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Prodotti da costruzione: novità importanti dalla legge di delegazione europea 2015

La legge di delegazione europea prevede l'obbligo di adeguamento della normativa nazionale alle previsioni normative europee relative alla commercializzazione dei prodotti da costruzione

materiali da costruzione e legge europea 2015
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Oltre contenere la delega in materia ambientale (leggi qui l’articolo), la legge di delegazione europea 2015 ( Legge 12 agosto 2016, n. 170) contiene una delega specifica per la commercializzazione dei prodotti da costruzione.

L’articolo 9 della legge, infatti, contiene la delega al Governo per l’attuazione del Regolamento comunitario n. 305/2011 che indica le condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione.

Tale regolamento, a sua volta, sostituisce una precedente normativa sempre comunitaria (direttiva 89/106/CEE), fatto che si rese necessario non solo in ragione della semplificazione di tutta la normativa dedicata all’immissione nel mercato dei prodotti che qui interessano, ma anche in nome della trasparenza ed efficacia delle misure esistenti e tenendo conto il fattore della sicurezza e qualità delle opere.

Dal prossimo 16 settembre, data di entrata in vigore della legge di delegazione europea, quindi, il Governo è chiamato ad esercitare la delega seguendo non solo i principi e i criteri direttivi di ordine generale ma anche quelli specifici, di seguito riassunti:

  1.  fissazione dei criteri per la nomina dei rappresentanti dell’Italia all’interno del comitato permanente per le costruzioni e del gruppo per la valutazione e la verifica della costanza della prestazione;
  2. istituzione di un Comitato nazionale di coordinamento per i prodotti da costruzione, con compiti di coordinamento e di raccordo delle attività delle amministrazioni competenti nel settore dei prodotti da costruzione e di determinazione degli indirizzi volti ad assicurare l’uniformità e il controllo dell’attività di certificazione e di prova degli organismi notificati, e individuazione delle amministrazioni che hanno il compito di istituirlo;
  3. costituzione di un Organismo nazionale per la valutazione tecnica europea (ITAB) quale organismo con compiti di valutazione tecnica (TAB), con fissazione dei relativi princìpi di funzionamento e di organizzazione e individuazione delle amministrazioni che hanno il compito di costituirlo;
  4. individuazione presso il Ministero dello sviluppo economico del Punto di contatto nazionale per i prodotti da costruzione e la determinazione delle modalità di collaborazione tra le amministrazioni competenti;
  5. individuazione del Ministero dello sviluppo economico come autorità preposta alla notifica e, prima ancora, alla valutazione e alla verifica della costanza della prestazione;
  6. fissazione dei criteri e delle procedure necessari per la valutazione, la notifica e il controllo degli organismi da autorizzare per svolgere compiti di parte terza nel processo di valutazione e verifica della costanza della prestazione, anche al fine di prevedere apposite convenzioni con l’organismo unico nazionale di accreditamento;
  7.  previsione di disposizioni in tema di proventi e tariffe per le attività connesse all’attuazione del regolamento (UE) n. 305/2011;
  8. previsione di sanzioni penali o amministrative efficaci, dissuasive e proporzionate alla gravità delle violazioni degli obblighi normativi, tenendo in considerazione le attività rispettivamente svolte dagli operatori economici nelle diverse fasi della filiera e, in particolare, la loro effettiva capacità di incidere sugli aspetti relativi alle caratteristiche, alla qualità e alla sicurezza del prodotto, e individuazione delle procedure per la vigilanza sul mercato dei prodotti da costruzione.

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