Mutui: tassi record, previsto calo a gennaio | Edilone.it

Mutui: tassi record, previsto calo a gennaio

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Ancora tassi record per i mutui a dicembre; previsto calo a gennaio. Ad affermarlo è il rapporto mensile stilato dall’Associazione bancaria italiana, secondo cui nell’ultimo mese del 2007 i prestiti in euro alle famiglie per l’acquisto di abitazioni hanno fatto registrare un tasso di interesse del 5,72% contro il 5,66% di novembre. Si tratta di un valore che torna al livello record – messo a segno ad ottobre (5,71) – degli ultimi cinque anni. Secondo gli esperti, tuttavia, a gennaio la situazione dovrebbe migliorare, complice soprattutto la discesa dei tassi Euribor (l’Euribor è il tasso interbancario europeo, ovvero quello al quale le banche prestano denaro ad altre banche).

Secondo l’Abi, la normalizzazione del mercato interbancario dovrebbe far ritornare gli spread (aliquota che rappresenta il guadagno dell’istituto di credito) fra il tasso di riferimento della Bce (Banca comune europea) ed i tassi applicati ai prestiti ai livelli registrati prima della crisi estiva dovuta ai mutui subprime. Il tasso Euribor a un mese, infatti, viaggia ormai intorno al 4,2%, mentre quello a sei mesi e quello a un anno sono sotto il 4,6%. Il tasso di riferimento della Bce, va ricordato, è pari al 4%.

Si apprende inoltre che, secondo la stima del centro studi Abi, nei primi nove mesi del 2007, in Italia sono cresciute le estinzioni anticipate dei mutui, che sono ammontate a 50 mila unità (40%). I dati dell’analogo periodo dello scorso anno, rivelano che sono stati rinegoziati 42 mila mutui, attraverso la rinegoziazione dello spread o l’allungamento della durata del prestito.

Sul caro mutui era intervenuta anche la Banca d’Italia. Dagli ultimi dati di via Nazionale risulta infatti che ”gli oneri sostenuti dalle famiglie per il servizio del debito (pagamento degli interessi e restituzione del capitale) sono aumentati al 7,6% del reddito disponibile nell’anno terminante a settembre, tre decimi di punto in più rispetto all’analogo periodo terminante a giugno”. L’incremento – spiega via Nazionale – è dovuto per circa la metà all’aumento dei tassi in particolare sui mutui. La componente a tasso variabile, che rappresenta oltre tre quarti del totale, risente del significativo rialzo dei tassi interbancari registrato ad agosto in concomitanza con l’acuirsi della crisi del settore immobiliare statunitense.

Si stima – spiega Bankitalia – che un aumento di mezzo punto del tasso interbancario determini per le famiglie con mutui indicizzati un incremento del servizio del debito pari in media allo 0,6% del reddito disponibile.

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