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Il condono edilizio e l’impossibilita’ di una dilazione del pagamento

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Massima

La previsione normativa di cui all’art. 32, comma 37, del D.L. n. 269 del 2003, convertito con modificazioni dalla legge n. 326 del 2003, prevede un termine perentorio per il pagamento dell’intera oblazione dovuta per il condono edilizio, stabilendo chiaramente che se l’oblazione non è interamente versata le costruzioni abusivamente realizzate sono assoggettate alla sanzione della demolizione. La immediata operatività del rimedio sanzionatorio esclude, pertanto, la possibilità di un adempimento tardivo. L’interpretazione della richiamata è all’evidenza coerente con la natura stessa del condono, in quanto è possibile ottenere una deroga al rispetto delle norme di disciplina dell’assetto del territorio esclusivamente nel caso in cui, entro un arco temporale definito, si realizzano tutte le condizioni rigorosamente prescritte dal legislatore. Diversamente opinando e, dunque, se si consentisse, in assenza di una norma specifica di autorizzazione, la dilazione del pagamento, si violerebbero i valori sottesi alla programmazione del territorio senza ottenere nell’immediato quelle risorse finanziarie che legittimano temporaneamente la deroga al rispetto di norme imperative. Il tardivo versamento della seconda e della terza rata della somma dovuta a titolo di oblazione, pertanto, determina la legittimità del provvedimento amministrativo di reiezione dell’istanza di condono edilizio.


Ente Giudicante

Consiglio di Stato VI , data ud. 4/12/2012, data dep. 13/02/2013, n. 894

Parti in causa

D.R.G. e altri contro Comune di Santa Maria La Carità

Riferimenti normativi

Dl 30/09/2003 n. 269 Art. 32

L 24/11/2003 n. 326

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