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Missione commerciale in Cina e edilizia

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Al seguito della delegazione italiana guidata dal premier Romano Prodi, in missione in Cina dal 12 al 16 settembre (con la partecipazione, fra gli altri, del ministro del Commercio Emma Bonino, del ministro Rosi Bindi, Antonio Di Pietro e Fabio Mussi), si muovono anche alcune importanti realtà di settori che orbitano intorno al mondo dell’edilizia.

La missione italiana in Cina ha registrato la partecipazione degli imprenditori – guidati dal presidente di Confindustria Luca di Montezemolo – con 26 associazioni industriali, 20 istituti di credito, 450 aziende, nonché le associazioni nazionali delle piccole imprese e dell’artigianato. Obiettivo della missione, che farà tappa a Nanchino, Canton, Tianjin, Shanghai e Pechino, è quello di stipulare nuovi accordi commerciali, rafforzare le alleanze già poste in essere e promuovere il modello del distretto industriale italiano in Cina.

L’Associazione italiana commercio estero (aderente all’Unione del commercio di Milano) promuove in Cina dal 18 al 25 settembre, per gli imprenditori, una missione commerciale che toccherà, Pechino, Nanchino e Shanghai. La missione è finanziata dalla Regione Lombardia e coinvolge 13 aziende interessate sia ad esportare che ad importare in vari settori, ivi compresi quelli degli impianti di smaltimento rifiuti, dei materiali per l’edilizia e dei macchinari. Partecipano aziende aderenti anche ad altre associazioni del sistema Unione come Assicc (Associazione italiana commercio chimico); Assintel (Associazione nazionale delle imprese di servizi d’informatica) ed Assofermet (Associazione nazionale dei commercianti in ferro e acciai, metalli non ferrosi, rottami ferrosi, ferramenta). Gli imprenditori italiani avranno, nel corso della missione Aice, circa 300 incontri d’affari con aziende cinesi.

Da registrare che anche la Promos (Azienda speciale della Camera di commercio di Milano) ha organizzato un viaggio d’affari a Shanghai e Hong Kong, alla luce delle opportunità legate ai processi di modernizzazione della struttura produttiva e all’elevata capacità di spesa di alcune fasce della popolazione cinese. E’ stata predisposta un’agenda personalizzata d’incontri d’affari con operatori cinesi, un a selezione dei potenziali partner locali (importatori, distributori, agenti, clienti finali, fornitori, produttori locali, etc.) sulla base delle specifiche esigenze e indicazioni espresse dalle imprese partecipanti in Italia e la possibilità di visitare la seconda edizione della Biennale del Design di Shanghai dal 14 al 16 settembre, manifestazione che ospiterà mostre e seminari dedicati al design lombardo.

Coinvolto al seguito della missione anche il settore ceramiche e piastrelle. Tra le 26 associazioni industriali della missione anche Assopiastrelle.
Per quanto riguarda le piastrelle di ceramica, La Cina è il primo produttore mondiale con 2,9 miliardi di metri quadrati e consumi per 2,6 miliardi di metri quadri, quasi interamente di fonte interna.
Nel 2005 la nostra bilancia commerciale con la Cina ha registrato nel 2005 un deficit di quasi 4 miliardi di euro. Nei colloqui bilaterali in programma, il tema della concorrenza sleale è di estrema attualità per il settore delle piastrelle ceramiche italiane, che da tempo lo ha posto quale aspetto centrale nella propria attività sui diversi mercati internazionali.

Sempre nel settore della ceramica e piastrelle si registrano per il gruppo Sacmi, proprio giovedì 14 settembre, la posa della prima pietra dello stabilimento Sacmi a Nanhai, alla presenza delle autorità del governo di Nanhai, e per Sacmi, il direttore generale ceramica ing. Claudio Marani e il direttore generale di Sacmi Hong Kong sig. Mauro Masini. Per il gruppo, l’avvenimento costituisce un importantissimo risultato, raggiunto alla fine di un percorso di crescente penetrazione nel mercato cinese.
Il gruppo Sacmi, per l’ultimazione della struttura, ha previsto la data di febbraio 2007. L’officina sarà in ogni modo già operativa dal prossimo dicembre.
La nuova sede di Sacmi è stata pensata per offrire maggiori servizi alla clientela e produrrà macchine e ricambi, in particolare per il business della ceramica. Si pone inoltre come punto di riferimento per i servizi d’assistenza tecnica.
Lo stabilimento si estende per ben 6.000 metri quadrati, cui si sommano 2.000 metri di magazzino ricambi e servizi tecnici. Previsti altri 1500 metri quadrati di uffici e 300 metri quadrati per mensa e locali di servizio. Il terreno dà altresì la possibilità di ampliamento con altri 23.000 metri quadrati di capannoni o strutture

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