 1865, n. 2248 All. F, nonché l’eccesso di potere sotto il profilo dello sviamento e del travisamento ed erronea valutazione dei fatti.

In buona sostanza ha lamentato che le ipotesi previste dall’art. 340 della Legge sui lavori pubblici per la rescissione del contratto sono tassativamente indicate dalla menzionata disposizione e non comprendono la rescissione d’autorità da parte della pubblica amministrazione, sicchè la delibera si presentava completamente illegittima. Il Comune inoltre aveva provveduto a tale determinazione senza tenere minimamente in conto i risultati delle perizie disposte e che, invece, avevano accertato la pulizia e la precisione del segnale.

Il Comune si è costituito in giudizio contestando ogni doglianza e chiedendo pertanto la reiezione del ricorso che è stato trattenuto per la decisione alla udienza pubblica dell’8 ottobre 2004 alla quale il Collegio ha rilevato il difetto di giurisdizione sulla causa in esame.

La rescissione del contratto di appalto di opere pubbliche servizi o forniture operata dall’Amministrazione, come nel caso in esame, in base all’articolo 340 della L. 20 marzo 1865, n. 2248, all. F. rientra infatti nell’ambito della giurisdizione del giudice ordinario, in quanto si riconosce normalmente che tutta la fase del rapporto che si svolge tra il committente e l’appaltatore del servizio, in questo caso radiotelevisivo, dopo la stipulazione del contratto attenga a diritti soggettivi che il giudice amministrativo non può conoscere se non nei casi stabiliti dalla legge.

E tale posizione veniva propugnata dalla Cassazione ancor prima dell’entrata in vigore del D.Lgs 31 marzo 1998, n. 80 col quale sono rientrate nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo tutte le controversie in materia di pubblici servizi. (Cassazione Civile, Sezioni Unite, 17 novembre 1984, n. 5841, 26 luglio 1985, n. 4342). Il supremo organo della giurisdizione in particolare chiariva che tali controversie sono devolute al giudice ordinario, in quanto scaturiscono dall’adempimento di diritti ed obblighi di natura contrattuale.

Ma anche a seguito del D.Lgs n. 80 del 1998 i cui articoli 33, 34e 35 sono poi confluiti nella legge di riforma dei Tribunali Amministrativi Regionali L. 21 luglio 2000, n. 205, la Cassazione ha continuato a confermare il proprio orientamento precisando ancora, si può dire ai giorni nostri, che quand’anche gli art. 6 e 7 della l. n. 205 del 2000 devolvono alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo tutte le controversie relative alle procedure di affidamento di appalti pubblici, si riferiscono alla sola fase pubblicistica dell’appalto (compresi i provvedimenti di non ammissione alla gara o di esclusione dei concorrenti), ma non riguardano anche la fase relativa all’esecuzione del rapporto. (Cassazione civile, sez. un., 18 aprile 2002, n. 5640) Ed in tale fase rientra la controversia sorta a seguito dell’impugnazione da parte dell’appaltatore della rescissione del contratto intimata dalla p.a., con conseguente sua devoluzione alla giurisdizione del giudice ordinario.

E su tale posizione si sono attestati i Tribunali Amministrativi regionali ed il Consiglio di Stato. (ex plurimis: Consiglio di Stato, sez. V, 30 gennaio 2002, n. 515, sez. V, 11 giugno 2001, n. 3127; T.A.R. Lazio, sez. I, 6 novembre 2002, 9725, T.A.R. Friuli Venezia Giulia, 21 agosto 2001, n. 532) Specifica meglio il T.A.R. del Lazio, con decisione del tutto condivisibile che l’atto di rescissione di un contratto di appalto, adottato da una p.a. ai sensi dell’art. 340, l. 20 marzo 1865 n. 2248, all. F, non ha portata di provvedimento autoritativo ma inerisce ad un rapporto giuridico di diritto privato ormai perfezionato e operativo, quindi a situazioni giuridiche riconducibili a posizioni di diritto soggettivo, pariteticamente sussistenti, per le quali la naturale sede di tutela è il giudice ordinario; tale conclusione non muta in relazione all’art. 33, d.lg. 31 marzo 1998 n. 80 (come sostituito dall’art. 7, l. 21 luglio 2000 n. 205), il quale, nel disporre la devoluzione al giudice amministrativo di tutte le controversie aventi ad oggetto “procedure di affidamento” di appalti pubblici, ovverosia le procedure di scelta del contraente, lascia immutata la linea di confine tra giurisdizione ordinaria e giurisdizione amministrativa in materia. (T.A.R. del Lzio sez. 3^, 21 gennaio 2003, n. 278)

Né la situazione muta per la circostanza che, nel caso in esame si tratta di un appalto di servizi, atteso che l’amministrazione comunale nel decidere la rescissione, in assenza di una norma espressamente dettata per la rescissione del contratto di appalto di servizi, l’ha espressamente disposta ai sensi dell’art. 340 della Legge n. 2248 del 1865 All. F., di talchè tale norma trascina tutta la disciplina del rapporto in essa stabilita con la relativa giurisdizione cui fare riferimento.

Il ricorso, pertanto, va dichiarato inammissibile per difetto di giurisdizione.

Sussistono giusti motivi per la compensazione delle spese di giudizio ed onorari

 

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria – Sezione Seconda definitivamente pronunziando sul ricorso in epigrafe, lo dichiara inammissibile.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza venga eseguita dall’Autorità Amministrativa.

Così deciso in Catanzaro nella Camera di Consiglio dell’8 ottobre 2004.

IL GIUDICE EST. IL PRESIDENTE

 

Depositata in Segreteria il 17 novembre 2004

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