Certificato di fine lavori: e se le norme edilizie cambiano durante l'esecuzione? | Edilone.it

Certificato di fine lavori: e se le norme edilizie cambiano durante l’esecuzione?

L'esperto spiega cosa succede nel caso in cui la normativa edilizia cambi durante l'esecuzione, e qual e' il ruolo del certificato di fine lavori in questo caso

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Il possesso del certificato di fine lavori può evitare l’applicazione della sopravvenuta norma edilizia maggiormente. 
In generale, anche in tema di norme edilizie vige il principio tempus regit actum: ogni costruzione, cioè, deve ovviamente seguire le norme del tempo in cui è stato rilasciato il permesso di costruire, e/o altro titolo autorizzativo.
Senonché, quando la normativa cambia durante l’esecuzione dei lavori, tale modifica può in realtà riflettersi anche sui lavori già in corso. Ne deriva che sono legittime le opere non conformi alla norma in vigore al tempo del permesso di costruire, ma conformi alla normativa sopravvenuta.
Rispetto al citato principio tempus regit actum, la contraddizione è soltanto apparente. Non bisogna infatti dimenticare che la variante in corso d’opera deve essere sempre preceduta dal rilascio di un apposito nuovo titolo autorizzativo (detto, appunto, “in variante”). Tale titolo sarà rilasciato alla luce della nuova normativa, la quale dunque espleterà i suoi effetti non retroattivamente, bensì in relazione al nuovo atto.
Diverso è il caso di una normativa più restrittiva che entri in vigore quando i lavori sono ancora in corso. In questo caso, la giurisprudenza ha ritenuto che la restrizione sopravvenuta si applichi anche alle costruzioni già in corso (per le quali, quindi, il permesso di costruire sia stato rilasciato prima dell’entrata in vigore della nuova normativa). 
In questo caso, pare violato il principio di non retroattività della legge, poiché lo ius superveniens va a in inficiare il diritto acquisito dall’edificante per mezzo di un titolo pregresso. Si tratta, di fatto, del classico affievolimento di un diritto soggettivo tipico del diritto amministrativo: nota infatti la sentenza della Cassazione civile sez. II 22 settembre 2010 n. 20038 che “gli strumenti urbanistici locali, sono essenzialmente diretti alla tutela dell’interesse pubblico nel campo urbanistico, trascendendo quindi, l’interesse dei singoli privati. Ne consegue che, ove sopravvenga una nuova regolamentazione, le nuove costruzioni devono ad essa adeguarsi, anche se l’autorizzazione a costruire fosse legittima sulla base della previgente normativa”.
Allo scopo di evitare l’applicazione della sopravvenuta norma maggiormente restrittiva, sarà dunque necessario essere già in possesso di un certificato di fine lavori. 

Riferimenti Editoriali


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Autore:   •   Editore: Wolters Kluwer Italia   •   Anno:

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