Interoperabilita: norme tecniche per la sostenibilità e l'innovazione nelle costruzioni | Edilone.it

Interoperabilita: norme tecniche per la sostenibilità e l’innovazione nelle costruzioni

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Un settore spesso considerato tra i più arretrati e restii all’innovazione, si dimostra invece attivo e propositivo verso il cambiamento. Questo il messaggio lanciato al convegno internazionale sulla sostenibilità e l’innovazione del 21 settembre u.s., promosso dall’UNI, dal Dipartimento BEST del Politecnico di Milano e dall’International Alliance for Interoperability (IAI) nell’ambito del progetto della Commissione Europea STAND-INN Standard and Innovation.

Il convegno ha focalizzato la sua attenzione sull’evoluzione normativa ed informatica a servizio della gestione degli appalti e del settore delle costruzioni in genere. Alcuni relatori provenienti dai paesi del Nord Europa hanno dimostrato come alcune pubbliche amministrazioni già da tempo utilizzino strumenti innovativi per tutto l’iter di programmazione, progettazione, costruzione e gestione delle opere pubbliche, traendone sostanziali benefici in termini monetari di riduzione dei tempi e dei costi. Il chairman del convegno, Bruno Daniotti (Politecnico di Milano), ha sottolineato che “l’interoperabilità tra diversi sistemi informativi è una realtà oggi già in grado di offrire notevoli vantaggi a tutti gli attori del processo edilizio, e che presto saranno disponibili nuovi strumenti avanzati ancora più potenti: non a caso alcune socie IAI Italia sono sempre più indirizzate allo sviluppo di prodotti CAD “object oriented” che consentano la gestione di informazioni progettuali di dettaglio quali, ad esempio, proprietà tecniche o costi di realizzazione”.

L’Italia in questi anni, non è certo stata a guardare; già dal 2003, infatti, Assimpredil-ANCE e il Politecnico di Milano hanno intrattenuto un’intensa collaborazione che ha dato vita al progetto di norma UNI (vicinissimo alla pubblicazione) sulla codificazione univoca dei prodotti e delle lavorazioni edili, nota anche come “codice a barre dell’edilizia“. L’innovativo sistema elaborato consentirà il trattamento automatico delle informazioni provenienti dagli appalti, dalla documentazione di progetto ai computi metrici, gettando le basi per la costituzione della prima banca dati nazionale dell’edilizia.
Il coordinatore del progetto, Alberto Pavan, ha assicurato che “la pubblica amministrazione potrà presto beneficiare dell’innovazione offerta dal codice a barre dell’edilizia, e auspico che si possa procedere rapidamente anche verso la costituzione della banca dati nazionale”.

Il nostro Paese, grazie al progetto di norma UNI, può gettare le basi per la creazione di un sistema nazionale univoco di identificazione, misurazione e valutazione economica delle voci di costo di tutti i progetti di opere pubbliche, con sostanziali ricadute positive in termini di gestione delle procedure, qualità delle opere, riduzione dei contenziosi; Alberto Pavan osserva che “queste problematiche attualmente appesantiscono in modo consistente il normale iter di un lavoro: solo per tempi morti dovuti ad incomprensioni nella trasmissione delle informazioni da un soggetto all’altro si spreca oggi dal 2 al 5% di ogni appalto. Grazie al “codice a barre dell’edilizia” tutte le informazioni saranno gestite attraverso i nuovi CAD di tipo “object oriented”, con grande vantaggio per tutti gli operatori del processo edilizio”.

L’innovazione tecnologica nella gestione dei lavori pubblici consente sostanziali risparmi in termini di tempo e di costi: questa è l’esperienza esposta dai rappresentanti delle pubbliche amministrazioni del Nord Europa intervenuti al convegno. Nel convegno si è discusso di come sia possibile, grazie alle più recenti tecnologie informatiche in via di sviluppo presso le socie IAI, gestire con vantaggio di costi e tempi tutto l’iter di programmazione, progettazione, costruzione e gestione delle opere pubbliche.

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