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La crisi dell’edilizia mette in pericolo le garanzie del lavoro

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L’asse di garanzie del lavoro nel settore delle costruzioni, formato da previdenza, formazione e sicurezza, è in grave rischio a causa della pesante crisi economica, che vede il settore edilizio come uno dei massimi protagonisti negativi.

A lanciare l’allarme è il Sistema Bilaterale del settore delle costruzioni, costituito da Cnce (Commissione Nazionale delle Casse Edili), Cncpt (Commissione nazionale paritetica per la prevenzione infortuni, l’igiene e l’ambiente di lavoro) e Formedil (Ente nazionale per la formazione e l’addestramento professionale nell’edilizia).

Un “circolo vizioso” e un “meccanismo perverso”, come li definisce Franco Osenga, presidente di Cnce, secondo il quale le imprese, che faticano a ottenere commesse e finanziamenti, non riescono a pagare i contributi ai loro lavoratori presso le Casse Edili, l’Inps e l’Inail. A sua volta ciò impedisce loro di ottenere il Durc (Documento unico di regolarità contributiva), indispensabile per partecipare ai bandi per i lavori pubblici e privati.

A essere a rischio, afferma il Presidente del Formedil Massimo Calzoni, è il sistema di diffusa assistenza e previdenza per i lavoratori del comparto, che beneficiano del welfare sussidiario garantito dal sistema bilaterale: 2 miliardi di contributi versati lo scorso anno dalle 160.000 imprese iscritte per una occupazione registrata di 850.000 addetti. Nello specifico, un miliardo e 200 milioni sono stati destinati a malattie o infortuni, 400 milioni alle pensioni di anzianità professionale, 200 milioni all’assistenza sanitaria, 120 milioni alla formazione sulla sicurezza. Un sistema di tutela cui va aggiunto anche il presidio capillare dei Comitati paritetici territoriali per la sicurezza all’interno di decine di migliaia di cantieri, che solo lo scorso anno ha effettuato oltre 53.000 visite per 25.000 cantieri.

A pagare il dazio della crisi sono anche gli investimenti per la formazione, base fondamentale per la tutela della sicurezza: basti pensare che l’obbligo (dal 2009) dei corsi di 16 ore per tutti i lavoratori che si affacciano per la prima volta nel mondo delle costruzioni ha consentito – afferma Piero Leonesio, Vice Presidente del Formedil – di offrire a 385.212 nuovi operai le nozioni e le abilità tecniche necessarie per lavorare in sicurezza in cantiere. Gli effetti positivi di tale obbligo sono stati confermati dai dati sulla riduzione degli infortuni sul lavoro pubblicati da Inail.

L’allarme dei tre enti, gestiti pariteticamente dalle associazioni imprenditoriale delle costruzioni e dalle rispettive organizzazioni sindacali dei lavoratori, si tradurrà in un progetto di buona occupazione, che verrà presentato nel corso del convegno dedicato a “Il valore del lavoro” che si terrà il prossimo 23 maggio a Napoli; in questa sede verrà ribadita l’importanza di provvedimenti urgenti per impedire il tracollo non solo economico, ma anche sociale di un settore strategico per il Paese.

V.R.

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