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Marcatura CE dei prodotti da costruzione

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Entrato in vigore l’obbligo della marcatura CE anche gli aggregati per costruzioni, delle circa 1800 imprese operanti nel settore (dati ISTAT 1996), che secondo recenti stime hanno un giro d’affari complessivo di circa 4 miliardi di euro, solo il 30% ha ottenuto la marcatura CE dei propri prodotti con il sistema 2+, cioè garantita da un organismo notificato di terza parte indipendente, che ne certifica tutte le fasi di produzione. Ciò significa che, in teoria, a partire da questo mese il restante 70% dei fornitori di uno dei componenti primari per l’edilizia non potrebbe più vendere aggregati per usi strutturali, impiego che richiede appunto la marcatura con sistema 2+, ma solo per quelli non strutturali, per cui basta il sistema 4 con autocertificazione dell’azienda stessa. L’ipotesi resta teorica, perché in pratica gran parte dei produttori continuano a vendere e gran parte degli utilizzatori, compresi molti grandi enti appaltatori, continuano ad acquistare aggregati con marcatura CE assente o non conforme.

Si tratta di uno stato di fatto rilevato ed esposto durante i lavori del convegno ‘Nuove norme tecniche e marcatura CE per i prodotti da costruzione‘, tenutosi a Milano l’8 febbraio scorso nell’ambito della prima edizione del MADE expo e organizzato da ICMQ, l’organismo di certificazione specializzato in prodotti e servizi per il settore delle costruzioni e dell’edilizia in genere.
Il mercato sarebbe quindi inadempiente soprattutto per mancanza di informazioni, ignoranza che accomunerebbe sia le piccole aziende a raggio locale, sia i grandi enti. Ma il fatto più grave è che la disattenzione alle norme e all’applicazione del DPR 246/93 è fortemente agevolata dalla totale assenza di controllo e quindi di sanzioni da parte delle istituzioni preposte. Il presidente di ASSOLIG aggiunge che già nel primo semestre del 2008 la non conformità degli aggregati alla marcatura CE potrebbe rappresentare un problema per l’approvvigionamento dei materiali necessari all’esecuzione delle principali opere pubbliche.

Tale situazione è sostanzialmente confermata dai dati resi noti da ICMQ, uno degli organismi notificati per la marcatura CE, con il quale hanno già ottenuto la certificazione secondo il sistema 2+ 294 produttori di aggregati (il 59% nel Nord Italia, il 31% nel Centro e il 10% nel Sud e nelle Isole). Anche lasciando il comparto degli aggregati il panorama resta più o meno il medesimo: per fare un esempio, dal 1° marzo la marcatura diventerà definitivamente obbligatoria anche per i conglomerati bituminosi, cioè la materia di base per asfaltare le strade, ma i produttori certificati sono ancora una netta minoranza. E lo stesso vale addirittura per prodotti come calci, malte e intonaci, molti produttori dei quali non sono ancora certificati nonostante l’obbligo di marcatura CE risalga ormai all’agosto 2003 nel primo caso e al febbraio 2005 negli altri due.

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