L'Ue a 27: ingresso di Romania e Bulgaria | Edilone.it

L’Ue a 27: ingresso di Romania e Bulgaria

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La data del 1 gennaio 2007 segna l’ingresso ufficiale della Romania e Bulgaria nell’Unione Europea che porta quindi a 27 il numero complessivo dei suoi paesi membri. L’avvenimento è stato festeggiato in grande nelle città di Bucarest e Sofia, adesso unite all’Europa dopo una lunga attesa a 17 anni di distanza dalla caduta del comunismo. Si tratta di un cambiamento a seguito del quale i due paesi dei Balcani dovranno portare a compimento le riforme necessarie a colmare il ritardo che li separa dagli altri paesi dell’Unione. In Bulgaria, per quanto riguarda le infrastrutture, potrebbero essere costruiti, entro i prossimi due anni, quattro nuovi terminal (per passeggeri, yacht, container e cereali) nel Porto Est di Varna. L’idea progettuale, dal costo approssimativo non inferiore ai 400 milioni di euro, vede concordi esperti marittimi, deputati nazionali e la stessa Amministrazione comunale. Il traffico complessivo movimentato nei porti marittimi bulgari nel 2006 ha raggiunto circa 30 milioni di tonnellate di merce, ed il porto di Varna, il più grande scalo del Paese con le sue due strutture del Porto Est e del Porto Ovest, deve migliorare le proprie performance.

Per L’Ue, l’ingresso di Sofia e Bucarest comporta trenta milioni di nuovi cittadini europei, lo spostamento del baricentro dell’Unione europea ancor più ad Est, dopo la grande ondata di adesioni del maggio 2004, quando entrarono dieci nuovi paesi, otto dei quali appartenenti all’ex blocco comunista. Guardando ai Balcani in generale, il mandato dell’Agenzia Europea per la Ricostruzione, responsabile dell’amministrazione dei principali programmi di assistenza dell’Ue in Serbia (Kossovo compreso), Montenegro e Macedonia, è stato esteso dal Consiglio d’Europa al 31 dicembre 2008. Questa decisione permette all’Agenzia di continuare a realizzare i progetti finanziati con l’assistenza dell’Ue per il programma ‘CARDS’ di ricostruzione, sviluppo e stabilizzazione, in scadenza questo dicembre. L’importo complessivo dei progetti nell’area ammonta a circa 680 milioni di euro.

Romania e Bulgaria portano in dote tassi di crescita invidiabili rispetto ai paesi del cuore della vecchia Europa, attestandosi fra il 5 e il 6%. I principali problemi si presentano soprattutto in alcuni settori, quali la lotta alla corruzione, la gestione dei fondi agricoli e strutturali, gli standard di sicurezza alimentare per l’export di latte e carne e per quanto riguarda la Bulgaria del trasporto aereo.
Le opportunità di crescita dei paesi interessati e di investimento per tutti gli imprenditori (ivi compresi quelli appartenenti ad altri paesi membri dell’Ue), dipenderanno anche da quella riforma dei Fondi e degli strumenti strutturali comunitari per il periodo 2007-2013, avviati nel novembre 2006 proprio sulla base dell’allargamento dei confini dell’Unione con l’ingresso dei nuovi paesi membri dell’Est Europa, i cui sviluppi saranno a breve resi noti.

Intanto l’Ue sostituisce la presidenza tedesca a quella finlandese e medita sull’opportunità di frenare l’allargamento, unitamente alla considerazione sulla necessità di rilanciare la Costituzione europea per riscriverne i meccanismi decisionali e tracciare il futuro cammino. Un’iniziativa già annunciata dal cancelliere tedesco Angela Merkel per marzo, quando a Berlino si celebreranno i 60 anni del Trattato di Roma.

Il primo gennaio 2007, inoltre, la moneta unica, nel giorno del suo quinto compleanno, ha accolto in Eurolandia un tredicesimo Stato: la Slovenia, dal maggio 2004 membro dell’Ue. A due anni e mezzo dallo storico allargamento dell’Ue a dieci nuovi Stati membri – tutti dell’est europeo – Lubiana è l’unica capitale a presentarsi puntuale all’appuntamento con l’euro. In dote ha portato uno stato delle finanze pubbliche in buona salute, valutato positivamente da Bruxelles.

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