Istruzioni ministeriali sul Rischio sismico del patrimonio culturale | Edilone.it

Istruzioni ministeriali sul Rischio sismico del patrimonio culturale

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Una recente Direttiva ministeriale indica un percorso di conoscenza, valutazione della sicurezza sismica e progettazione degli eventuali interventi opportunamente adattati alle esigenze e peculiarità del patrimonio culturale. Il documento mira a formulare, nel modo più oggettivo possibile, il giudizio finale sulla sicurezza e sulla conservazione garantite dall’intervento di miglioramento sismico ed è riferito alle sole costruzioni in muratura. La Direttiva in oggetto è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 24 del 29 gennaio scorso. Si tratta della “Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri per la valutazione e la riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale con riferimento alle norme tecniche per le costruzioni“.

La conservazione in condizioni di sicurezza del patrimonio culturale nei riguardi dell’azione sismica richiede strumenti di analisi a diverso livello di approfondimento, applicabili a due diverse scale:
– la valutazione della vulnerabilità del patrimonio culturale a scala territoriale;
– la valutazione della sicurezza e la progettazione degli interventi sul singolo manufatto.

Per l’applicazione di questi principi, il documento fa riferimento a metodi che non hanno carattere vincolante e che, inoltre, essendo soggetti ad una continua evoluzione, richiederanno il costante aggiornamento della Direttiva.

Per far fronte al su citato aggiornamento, al monitoraggio sull’attuazione della direttiva nel corso dell’anno successivo alla sua entrata in vigore, unitamente ad una coerenza con le Norme Tecniche per le Costruzioni di successiva emanazione, viene istituita una cabina di regia Stato-Regioni presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della protezione civile.

Le Regioni, d’intesa con il Ministero per i beni e le attività culturali e il Dipartimento della protezione civile, possono disciplinare le modalità applicative e le attività di monitoraggio sullo stato di conservazione del patrimonio culturale, in coerenza con le finalità della Direttiva.

La premessa della Direttiva fa inoltre riferimento all’OPCM n. 3274 del 20 marzo 2003 che dispone, tra le altre cose, l’obbligo di procedere alla verifica degli edifici e delle opere infrastrutturali, la cui funzionalità durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile, e di quelli che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un eventuale collasso.

Altri richiami normativi sono fatti in riferimento:
– al DLgs 42/2004, il “Codice dei beni culturali e del paesaggio” che, all’articolo 29, dispone che il Ministero definisce linee di indirizzo, norme tecniche, criteri e modelli di intervento in materia di conservazione dei beni culturali;
– al DM del 14 settembre 2005 (contenuto nella premessa della Direttiva) con il quale sono state approvate le Norme Tecniche per le Costruzioni e che al punto 5.7.1.1, richiama gli allegati 2 e 3 all’OPCM 3274/2003 come specifiche indicazioni tecniche che possono essere adottate nel rispetto dei livelli di sicurezza stabiliti nel decreto stesso;
– alle “Linee guida per la valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale con riferimento alle norme tecniche per le costruzioni”, collocato all’interno della cornice normativa introdotta dal DM 14 settembre 2005, e approvato dal Consiglio superiore dei lavori pubblici il 21 luglio 2006.

Il testo integrale della Direttiva ministeriale sul rischio sismico è disponibile nella sezione “Normative” del nostro sito alla pagina:

http://www.edilone.it/normative/

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