L'architetto Peter Zumthor vince il Premio Pritzker 2009 | Edilone.it

L’architetto Peter Zumthor vince il Premio Pritzker 2009

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Un architetto non del tutto  celebre che negli ultimi 30 anni ha lavorato da un remoto villaggio di montagna in Svizzera, all’ombra dei riflettori dello star system internazionale. Non molti gli edifici di sua progettazione. Il suo nome ricorre soprattutto in relazione al Centro termale di Vals, nelle Alpi svizzere. Questi i tratti salienti di Peter Zumthor, scelto dalla giuria dell’ambito Premio Pritzker 2009.
La cerimonia per l’assegnazione ufficiale del più alto riconoscimento nel campo dell’architettura si terrà il 29 maggio a Buenos Aires, in Argentina. Vedrà la consegna di una medaglia in bronzo e del premio di 100.000 dollari.

Nato a Basilea nel 1943, Peter Zumthor ha condotto la sua formazione  alla Kunstgewerbeschule, Vorkurs und Fachklasse, con  successivi studi in design al Pratt Institute di New York. Dopo Herzog & de Meuron, Zumthor, è il secondo architetto elvetico accolto negli annali del Pritzker.

Autore di architetture realizzate principalmente in Svizzera, Zumthor ha progettato edifici anche in Germania, Austria, Paesi Bassi, Inghilterra, Spagna, Norvegia, Finlandia e Stati Uniti. La critica individua  il suo capolavoro nelle note Terme di Vals, in Svizzera, ma recentemente, anche la Cappella di St. Niklaus von Flüe (Bruder Klaus), vicino a Colonia, in Germania, è stata molto elogiata.
La giuria del Pritzker ha valutato anche il Museo diocesano Kolumba di Colonia come “un’opera al sorprendentemente contemporanea, ma al contempo del tutto a proprio agio con diverse stratificazioni storiche”. Il Museo incorpora graziosamente le rovine di una chiesa gotica distrutta dai bombardamenti degli Alleati durante la seconda guerra mondiale. Aperto al pubblico dal settembre 2007, la sua muratura si caratterizza per lo spettacolare utilizzo di mattoni di foggia particolare, che fanno apparire le pareti dell’edificio come la trama di un tessuto. Questi speciali mattoni, integrandosi perfettamente con l’involucro della facciata e dell’intorno di colore grigio-giallastro, fungono allo stesso tempo da filtro per l’interno. Un filtro che lo studio Zumthor ha definito “muratura di maglia”. Con la sua trasparenza, come quella di un tessuto di trama larga, la muratura crea un suggestivo ambiente di luce, che si adatta perfettamente alle collezioni d’arte conservate nell’edificio.

Nella motivazione addotta da Thomas J. Pritzker, presidente della Fondazione Hyatt, nell’annuncio del vincitore, si legge: “Peter Zumthor è un maestro ammirato dai suoi colleghi di tutto il mondo per come riesce a mettere a fuoco il suo lavoro, senza scendere a compromessi e con una fortissima determinazione”. Ha quindi aggiunto: “Tutti gli edifici di Peter Zumthor hanno una presenza forte, senza tempo. Egli ha la rara capacità di combinare un pensiero chiaro e rigoroso con una vera e propria dimensione poetica, ed il risultato di ciò si esprime in opere che non smettono mai di ispirare”.

La citazione per l’assegnazione del premio della giuria di otto membri, che quest’anno includeva anche il vincitore del 1998 Renzo Piano, recita:  “Nel ridurre l’architettura ai suoi più nudi eppur sontuosi essenziali egli ha riaffermato il posto indispensabile dell’architettura in questo fragile mondo”.

Poco conosciuto dal grande pubblico, il sessantacinquenne Peter Zumthor è tuttavia una leggenda nella sua professione. Rinomato per essere schivo, solitario, per la sua immagine quasi monacale, e per i suoi edifici, quasi tutti di piccola scala, ma pieni di sfumature spirituali anche se non sono apertamente edifici religiosi.
Né, gli sono fin qui mancati i riconoscimenti importanti. Tra i premi ricevuti, compaiono infatti il Praemium Imperiale 2008 della  Japan Art Association,  il Carlsberg Architecture Prize 1998 della Danimarca ed il noto  Mies van der Rohe Award for European Architecture del 1999. Nel 2006, Peter Zumthor ha ricevuto dall’Università della Virginia la medaglia per l’architettura della Thomas Jefferson Foundation . A ciò si aggiunga l’Arnold W. Brunner Memorial Prize in Architecture 2008 dell’American Academy of Arts and Letters.

La giuria ha elogiato l’uso dei materiali fatto da  Zumthor con “qualità uniche, tutte al servizio di una architettura permanente”. L’architetto. Zumthor ha detto che i suoi progetti, in genere, nascono proprio dai materiali. “Io lavoro un po’ “come uno scultore”, ha detto. “Quando comincio, la mia prima idea di un edificio è legata al materiale. Credo che l’architettura verta su questo. Non si tratta di carta, né di forme. Si tratta di spazio e di materiale”.

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