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Distanze minime tra distributori di carburanti

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Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 2456 del 27/04/2012, confermando la precedente pronuncia del TAR, ha dichiarato legittimi i provvedimenti con i quali un Comune ha autorizzato l’apertura di un distributore di carburante senza tener conto delle distanze da un preesistente distributore, in quanto la disciplina nazionale in materia, che pone obblighi di distanze minime (D. Leg.vo 32/1998 e legislazione regionale attuativa), deve essere ritenuta del tutto superata alla luce della recente pronuncia della Corte di Giustizia UE 11 marzo 2010, n. 384/08.

Secondo quest’ultima, prevedere distanze minime obbligatorie (fra gli impianti stradali di distribuzione di carburanti) costituisce una restrizione alla libertà di stabilimento sancita dal Trattato UE, in quanto una disciplina del genere, applicandosi unicamente ad impianti nuovi e non ad impianti già esistenti prima della sua entrata in vigore, pone condizioni all’accesso all’attività della distribuzione di carburanti e, favorendo gli operatori già presenti, è idonea a scoraggiare, se non ad impedire, l’accesso al mercato da parte di nuovi distributori.

Con l’occasione il Consiglio di Stato ha anche stabilito che l’ottenimento di ulteriori autorizzazioni di competenza di Enti diversi dal Comune (e/o il rispetto delle condizione poste nelle medesime) costituisce condizione di efficacia e non di legittimità del provvedimento di autorizzazione o concessione rilasciato dal Comune.

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